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da qui
Ieri, poco prima della messa, un uomo e una donna vengono a chiedere la sala per un compleanno da festeggiare il pomeriggio. In quei pochi minuti cerco una tregua per prepararmi alla celebrazione. Chi si occupa della sala ha un tumore, spiego loro, ed è stato appena operato, per cui il servizio è sospeso. Niente da fare: hanno già chiesto in ufficio, e non possono più recarsi altrove. Gli fornisco il numero di un eventuale sostituto del malato, ma anche questi non può occuparsi della cosa perché sta partendo con tutta la famiglia per la gita della domenica mattina. Il sostituto invia i due alla consacrata, che ci litiga e si precipita da me. Non è possibile, mi dico. In quel momento mi viene in mente la parabola del padre ferito e deluso che all’arrivo del figlio ha il coraggio di gridare: “Facciamo festa! Questo mio figlio era perduto ed è stato ritrovato”. Come prendersela coi due che vogliono solo festeggiare, come il padre, che poi sarebbe Dio? Il vangelo ti frega sempre, te lo trovi davanti quando meno te l’aspetti.

Il vangelo ti frega sempre, te lo ritrovi davanti quando meno te l’aspetti 🙂
grande fabry!
f&r
Il Vangelo ti frega sempre, proprio così: è una pistola di cui può tirare il grilletto, magari senza accorgersene, solo chi non sa bene cosa impugna; o Gesù Cristo in persona.
Tempi duri!
Grazie e un abbraccio,
Roberto
come la voce di Mussida che canta “come sempre è la festa di un leggero uccello che va e come sempre è la festa di chi è”
La nostra umanità viene messa a dura prova ogni giorno…
Ti abbraccio
Se lo ritrovano davanti anche i non credenti, spesso. E forse non c’è modo di toglierselo dai piedi.
(Mai dire di no a chi vuol celebrare un avvenimento come la nscita di un uomo).
grazie amici.
il vangelo è scomodo, ma fornisce una prospettiva nuova a tutto.
Ho paura.
Paura per gli altri, non per me.
I miei figli hanno bisogno di aiuto e so che non ce la faranno senza di me. Ho paura per il loro futuro. Chi li aiuterà?
Ho paura per mia moglie, malata. Soffro per la sua malattia, sono impotente di fronte alla sua malattia, ne ho tanta paura.
Le parole confortano, ma a volte non bastano.
Scusatemi
D.
ti sono vicino, Dimitri.
speriamo insieme che questo momento si trasformi in bene.
un abbraccio
fabrizio