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La parola ai poeti. Stefania Giammillaro

«Il poeta è un minatore, è poeta colui che riesce a calarsi  più a fondo in quelle che il grande Machado definiva las secretas galerías del alma. E lì attingere quei nodi di luce che sotto gli strati superficiali , diversissimi  tra individuo ed individuo, sono comuni a tutti, anche se pochi ne hanno coscienza»

Quando Fabrizio mi ha chiesto di condividere fraternamente la mia idea di poesia, peraltro nell’ambito di un’iniziativa ad ampio raggio che abbraccia un coro di tante belle e luminose voci poetiche, non ho avuto dubbi su dove mutuare la citazione in apertura, quale sublime esordio ad effetto: il breve saggio Sulla poesia di Giorgio Caproni (Italo Svevo ed. 2016, p. 27). Ed esattamente come lui, uno dei miei “maestri spirituali”, ritengo che la poesia non possa definirsi, ma si possa parlare della poesia, della sua forza, della sua potenza, debolezza, della sua universalità. Sì, la poesia è universale, o, comunque, si propone di esserlo, attraverso un metodo induttivo del tutto peculiare e soggettivo che chiede a chi si approccia alla poesia, di trasformare una propria sensazione, in un pozzo, un lago, un mare dal quale tutti possono attingere e sul quale tutti possono specchiarsi: solo così un fenomeno individuale diventa mezzo di fratellanza universale. E credo non sia un caso che Fabrizio, abbia usato l’avverbio “fraternamente” nel parlare di “condivisione sull’idea della poesia”. Continua a leggere→