
Se il giovedì santo è un pugno nello stomaco
vorrà dire qualcosa,
se il mal di denti si divora
l’ultimo sorriso, forse, vuol dire
che la morte ha finito di cenare
e viene a reclamarti
con la sua voce bassa
di cantante da locale notturno.
Io non mi do per vinto,
sono l’uomo dei dolori
che li conta a uno a uno,
li cataloga col piglio paziente
del botanico.
Non lasciarmi solo, Deus Absconditus,
aspettami alla prossima fermata
dove scende la speranza, che non paga
il biglietto ma la fa sempre franca,
al passaggio rapido del Controllore.
Ore 23 e 40 (Triduo)
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