di Guido Caldiron
«Come intellettuale musulmano i miei sforzi, la mia attitudine e i miei obiettivi non sono tanto il risultato della mia formazione accademica, quanto piuttosto della mia esperienza esistenziale. Ho fatto il liceo a Orano, poi l’università a Algeri. In Algeria si era in piena epoca coloniale e come il resto dei miei concittadini ero quotidianamente scosso dal confronto aspro e duro tra la cultura e la lingua francese, conquistatrici, e la mia cultura d’origine algerina (io parlo il berbero e l’arabo). All’inizio degli anni Cinquanta, frequentando i corsi sull’Islam all’Università di Algeri ero profondamente deluso dalla povertà intellettuale con cui venivano presentate la storia e la cultura musulmane. Il movimento di liberazione nazionale si opponeva alla pretesa dei colonizzatori francesi di incarnare la civiltà moderna, e insisteva all’opposto sull’identità arabo-musulmana dell’Algeria. In conseguenza di questo confronto brutale io feci allora una scelta che ha poi accompagnato il mio lavoro successivo: da un lato capire quali erano le caratteristiche di quell’identità arabo-musulmana che veniva proclamata dal movimento nazionalista, dall’altro indagare in quale misura la civiltà moderna, incarnata da chi aveva colonizzato l’Algeria, doveva essere considerata come una civiltà universale». Continua a leggere
Ripensare l’Islam attraverso l’umanesimo
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