
Il secondo romanzo della poetessa-drammaturga torinese
di Guido Michelone
Drina è una ragazzona quarantenne che vive nell’immaginario Spricchio (borgo agricolo collinare oltre la banlieu torinese) e che tira a campare lavorando come attrice free lance (ovvero con scarsi ingaggi in tournée per l’Italia) e accudendo un figlio adolescente (che nel romanzo si rivela la figura in assoluto più discreta e defilata, così come i di lei genitori, comunque determinanti nel finto happy end). Continua a leggere

