
di Nadia Agustoni
“Ma che sarebbero i prodigi in mare e in cielo
senza averti compagno al mio pensiero?”
John Keats , Sonetti
L’hanno definita una delle intelligenze più critiche e lucide degli states, ma nei due libri in cui racconta la morte del marito John e della figlia Quintana, avvenute a breve distanza una dall’altra, Joan Didion di sè dice che per un pò è impazzita e impietosa ci mostra la sostanza del dolore.
Leggendo L’anno del pensiero magico (1) si prova simpatia per questa donna che combatte una battaglia contro la morte della figlia fino a quando le sembra fuori pericolo. Sapremo solo dopo qualche anno che le cose non sono andate a buon fine. La perdita improvvisa dei congiunti è ripercorsa di nuovo in un monologo con lo stesso titolo del primo libro: monologo serrato, dolente e asciutto, senza una sola parola che inviti a una facile pietas. (2)
A Broadway è Vanessa Redgrave a interpretarlo. Le serate fanno il tutto esaurito. (3) Continua a leggere
