Archivio mensile:Gennaio 2007

Poesia a Roma

di Lucianna Argentino

 

Avere la possibilità di ascoltare dal vivo un poeta che legge i propri testi è un’ esperienza decisiva. Seguire il ritmo dei versi, sentire quanto questi siano modulati sul ritmo del respiro, avvertire la voce incrinarsi, cedere all’emozione, crea una corrente di energia, un travaso di sensazioni che prepara Continua a leggere

Quel che mi ha detto il tram. Sulla poesia di Andrea D’Urso

tram 

C’è un modo di fare poesia che sta tutto nell’occhio. C’è una poesia che si fa sostanza di uno sguardo nuovo, di un punto di vista eccentrico, ricalibrato, telescopico. Che annulla le distanze, o ne instaura di nuove. Che magnifica i particolari, o li ridimensiona.C’è un modo di fare poesia che sta tutto nel modo di guardare le cose fuori.  Come dal vetro di un finestrino, su un veicolo in movimento. Continua a leggere

La nuovissima poesia russa

 

La frantumazione del nuovo verso russo è soprattutto ridiscussione dei rapporti tra luoghi (Mosca, San Pietroburgo) e altri luoghi (Ekaterinburg, Perm?, Celjabinsk, Novosibirsk), i cui legami portano oltre confine: Francia e Germania, ma anche Stati Uniti. Non si tratta solo più del dibattito su riviste ufficiali (Literaturka) intorno all’eredità del passato, né dell’esplorazione in periferia di nuove scritture da ricondurre al solco di una coscienza comune, già condivisa per exempla. Continua a leggere

poesiaespirito blog collettivo

La poesia e lo spirito diventa blog collettivo.
L’esigenza è quella di creare un luogo virtuale con tendenza a sconfinare nel reale, per dare vita a una cultura dell’incontro fraterno e della solidarietà. Le iniziative concrete (la carta per le donazioni, la maglietta con la celebre frase di Dostoevskij) vorrebbero ricordare che la bellezza candidata a rovesciare il mondo non è solo quella della letteratura, ma anche l’apertura sincera all’altro che attende come noi un segno di condivisione, in uno spazio in cui ci sono treni che arrivano e che partono, viaggiatori che s’incontrano e si scambiano opinioni disinteressate, suggerite dall’amore per la verità: ognuno con le sue strutture di pensiero, con la sua voglia di conservare o di cambiare, di attendere o lanciarsi, di lottare o difendersi; una stazione in cui il fatto stesso di essere lontano dalla casa abituale permette di guardarsi intorno con gli occhi di chi vuole scoprire, dare un nome alla sua sete, caricandosi dell’alea dell’incontro, una valigia in cui rischi sempre di dimenticare l’essenziale, ma sapendo che, alla fine, si cresce, e: “per la stessa ragione del viaggio, viaggiare”.

Per l’archivio si possono consultare le precedenti versioni:
fabrypoesiaespirito.splinder.com
www.lapoesiaelospirito.splinder.com

L’esposta – Massimo Sannelli

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Il 26 marzo 1969 Paul Celan annota che «la poésie ne s’impose plus, elle s’expose». La poesia non si impone «più» – come dire: in passato si è imposta, ieri si imponeva – ma oggi si espone. Non viene per installarsi, ma per esporsi (ed esporre ha una varietà di sfumature impressionante: il bambino Edipo è esposto sul Citerone, Cristo è esposto sulla Croce – lo ricorda Pasolini nella Crocifissione dell’Usignolo della Chiesa Cattolica –, ma anche ciò che è oggetto di mercato è esposto, ad un pubblico indifferenziato, per l’acquisto, come ogni merce; ed è esposta l’opera d’arte in mostra). Silvano Facioni commenta così: «[…] quasi a dire che “oggi” non c’è luogo capace di ospitare la venuta della parola, non c’è “posizione” in cui questa possa orientarsi e ordinarsi» (La cattura dell’origine. Verità e narrazione nella tradizione ebraica, Jaca Book, Milano 2005, p. 112). E ci si «espone», in italiano e in francese, au soleil, à un danger, aux critiques: al sole, a un pericolo, alle critiche; e al pubblico. Continua a leggere