LEVE, CARRUCOLE
Leve, carrucole comprende
nella sua allarmata biografia.
Accende fiori, li espone
al sant’iddio delle casualità,
alla causa santissima e fortuita.
Nella sua debolezza,
domina i gatti e sfiora morbidezza.
Così è, se gli pare – e tutto accetta.
VALENZE ULTIME
“Già le valenze ultime, le estreme”,
accenna a questa carne, all’aria,
alle ragioni perfette e corporali.
Non gli si può ribattere altrimenti;
è vero, sicché fango sugli occhi,
sulle visioni presto a rischiarare.
Mentalmente uccidere i fuochi.

Caro Enrico, funambolo, che si sloga e diverte, da uno sgradinare all’altro dei suoi versi . .
Ironia, o gaudenza gnomica, ce lo spiegherai tu, ma trovi un orizzonte che lega la A alla zeta d i ogni poesia…
Maria Pia Q.
Ti ringrazio di cuore per l’attenzione: davvero, c’è forse qualcosa di gnomico – un carosaluto E.
solo un pensiero
con la cenere dei fuochi uccisi
forse non si lavano i panni nel più bianco che bianco non si può
ma certo a volte è necessario uccidere.
suona di tutto e in tutto questo “uccidere i fuochi – in chiusa e poi viene il pensiero dei fuochi primitivi archetipi – ci vuole la ragionevolezza del – vuoto – Uno o l’ermafrodita coscienza di essere e non essere allo stesso punto, punto nel quale la spinta della materia perde autorità apparente sotto il fango e acquista spessore di lapis filosofico. ma poi penso che la mente trae dalla mente le sue conquiste intestine – tra fossi e accampamenti e centurie-
ci vuole una grande forza, una grande fede per custodire il chiarore della cenere.
bei versi la seconda.
un saluto
paola
ti ringrazio davvero per l’attenzione verso questi lacerti di vecchie scritture