da “Pause” (1992)

LEVE, CARRUCOLE

Leve, carrucole comprende
nella sua allarmata biografia.
Accende fiori, li espone
al sant’iddio delle casualità,
alla causa santissima e fortuita.
Nella sua debolezza,
domina i gatti e sfiora morbidezza.
Così è, se gli pare – e tutto accetta.

VALENZE ULTIME

“Già le valenze ultime, le estreme”,
accenna a questa carne, all’aria,
alle ragioni perfette e corporali.
Non gli si può ribattere altrimenti;
è vero, sicché fango sugli occhi,
sulle visioni presto a rischiarare.
Mentalmente uccidere i fuochi.

4 pensieri su “da “Pause” (1992)

  1. mariapia

    Caro Enrico, funambolo, che si sloga e diverte, da uno sgradinare all’altro dei suoi versi . .
    Ironia, o gaudenza gnomica, ce lo spiegherai tu, ma trovi un orizzonte che lega la A alla zeta d i ogni poesia…
    Maria Pia Q.

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  2. enrico de lea

    Ti ringrazio di cuore per l’attenzione: davvero, c’è forse qualcosa di gnomico – un carosaluto E.

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  3. cara polvere

    solo un pensiero
    con la cenere dei fuochi uccisi
    forse non si lavano i panni nel più bianco che bianco non si può
    ma certo a volte è necessario uccidere.
    suona di tutto e in tutto questo “uccidere i fuochi – in chiusa e poi viene il pensiero dei fuochi primitivi archetipi – ci vuole la ragionevolezza del – vuoto – Uno o l’ermafrodita coscienza di essere e non essere allo stesso punto, punto nel quale la spinta della materia perde autorità apparente sotto il fango e acquista spessore di lapis filosofico. ma poi penso che la mente trae dalla mente le sue conquiste intestine – tra fossi e accampamenti e centurie-
    ci vuole una grande forza, una grande fede per custodire il chiarore della cenere.
    bei versi la seconda.
    un saluto
    paola

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