MESSINA
Lungo il porto, con – sul viso –
l’aria inerte ed un ossesso pensiero:
“e se, nessun preavviso,
giungesse il Traghetto, quello vero?”
OLTRE CARIDDI
Oltre Cariddi c’era, gonfia minna,
c’era un tempo l’Europa, vanamente.
Al di qua, ventre da cui s’esilia
ogni voce ogni luce, la neutra Messina.
Era, qui, inizio e fine di Sicilia.
NELLO STRETTO
Da sempre sfinito
dal viaggio
quasi infinito
ripiglio coraggio
recito m’offro
in pasto al mito
mi tuffo (con gli occhi
lo sfido)
nell’azzurro astuto
infido
dello Stretto
muto
mi guardo non soffro –
nulla che mi tocchi.
P.S. – questi versi risalgono all’inizio degli anni Ottanta: sono apparsi nella plaquette Esercizi vitali e nella raccolta Pause.
