14 uomini (La madre al figlio & La giostra)

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Oggi 15 agosto : ritrovamento al largo di Lampedusa, in acque maltesi. Sarebbero 14 i corpi individuati da un aereo Atlantic della Marina Militare. Sei i corpi già recuperati.

PALERMO – Una motovedetta della Guardia di Finanza ha recuperato sei cadaveri in mare a 50 miglia a sud di Lampedusa. Fanno parte del gruppo di 14 corpi di clandestini individuati da un aereo Atlantic della Marina militare in una zona di ricerca e soccorso (Sar) di competenza maltese. Nello specchio d’acqua dell’avvistamento si sono diretti anche la corvetta Chimera della Marina militare e un pattugliatore della Guardia Costiera. Al momento dell’avvistamento, i clandestini indossavano i giubbotti salvagente. Solo in un secondo momento l’equipaggio sull’aereo Atlantic ha capito che si trattava di cadaveri. A raccogliere l’allarme sono state la Guardia Costiera e la Finanza, che hanno dirottato nella zona una motovedetta e un guardacoste.


NAUFRAGIO – Resta ancora da chiarire se i clandestini morti siano gli stessi dispersi venerdì notte a sud delle coste maltesi, dopo l’affondamento del gommone su cui viaggiavano. I superstiti del naufragio, tratti in salvo dalla nave da crociera spagnola Vision Cruises, hanno raccontato che nell’incidente sarebbero annegate 15 persone. Ipotesi quest’ultima che sarebba avvalorata dal fatto che accanto ai 14 cadaveri non c’era alcuna imbarcazione.


SBARCHI – Non si fermano intanto gli sbarchi di immigrati a Lampedusa. Nel primo pomeriggio un gommone con a bordo 45 persone, tutte di sesso maschile, è stato intercettato in prossimità della costa, su segnalazione di un diportista. Sul posto è intervenuta una motovedetta della guardia costiera che ha rimorchiato l’imbarcazione in porto. I migranti sono tutti in buone condizioni. Sulle coste siciliane gli sbarchi si sono sussegutii senza sosta per tutta la giornata. I migranti giunti sull’Isola sono stati complessivamente 203 i migranti. E non va meglio in Sardegna: una decina le barche giunte sulla costa sud occidentale dell’Isola da lunedì

Fonte: Corriere della Sera 15 agosto 2007

— Ciò che segue è il post programmato due giorni fa —

LA MADRE AL FIGLIO

di Langston Hughes

Bene, figliolo, te lo dirò:
la vita per me non è stata una scala di cristallo.
Ci furono chiodi
e schegge
ed assi sconnesse,
e tratti senza tappeti sul pavimento
nudi.
Ma per tutto il tempo
seguitai a salire
e raggiunsi pianerottoli,
e voltai angoli
e qualche volta camminai nel buio
dove non era spiraglio di luce.
Così, ragazzo, non tornare indietro.
Non fermarti sui gradini
perché trovi ardua l’ascesa.
Non cadere ora
perché io vado avanti, amor mio,
continuo a salire
e la vita per me non è stata una scala di cristallo.


LA GIOSTRA

di Langston Hughes


Bambino negro alla fiera:
Dov’è il reparto di Jim Crow
In questa giostra,
signore? Perché ci vogliono salire.
Giù nel Sud da dove vengo
bianchi e negri
non possono sedere vicini.
Giù nel Sud nel treno
c’è un vagone per i negri.
Sul tram ci mettono dietro:
ma non c’è un dietro nella giostra!
Dov’è il cavallo
per i bambini negri?

Langston Hughes, nato a Joplin [Missouri] nel 1902 (morto a New York nel 1967) ebbe una vasta produzione poetica in cui tradussi i temi del realismo sociale di Lindsay, Sandburg e Lee Masters, in un linguaggio sincopato modellato sui ritmi del jazz e del blues: Blues stanchi (Weary blues, 1926), La madre negra (The negro mother, 1931). Il suo unico romanzo, Piccola America negra (Not without laugher, 1936) è un poco riuscito tentativo di epopea di una comunità nera del Middlewest. Nel dopoguerra Hughes ha scritto i versi di Biglietto di sola andata (One-way ticket, 1949), Montaggio di un sogno differente (Montage of a dream deferred, 1961), La pantera e la frusta (The panther and the lash, 1967). Migliori i racconti brevi di Simple dice la sua (Simple speaks his mind, 1950) e Il meglio di Simple (The best of Simple, 1961) che ritraggono con felice tocco ironico le realtà quotidiane di Harlem nel personaggio di Jesse B. Simple.

[ Potete leggere l’altra poesia blues di Langston Hughes su La poesia e lo spirito: QUI. ]

4 pensieri su “14 uomini (La madre al figlio & La giostra)

  1. sebastiano

    L’estate è la stagione degli spostamenti e delle dimenticanze – vedi anche il bambino abbandonato al supermercato che, suo malgrado, contribuisce a creare la grande metafora della disattenzione che è dei nostri tempi. E intanto il sole fa aumentare la temperatura del sistema solare. Sarebeb meglio che le cose non dipendessero totalmente da noi. Facciamo danni.
    Sebastiano

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  2. francesco sasso

    ciao Sebastiano

    io non mi aspetto molto dall’Umanità.
    eppure non riesco a non patire per chi soffre e muore nell’oscurità, senza identità, nel silenzio di un mare limpido.
    Il dolore che precede la morte! Corpi sepolti in mare. La paura di non farcela. Sperare. Morire e scomparire per sempre. E io qui. Noi qui, al mare a bere la stessa acqua salata che fagocita corpi. La stessa acqua ci unisce e ci separa dalla sofferenza del clandestino.

    Nulla ha senso. Star qui a scrivere il commento è una bestemmia!

    chiudo!
    f.s.

    Rispondi
  3. fabry2007

    siamo nella stessa barca, si dice, ma non è vero. ci sono barche su cui non saliremo mai, se non per l’ultima traversata, dove qualcuno si ricorderà soprattutto di quelli che non sono mai arrivati.

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  4. elena f

    vi sono anche naufragi segreti, di cui nessuno mai verrà a sapere nulla se non il naufrago e il silenzio del mare

    le barche hanno diverse fogge, ma tutte conducono ad un unico approdo.

    elena f

    Rispondi

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