Nel sottotitolo, c’è la sintesi della raccolta: Canzoni sconce e malinconiche.
Nei versi di Rossari sono infatti onnipresenti dosi massicce di eros e di humour nero.
E’ una poesia che ha la leggerezza di Sandro Penna, la visceralità di Bukowski, il gusto per il calembour di Toti Scialoja. Da questa felice miscela vien fuori un libro godibile, onesto, malinconico. Uno dei pochi che si sottraggono a quella sessuofobia che caratterizza la quasi totalità della poesia contemporanea italiana. Da gustarsi, in particolare, la sezione finale, La stagione dei poeti, dove in una prosa esilarante, si racconta una grottesca gara tra poeti, in cui coesistono la vanità, l’amarezza, la megalomania e la dannazione di questa anacronistica vocazione. Segue qualche assaggio:
*
Musa, non fare il muso!
Sei adulta e vaccinata, ti seduco
non ti uso. D’accordo, non
sarai come Beatrice: ti toccherà
essere la mia Musa
Aspiratrice.
*
Con una biro nera
ho unito i nei
sulla tua schiena.
C’era la scritta:
“Solo la mia bellezza
eguaglia la tua pena”.
RIDICULE
Impossibile farla finita.
Questa vita ti tiene
stretto al suo ridicolo.
Nel cuore della notte,
desolato e solo meditavo
alla finestra se non fosse
il caso di tentare
il volo. Davanti al dio assente
delle ore piccole, a quel
silenzio indifferente e
per niente divino, mi ha salvato
l’eco fragoroso
del peto di un vicino.
KARL KRAUS RIVISITED
Le mancava solo un difetto
perché avessi voglia
di portarla al letto.
CLOU
Cara mamma,
sono diventato responsabile: uso
il preservativo anche con la
bambola gonfiabile.

divertente
solo?
c’è del genio, qui.
saluti,
rs
C’è del talento, ma paragonarlo a Bukowski è un pò troppo. O forse è vero che nelle poesie straordinarie di Bukowski tutti vedono solo l’ironia e non il resto? Queste poesie sono divertenti, ma non sono intime e profonde. Non parlano di radici umane. Sembra di leggere le frasette da intrattenimento della Settimana Enigmistica o del Reader’s Digest. Sono sicura che lo stesso scrittore può dare di più, visto che sicuramente dimostra di essere tutt’altro che stupido. Bisogna solo non scordare di tralasciare di parlare con il cuore in mano. Il cervello da solo da non basta, per quanto possa essere sagace.