di Flavio Tannozzini
Don Marcelino staccò un rametto da una pianta di caffè. Fruscìo nella selva. Gocce di umidità si persero nella nebbia che calava con la sera. Prese una bacca rossa e la portò alla bocca: quel sapore dolce e delicato lo accompagnava da quando, bambino, aveva cominciato a lavorare nella piantagione. Erano le prime bacche mature della stagione ed erano veramente grandi: quell’anno ci sarebbe stato un raccolto formidabile, pensò mentre si faceva largo tra l’erba alta a colpi di machete. Ecco il sentiero fangoso, ecco la strada verso casa. Stringeva, in una mano, il rametto carico di bacche per rassicurare sua moglie Julia con la buona notizia; in spalla portava alcuni sacchi di tela che la giunta comunitaria aveva distribuito per la prossima raccolta dei frutti del caffè.
Quando raggiunse il villaggio era ormai notte, i sentieri erano illuminati solamente da qualche lucciola tardiva e dalla luce dei fuochi che filtrava attraverso le pareti di cannucce delle capanne circostanti. L’odore dell’okote bruciato si spargeva nell’aria mescolandosi a quello delle tortillas appena tostate. Un vagito che ruppe il silenzio attorno bloccò Don Marcelino sulla soglia di casa. L’uomo si fermò sull’uscio con un nodo nel petto: Iximchè, la sua ottava figlia, era nata con largo anticipo rispetto alle previsioni della comadrona . Si guardò la punta degli stivali coperti di fango: le uniche cose che aveva in quel momento con sé erano un rametto di caffè e un pugno di sacchi di tela. Ma soprattutto due mani indurite dal lavoro, incapaci di tenere delicatamente un neonato, capaci di spostare una montagna. La flebile luce di una candela rompeva l’oscurità della capanna. Do?a Julia giaceva sfinita sul materasso di foglie di mais, con in braccio la piccola Iximchè che piangeva, avvolta in una coperta colorata. Lo sgomento attraversava gli occhi, tutt’intorno, degli altri suoi sette figli che avevano assistito a quel miracolo. La comadrona aveva appena finito di lavare Iximchè in acqua tiepida e mormorava alla terra e al cielo invocazioni di protezione. Erano talmente tanti in quell’umile capanna, che molti dei bambini dovevano dormire per terra, in giacigli improvvisati che il giorno venivano rimossi. Don Marcelino – la cosa più logica per quelle mani – prese uno dei sacchi di tela che aveva con sé, ne aprì un lato con il machete e vi legò alle estremità due corde che fissò saldamente alle travi del soffitto. Si sentì padre per l’ottava volta: “Ecco pronta una piccola amaca per Iximchè, la figlia del mais”.
In realtà Iximchè, che nella loro lingua voleva dire appunto “figlia del mais”, fu poi conosciuta come la “figlia del caffè”, perché anche quando fu cresciuta tanto da non poter più dormire dentro un sacco di caffè, i suoi lunghi capelli neri continuarono a profumare del nettare dolce e delicato delle bacche rosse del caffè appena mature.
Il Caffè, pur non essendo un bene di prima necessità, è al secondo posto tra le materie prime commercializzate dopo il petrolio. La produzione mondiale del caffè si attesta attorno ai 100 milioni di sacchi (da 65 kg circa) l’anno per un valore complessivo di circa 15 bilioni di dollari. Il mercato del caffè determina la vita di milioni di contadini in America Latina, Africa ed Asia. Il prezzo di acquisto e di vendita del caffè a livello mondiale è fissato giornalmente nelle borse merci di New York e di Londra. Caratteristica del mercato del caffè è una forte instabilità dei prezzi, causata dagli anni ’90 dalla liberalizzazione dei mercati. Il prezzo del caffè è determinato dal libero gioco della domanda e dell’offerta nelle borse merci in cui gli attori che negoziano sono le grandi società di importazione occidentali, le multinazionali, i grandi investitori finanziari. I loro acquisti sono di natura speculativa, dato che comprano caffè con l’intenzione di rivenderlo in un secondo momento e realizzarvi grossi guadagni, questo determina una crescita dei prezzi al momento della domanda ed una caduta al momento della vendita, ciò rende il mercato instabile. La caduta improvvisa del prezzo del caffè determina danni irreparabili a livello umano come l’impoverimento repentino di migliaia di piccoli produttori che in nessun momento parteciperanno alla contrattazione del prezzo. Il principio cardine della libera concorrenza è che, come avviene, il prezzo di ogni merce deve essere determinato dal libero gioco della domanda e dell’offerta, senza badare a conseguenze pur di assicurare al consumatore un prodotto il più economico possibile.
Il Commercio Equo e Solidale invece segue il principio espresso dall’economista John Maynard Keynes di fissare i prezzi ad un livello minimo per garantire ai produttori un guadagno adeguato ai loro standard nutrizionali e alle loro condizioni di vita: valori non negoziabili economicamente.
Il Caffè Tatawelo è prodotto nelle comunità indigene zapatiste del Chiapas ed in alcune comunità del Guatemala. E’ importato in Italia dalla Cooperativa Pausa Caffè, è torrefatto nel carcere delle Vallette a Torino in un progetto di recupero per detenuti, è commercializzato attraverso le Botteghe del Mondo e attraverso i gruppi di acquisto dell’Associazione Tatawelo in varie regioni d’Italia. Ogni passaggio commerciale del caffè Tatawelo è retto da principi solidali, non esistono speculatori su questo prodotto. Il prezzo finale del pacchetto di caffè è stabilito a 3 Euro in accordo con le Cooperative di produttori e ripartito secondo i dati riportati sul pacchetto stesso. Parte del guadagno va a progetti di formazione e sviluppo nelle comunità indigene del Chiapas e del Guatemala. Il Prefinanziamento del caffè consente ai contadini produttori di non indebitarsi per iniziare a coltivare, questo vuol dire pagare in anticipo il caffè ma coprire una parte dei costi di produzione per cui il caffè potrà essere acquistato a 2,5 Euro anziché 3 Euro al pacchetto. Considerando i tempi di raccolta, il caffè comprato a gennaio sarà disponibile in Italia nel mese di aprile.
Se sei interessato al progetto Tatawelo e vuoi acquistare caffè o partecipare al prefinanziamento fammelo sapere entro il 20 gennaio.
