PROVOCAZIONE IN FORMA D’APOLOGO 63

Quando Erre va dal suo medico, strano ibrido fra un mago rinascimentale e uno 007 postmoderno, costui gli dice sempre: “Caro Erre, lei soffre perché s’identifica. Questo è male, è “il” male. Se soltanto riuscisse a disidentificarsi le cose cambierebbero, e di molto”. In genere a quel punto Erre ribatte che quello suggerito non è che un maldestro tentativo di eludere la responsabilità penale; al che ridono entrambi, e ad Erre pare che per un attimo si allenti la morsa che da quando è al mondo lo tortura .

Ma l’ultima volta, all’ennesimo ripetersi della scenetta, il medico ha soggiunto, come parlando a se stesso: “Disidentificarsi… e trovare l’illuminazione. Quindi lasciar cadere anche quella”. Allora Erre non si trattiene: altro che lasciar cadere, qui si tratta di bastonare addirittura: giù bastonate ad ogni Budda che s’incrocia, come prescrive la massima. E confida ridendo, questa volta l’altro resta serio, la propria soluzione al koan del suono della mano sola: sonori ceffoni sul muso del maestro, con una mano sola ovviamente, quella che si abbia più forte.

Però poi Erre tornato a casa ci ripensa, si siede al pc e scrive al medico la seguente mail:

“Caro Dottore, lei dice: “Disidentificarsi… e trovare l’illuminazione. Quindi lasciar cadere anche quella”. Perché mai, le chiedo, proprio lei, uomo innanzitutto pratico, uno scienziato, suggerisce di darsi tanta pena? Disidentificato che si sia, o che si fosse, il resto non sarebbe un esercizio se non impossibile superfluo? Rimarrebbe forse qualcosa oltre all’eco del riso di colui che ride, secondo la gag di Totò, perché i colpi che “gli” piovono addosso non sono per lui? Un caro saluto, suo Erre”.

Ci siamo, Erre si dice, questa volta è nel sacco, essendo un logico protesterà e metterà in mostra quello che cela sotto la scorza. Ma passano i giorni e il medico non risponde. Dev’essere partito per il mare, dove alla sua età nuota per ore al largo in pieno inverno, o per una di quelle missioni di cui non direbbe alcunché nemmeno sotto tortura.

6 pensieri su “PROVOCAZIONE IN FORMA D’APOLOGO 63

  1. Carla

    Buondì Roberto!
    Questa provocazione è veramente degna di riflessione!
    a parte il fatto che nel sacco ci è finito Erre, questo dimostra come sia più “logico” non aspettarsi risposte alle nostre provocazioni…:-)))
    C.

    Rispondi
  2. robertorossitesta

    Cara Carla,
    siamo sovente in qualche sacco altrui, e comunque sempre nel nostro.
    Le azioni, poi, sono risposte potenti quanto e più delle parole.
    Un caro saluto,
    Roberto

    Rispondi
  3. Carla

    però…quando uno non risponde, non è tanto l’azione a determinare un fatto ma…il pensiero di ciò che comporta l’aver ragionato in modo logico su una possibile, dico possibile, risposta.
    Non bisogna MAI essere sicuri di nulla.

    Rispondi
  4. robertorossitesta

    Cara Carla,
    suggerire una soluzione non significa escluderne altre.
    Quanto al dubbio sistematico, non ha prodotto meno guai della sistematica credulità.
    Un caro saluto,
    Roberto

    Rispondi
  5. elio

    > E confida ridendo, questa volta l’altro resta serio, la propria soluzione al koan del suono della mano sola: sonori ceffoni sul muso del maestro, con una mano sola ovviamente, quella che si abbia più forte.

    Bellissima questa.

    Rispondi
  6. robertorossitesta

    Caro Elio,
    effettivamente è ciò che ho pensato di primo acchito quando lessi il koan; la “soluzione canonica” (sembra incredibile, ma esiste anche quella)mi è sempre sembrata lambiccata e scialba.
    Tieni conto che sono quasi un vecchietto, che quindi appartengo alla generazione che ha imparicchiato le buone maniere un po’ tardi: prima si andava per le spicce, quando si sentiva parlare di autorità e di autoritarismo si faceva un fascio solo, e si partiva alla carica…
    Non escludo però che nella mia soluzione ci sia anche dell’altro, almeno lo spero caldamente.
    Un caro saluto,
    Roberto

    Rispondi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *