9 pensieri su “Se il chicco di grano non muore

  1. Titti

    Grazie, Fabry!
    E’ un film che mi è entrato nel cuore, tanto da sceglierne -insieme a mio marito- la musica (Gabriel’s oboe) per il nostro matrimonio, ricordi? Anche questa è una vocazione/missione…è il caso di domandarsi se faremo la stessa fine ?!? 🙂
    Titti

    http://it.youtube.com/watch?v=PRb8KKyenSY

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  2. mariapia

    L’ho perso, ma occorrerà cercarlo; direi che il titolo del post da solo, può bastare perché..se non muore,il chicco umano, ecco la morte vera che viene:
    da dovunque, ed è brutto e totalizzante il regno di thanatos, o delle tenebre.

    Maria Pia Q.

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  3. Titti

    Fabry,

    ho dimenticato di postare gli AUGURI a Ennio Morricone, che ieri ha compiuto 80 ANNI !!!

    Ha dichiarato di essere ancora in piena attività creativa e presto ci regalerà altre grandi colonne sonore!

    …è una strana coincidenza che tu lo abbia ricordato su LPELS ?!?

    Buona musica a tutti,
    Titti

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  4. sergio pasquandrea

    Lo dico da non credente: “Mission” può avere tutti i difetti possibili (magniloquente, retorico eccetera), però è una riflessione su un tema che mi sta molto a cuore, cioè su come il messaggio evangelico sia del tutto incompatibile con qualsiasi discorso di potere, che è per sua natura sinonimo di sopraffazione. Per me, il nodo centrale del film è lo scontro tra chi (Gabriel) vorrebbe applicare il Vangelo alla lettera e chi (il cardinale, ma in fondo anche il personaggio di De Niro) vorrebbe far convivere il Vangelo con le leggi umane.
    La scena che preferisco è il finale: i bambini, nudi come Adamo ed Eva, tornano nel villaggio distrutto, salvano pochi oggetti (il violino) tra i segni della morte e della desolazione, e poi partono sul fiume, si immergono nuovamente nel grembo materno della foresta. Forse solo lì, lontano dalla “civiltà”, sarà davvero possibile costruire una società giusta.

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  5. Titti

    Forse solo lì, lontano dalla “civiltà”, sarà davvero possibile costruire una società giusta.

    Questa frase postata da Sergio Pasquandrea mi ha fatto tornare in mente un ironico ma veritiero

    MESSAGGIO DEGLI INDIANI D’AMERICA:

    Prima che arrivassero i nostri fratelli bianchi
    per fare di noi degli uomini civilizzati,
    non avevamo alcun tipo di prigione.
    Per questo motivo
    non avevamo nemmeno un delinquente.
    Non avevamo né serrature né chiavi
    e perciò presso di noi non c’erano ladri.
    Quando qualcuno era così povero,
    da non possedere cavallo, tenda o coperta,
    allora egli riceveva tutto questo in dono.
    Noi eravamo troppo incivili,
    per dare troppo valore alla proprietà privata.
    Noi aspiravamo alla proprietà, solo per poterla dare agli altri. Noi non conoscevamo alcun tipo di denaro e
    di conseguenza il valore di un essere umano non veniva misurato secondo la sua ricchezza.
    Noi non avevamo delle leggi scritte depositate,
    nessun avvocato e politico,
    perciò non potevamo imbrogliarci l’uno con l’altro.
    Eravamo messi veramente male,
    prima che arrivassero i bianchi ed io non mi so spiegare come potevamo cavarcela senza quelle cose fondamentali che sono così necessarie per una società civilizzata.

    (Cervo Zoppo)

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