
La festa del padre cade in un momento singolare, quest’anno. E’ giusto, forse, che la ricorrenza coincida con le udienze del padre-nonno-marito situato al di là di ogni confine di ruolo e natura. E’ bene sia chiaro che c’è un senso nella diversità delle carezze e dei baci, nell’uso variamente finalizzato delle membra del corpo. Nel perché di un’azione, in ciò che la rende umana. Il Leviatano avanza, con la faccia nascosta dai libri mastri dell’ambiguità. Basterebbe fermarsi, ascoltare. Ma, come scriveva Calvino, “non c’è più nessuno che ascolti nessuno. Solo la notte ascolta se stessa”. (Un re in ascolto, in Sotto il sole giaguaro).
(fonte immagine)

Forse non solo ascoltare, ma anche fermarsi, appunto.
Il padre-nonno-marito è in buona compagnia.
Basterebbe fermarsi.
E si fermi: ogni dis-umano.
grazie, care.
l’augurio è sempre quello che il male si fermi.
e che il bene si scaldi i muscoli.
Sì, a vederlo, pareva il ritratto di un emblema – orrifico -di rigurgito ferino, di che?
Di un patriarcato morente?sì, ma intanto quanto male versato per molti e innocenti . .
Maria Pia
grazie, Maria Pia: l’orrore quotidiano non riuscirà a spegnere la luce.