La città invisibile. (Un terremoto)

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8 pensieri su “La città invisibile. (Un terremoto)

  1. Raimondo

    Caro Don Fabrizio, cio che mi ha più colpito è stato sì il constatare il disastro in tutto ciò che ci circondava, ma soprattutto il silenzio assoluto, irreale, silenzio credo a cui nessuno di noi è abituato. Talvolta abbiamo bisogno di sentire rumore intorno a noi e fare rumore forse come sintomo di vita,che ci fà sentire in vita. Ma il silenzio, in talune circostanze ci fà sentire e percepire sensazioni di grida d’angoscia e di dolore e ci fanno riflettere in un attimo, come fose un flashback sui nostri comportamenti, sul nostro modo di essere.
    Sembra strano eppure forse cerchiamo il rumore per non sentire il nostro intimo, noi stessi.Vogliamo essere distratti da un mondo che urla, urla sempre più forte.Ma prima o poi, qualcuno ci mette di fronte al silenzio e lì…..e lì è giocoforza ascoltarci.

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  2. fides&ratio

    cosa rimane quando tutto crolla?

    forse rimane la memoria di ciò che eravamo di ciò che siamo,la memoria di coloro che non sono più ma ci vivono dentro e ci danno ancora la forza di andare avanti; rimane la speranza nonostante tutto…

    ciao, fabry

    buona notte del dopo Pasqua 🙂

    F&R

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  3. fabrizio centofanti

    è così, Raimondo: anch’io sono rimasto colpito dal silenzio della città fantasma, dai nostri passi che risuonavano, dalle finestre con i panni stesi davanti alle stanze vuote. è un silenzio che ha tanto, forse troppo da dire.
    grazie per avermi accompagnato.
    grazie, Fides: la memoria a volte è ferita, e non smette di sanguinare.

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  4. fides&ratio

    capisco.
    forse il terremoto ha distrutto anche Emmaus o Emmaus è solo una città invisibile, irraggiungibile oppure Emmaus è l’alto nome di Utopia.
    mi auguro, per tutti quelli che hanno vissuto e vivono il crollo delle proprie sicurezze e delle proprie speranze, che non sia così e che qualcosa, qualcuno possa lenire e guarire quella ferita sanguinante.

    grazie a te, fabry

    buona giornata, nonostante tutto.

    F&R

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  5. Nora

    Grazie,Fabry, per aver voluto condividere con noi il tuo sguardo profondo e le tue emozioni più intime, trasmesse con voce scossa e frantumata, a rivelare il senso più vero della tragedia.”Quando hai perso tutto…cosa resta di te?”,”Il tempo lascia il segno, che ne sarà del nostro tempo?”,”Siamo appesi ad un filo…”e infine, “La vita è un dono, finchè non s’è capito il dono non s’è capito nulla!”
    Pensieri e domande che impongono una dolorosa riflessione sulla nostra vita, sugli eventi che ci è dato di fronteggiare ma non scongiurare.
    Spero che ai nostri fratelli dell’Abruzzo martoriato giungano i sentimenti di solidarietà e affetto che proviamo.

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    1. fabrizio centofanti

      grazie a Fides e Nora.
      era la prima volta che provavo a filmare e parlare.
      mi accorgo che molto si è perso: la prossima volta spero di fare meglio.
      un abbraccio
      fabrizio

  6. Mario

    Grazie Fabry, una grande testimonianza, priva finalmente delle solite manipolazioni e strumentalizzazioni.

    Ho avvertito forte, la commozione di Domma di fronte a tutto questo.

    Un grande abbraccio a te

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