(improvvisi dei morti, degli amati)

(fontana dell’Acqua Reale – S.Pietro e Paolo d’Agrò – Casalvecchio Siculo)

 

***

 

Conteggiamo i congedi

in rassegnata furia

in ostinata vestizione

in una persistente ragione

di muschio, alga di fiume,

perseverante lichene sulla tegola,

come orazione dell’ammutolito,

nascere o cessare l’infinito ciclo

nel medesimo fiato che disfece,

nel moto d’impazienza

dell’occhio che registra

il passato come un nulla che è stato.

 

Al dunque nero del mondo

cui s’impreca, con la pena

mai infera, ma in esso ben assisa

e, pure, solo nell’assenza da esso,

si ritorna alle madri, a quel tacere

cui si cela, alle ripetizioni

da scoperta o illusione, salvi

ad un resurrexit poco dopo le fonti,

destinate dalla speranza

al suo indecifrabile contrario: ci permane

accarezzata da soffi di parole

ogni fronte divenuta marmo, irresistibile

alla calce, alla cenere, alla polvere

d’una mano d’esordio che sospenda

il silenzio nella definizione

dell’acqua sorgiva, dell’alphaomega

che sia flusso eterno.

 

4 pensieri su “(improvvisi dei morti, degli amati)

  1. nadiaagustoni

    “come orazione dell’ammutolito,
    nascere o cessare l’infinito ciclo
    nel medesimo fiato che disfece,
    nel moto d’impazienza”

    Se posso dire è bellissima e la permea un senso del sacro così totalmente non difeso che commuove.

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  2. carla

    un sentire che riporta alle origini
    ma con la ragione sempre pronta
    alla guida.

    ‘ci permane
    accarezzata da soffi di parole
    ogni fronte divenuta marmo, irresistibile
    alla calce, alla cenere, alla polvere
    d’una mano d’esordio che sospenda
    il silenzio nella definizione
    dell’acqua sorgiva, dell’alphaomega
    che sia flusso eterno.’

    Rispondi
  3. lambertibocconi

    E’ bellissima anche per me. La poesia di Enrico raggiunge le vette della serietà e della profondità. Il tema dell’acqua sepolcrale poi personalmente mi turba fin da ragazzina. Faccio così per gioco un nome di richiamo – Elegie Duinesi di Rilke. E ho detto tutto.
    (Enrico, non ti invito a leggere alla mia rassegna perché secondo me la dimensione del reading non rende giustizia alle tue poesie, molto più “da meditazione”. Però se vuoi non hai che da battere un colpo).

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  4. enrico

    Vi ringrazio moltissimo x i bei commenti.

    C’è questo senso del sacro, come dice Nadia, del sublime “naturale”, da cui mi lascio sorprendere (con rischi “spiritualisti” inclusi…); mah, sono “improvvisazioni” su certe fonti collinari e su certe morti inaspettate, anche se è “sempre” inaspettata, ed in fondo senza un minimo di oblìo quotidiano è impossibile andare avanti….

    Anna, ci azzecchi, Rilke è una mia antica passione: è stato il “catechismo” nella prima giovinezza.
    Proposta: un “pellegrinaggio” di poeti sulla sua tomba (a Raron, in Svizzera, poco dopo il passo del Sempione – in pratica 2 orette da Milano)?
    Quanto al reading: ti dissi nella mail.

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