
di Alessandro Seri
Continuano ad arrivare poeti a Macerata. Questa volta per parlare di blog letterari. La giornata caldissima ci ha concesso un pranzo rinfrescante e poi un po’ di riposo fino alle 18,30 quando, con l’introduzione di Angiola Maria Napolioni, direttrice della Biblioteca Statale di Macerata, abbiamo iniziato proprio in biblioteca una tavola rotonda sul tema. I relatori: Luigi Nacci per Absolute Poetry, Giovanni Nuscis per La Poesia e Lo Spirito e Ottavio Rossani per il Corriere della Sera; unica defezione, importante, quella di Nazione Indiana per il quale erano stati contattati Francesco Forlani, Francesca Matteoni e Andrea Inglese ma purtroppo tutti e tre avevano già impegni insormontabili.
In platea non c’era molto pubblico ma, cosa per me importantissima, era presente un nutrito gruppetto di studentesse, tutte dell’Istituto Socio Psico Pedagico di San Ginesio, dove il sottoscritto ha svolto alcuni incontri dedicati alla poesia stessa. Piccole soddisfazioni che però lasciano il segno, anche se magari ai poetoni non gliene frega niente. Segnalo che contemporaneamente alla nostra tavola rotonda nella sala consiliare del Comune di Macerata si svolgeva, alla presenza di poeti come Filippo Davoli, Guido Garufi e Gianfranco Fabbri la presentazione degli atti di un convegno svoltosi due anni fa in città e dedicato alla figura del poeta maceratese Remo Pagnanelli.
La tavola rotonda nonostante il tempo risicato (due orette) è stata accesa e piena di spunti. Ha cominciato Nacci spiegando che Absolute è nato come strumento di divulgazione del festival omonimo di Monfalcone su un’idea di Lello Voce e si è trasformato in breve in un blog collettivo, senza una redazione centrale. Nacci sottolinea come gli articoli più letti nei blog letterari siano quelli capaci di scatenare polemiche, anche se questo significa che, ad esempio, poeti stranieri meritevolissimi su cui si lavora in traduzione passano quasi del tutto inosservati. Su Absolute, essendo i commenti privi di filtro, spesso sono molto duri ma la linea del blog è sempre stata quella della massima libertà di critica, anche rabbiosa. D’altronde i blog letterari hanno una linea ben riconoscibile sempre data dalla sintesi culturale e sociale dei vari redattori. Absolute è sempre stato impostato come una piazza virtuale dove però i commenti restano per sempre, un’agorà permanente.
Rossani ha precisato dapprima che sul blog del Corriere della Sera si pubblicano soltanto testi già editi, è stata una scelta ponderata che ha dato nell’immediato una linea originale a questo spazio on line. Sembra che i poeti siano più interessati a riempire spazi piuttosto che a leggere, insomma preferiscono leggersi, anche su mezzi come i blog ma questo dell’autoreferenzialità è un problema antico in Italia. Certo è che il blog del Corriere è uno spazio di contenuti dove il responsabile, Rossani appunto, ha in mano le chiavi dello stile, la linea editoriale insomma, che per certi versi rispecchia comunque quella del quotidiano che lo ospita.
Il terzo relatore della tavola rotonda è stato Giovanni Nuscis per La Poesia e Lo Spirito; blog del quale anche il sottoscritto è redattore. LPELS è anch’esso un blog collettivo nato da una intuizione di Fabrizio Centofanti, ha 54 redattori sparsi per tutta Italia e ha una certa facilità nell’accesso ai commenti che vengono censurati solo nel caso di offese personali. Per numero di visite sembra che sia il secondo in Italia dopo Nazione Indiana e si basa molto su interventi critici, letterari ma anche su post di interesse sociale (con ovvi riferimenti letterari).
A questo punto le conclusioni sono state bene evidenziate: 1) esiste un dibattito forte rispetto alla censura dei commenti i quali sono soggetti a filtri diversi da blog a blog 2) la qualità degli interventi postati si mantiene comunque alta nonostante una inevitabile microsacca di post non proprio eccelsi 3) la poesia si è avvantaggiata dall’esperienza dei blog in quanto la sua diffusione ha trovato degli spazi ben più ampi rispetto a quelli delle riviste cartacee (decine di migliaia di accessi ogni mese) 4) il numero dei commenti ai post è in sensibile calo, probabilmente a causa del fenomeno facebook dove l’interazione tra autori e lettori è ancora maggiore 5) il cosiddetto pacchetto sicurezza appena varato dal governo Berlusconi inciderà sotto forma di restrizione di spazi d’opinione anche sui blog letterari.

insormontabile no però presenza necessaria sì. qui
http://www.flashfumetto.it/artisti/news_pagina/id-423
blogger e fumettari
molto rock
e comunque auguri agli organizzatori di Macerata. Mi spiace non esserci stato perché mi sarebbe piaciuto incontrare Rossani e Nuscis.
effeffe
ps
e se ne parlassimo anche qui? per esempio non la penso come Nacci che sembra confondere post più letti con quelli più commentati. dati alla mano mi sembra che non sia così. Ci sono post su NI che hanno fatto più di 400 commenti dove i commentatori si riducevano a 5 massimo 6. Allora, domanda: se il numero di commenti non corrisponde a quello dei lettori vale la pena “cercare” la polemica?
metto un apostrofo e non roseo su facebook e sulla relazione, di cui si parla nel post, tra autore e lettore. Su facebook spesso il commento viene PRATICAMENTE RICHIESTO attraverso la pressione esercitata “taggando” un lettore, soprattutto quelli a cui fa seguito un blog o la rappresentanza per una casa editrice o una rivista. Trovo la cosa molto antipatica, la trovo di scarso interesse e per niente utile al fine di una crescita da parte di chi scrive. Chi legge, in questo modo, scrive perchè, altrettanto spesso, si sente addirittura quasi braccato dall’autore pur di avere un commento. Ma dove sta la libertà di scelta allora? Personalmente scelgo ciò che leggo e scelgo se commentare oppure no, non trovo che si debba richiedere.
Chiaro che, per chi lavora in una rivista o simili, avere dei riscontri aiuta a puntualizzare o focalizzare dei percorsi, ma non certo a proporre qualcosa per il piacere esclusivo di chi legge. Insomma credo che le proposte sono e devono essere diverse, diversificate e ricche di spunti, più punti di vista ci sono, anche dello stesso materiale,aumenta la possibilità di “andare a fondo” o di navigare le diverse “scritture”, di qualunque natura siano.fernanda
@effeffe: don’t worry, ci sarà occasione, speriamo, prima dell’avvento del pensiero unico – comunque il discorso di nacci articolava anche questa faccenda qui, la differenza tra visite e commenti (a me pare dipenda un po’ dal post: se il pezzo è ‘blindato’, molto alto e sofisticato, può essere molto letto, ma non inviterà a commentare; se il pezzo è provocatorio sì, ma magari le visite si limiteranno a quei due, tre giorni in cui imperversa la polemica e poi ciao – una convergenza interessante nacci la citava riguarda un suo pezzo, “si può criticare milo de angelis”, che a distanza di due anni su absolute sembra tutt’ora vitalissimo – a me personalmente passa subito la voglia di leggermi un thread di 40, 50 commenti e più, anche perché spesso capita che si tratti del prurito di uno, dell’accidia di un’altro, della bile di un terzo, ecc.)
@fernanda: sì, facebook è il sintomo più eclatante del dilagante autismo collettivo. speriam ben.
in tavola rotonda ho chiesto (ma non c’è stato tempo per rispondere, quindi rilancio qui): per partecipare della vita intellettuale e culturale oggi in italia *si devono* leggere i blog letterari più significativi, come *una volta* si dovevano leggere le riviste più importanti?
un saluto,
r
Brava Renata!
anche perché sarà il prossimo tema di Sud. media e riviste letterarie. Ci saranno tra le varie riviste invitate al forum (che spero posa diventare anche reale un giorno) l’atelier du roman, (parigi) e news from the republic of letters,(Boston)
A proposito delle riviste che come mi diceva fernando arrabal qualche tempo fa, sono per lo più mai-viste, trattandosi di tirature limitate (500 max 1000 copie) bisogna dire che la rete con la messa on line degli articoli garantisce una diffusione maggiore dei propositi contenuti.
I blog letterari più importanti ( quali? diciamoli) o meno importanti ma significativi,(quali? diciamoli) esercitano una funzione importante, sia nelle scelte editoriali che nell’attenzione a certi temi. Basti pensare alla considerazione che ne hanno tantissimi editori e giornalisti.
Su facebook mi permetto di dissentire. In realtà, almeno nel mio caso, ha agito da acceleratore di scambi e contatti nel fare rete, e anche creativamente mi ha permesso di mettere su dei progetti assai interessanti come quello che sto portando avanti con pedrazzini (illustratore storico di alfabeta, poi baldus, e ora anche (non solo, per sua fortuna) di Sud
effeffe
ormai la possibilità di scelta è talmente ampia che bisogna fare una selezione alchemica.
faccio un esempio: come giornali, prendo in considerazione Repubblica, L’Altro di Sansonetti e Libero.
dal confronto si capiscono molte cose: come mai nessuno ha parlato del plagio di Augias nel libro con Mancuso?
non l’avrei mai saputo se non avessi spulciato qua e là.
per conoscere la verità bisogna essere equilibristi, o alpinisti, come Erri.
Io ho pochissimo tempo per andare in giro per blog e non vado molto oltre il minimo sindacale di LPLS, Nazione Indiana, Il primo amore (che non è un blog, vabbè) – poi mi piace molto La comunità provvisoria, che, malgrado a volte pubblichi cose molto legate al territorio (l’Irpinia), spesso ha pezzi di intelligenza mostruosa (e i commentatori magicamente sanno sempre ciò di cui si tratta) – recentemente, per sapere un po’ di news (partigiane, rigorosamente) e farmi due risate (amare, per carità), vado a leggermi Spinoza, Wittgenstein, Fondazione Daje e Leonardo (cui sono arrivata col vecchio metodo del passaparola tra amici). Anche il blog di Marotta è sempre un bel pozzo di san Patrizio. Per i quotidiani ogni tanto faccio una capatina sulla solita Repubblica, sui soliti Guardian, Independent e New York Times, giusto per ricordarmi che esiste un altro mondo là fuori.
facebook: mah, sì, non voglio fare la bacchettona nei confronti di questa bella invenzione che mi fa trascorrere alcuni divertenti minuti, e che sicuramente valorizza chi ha una professione, o un passione, che si nutre di reti e contatti – mi inquieta solo un po’ il dato che evidenziavamo in tavola rotonda, che nell’ultimo anno la crescita esponenziale di facebook ha significato un declino del dibattito sulle riviste on-line. che c’è di male? – si dirà – nulla (figurati, parlare del ‘male’ di questi tempi!), è che su facebook il contatto è uno-uno, ognuno è rappresentato da se stesso, non c’è uno spazio comune in cui stare in più d’uno (ed è in quello spazio che, a mio avviso, si fa la politica)…insomma, è un po’ il sintomo di come sia saltata la rappresentanza politica: non c’è più il partito, non c’è più la parte, c’è solo l’individuo.
Ma che ne so, a me me pare tutti lanciati solo per fasse vede, l’unica cosa è fasse vede, e allora sai che ve dico? faceteve vede, spoglieteve, corrate lesti, parete quilli che se spoglia e po se fa la passeggiata sulu centrale de wimbledo mentre joca Maz Vilander e Ivan Lendel
ma farsi vedere da chi? perché?? e come si fa a giocare se tutti quanti stanno nudi in giro per il campo???
ehm renata bella cara santa d’oro
questa mia solo per dire che ieri
ehm ebbene sì
mi sono sfeisbuccato
un rapido annuncio e via
senza nemmeno aspettare le repliche
che mi faceva pensare a cose
tipo assistere ai propri funerali
resto dell’idea espressa prima
sulle potenzialità del mezzo
diciamo un CDD
contatto a durata determinata
besos
effeffe
uh che impression effef! un’anima che lascia facebook e si trasla fuori dal virtuale mi fa un certo effetto…
Sì, peccato l’assenza degli amici di Nazione indiana, a Macerata; ma si potrebbe pensare ad una tavola rotonda in rete (su questo o su altri temi), in un giorno preciso e con relatori prestabiliti, un coordinatore e gli invitati che si vuole; naturalmente, con i commenti aperti a tutti. Elaborando da ultimo gli interventi ed i commenti editandoli come “atti” da pubblicare in rete e/o in cartaceo. Ecco le risorse della rete!
Riviste e libri sono a mio parere una fonte primaria di cognizione, da integrare con le pubblicazioni in rete(saggi,articoli, prose, poesie). L’offerta ormai illimitata comporta indubbiamente un problema di autogestione, dentro un equilibrio soggettivo non di rado contestuale ed umorale.
Con riferimento alla domanda di Renata (n. 3) la mia risposta è in buona parte affermativa: “per partecipare della vita intellettuale e culturale oggi in italia si devono” indubbiamente, leggere *anche* “i blog letterari più significativi”, ripeto, assecondando curiosità, bisogni e propensioni in un’ottica di auto-formazione.
Giovanni
Ps Colgo l’occasione per salutare e ringraziare Alessandro, Renata e gli amici di Licenze poetiche per le splendide giornate maceratesi, organizzate con cuore e intelligenza.