[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=o35abuR_oLo&feature=related]
da qui
Oggi mi hanno rimproverato, con una smorfia di disprezzo. Mi colpisce sempre, non perché ignori che è la norma per chi annuncia il vangelo, ma perché mi chiedo cosa leggano, queste persone, nel vangelo. Il testo proposto, per la festa dell’Assunta, era il Magnificat, che parla di potenti rovesciati e di poveri innalzati. Non credo ci sia da interpretare. E’ un dettato limpido, da cui traspare la potenzialità rivoluzionaria del pensiero di Cristo. Ho detto che non è una lotta armata, anche se il potere a volte è così forte da esserne tentati. Ho detto che non è un’utopia, perché la comunità cristiana mette gli ultimi della terra al primo posto. Ecco perché i verbi del Magnificat sono al passato, invece che al futuro: ha spiegato, ha soccorso, ha rovesciato: sta già cominciando ad accadere, è già accaduto. Mi hanno sibilato il disprezzo al momento della pace. Alla fine della messa lancio sempre il mio avviso spirituale, dopo quelli di routine della settimana pastorale. L’ho formulato così: quando nasce Gesù, Erode e tutta Gerusalemme rimangono turbati: perché? Quando si annuncia un vangelo come questo, alcuni rimangono turbati: perché? Cosa avranno da temere? Forse la risposta è troppo chiara per essere accettata, troppo limpida per non essere costretti a travestirla.

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http://www.youtube.com/watch?v=hXN2rGbBK50&feature=related
L’anima mia magnifica il Signore /e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,/perché ha guardato l’umiltà della sua serva./ D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata./Grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente /e Santo è il suo nome:/di generazione in generazione la sua misericordia /si stende su quelli che lo temono./Ha spiegato la potenza del suo braccio,/ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;/ha rovesciato i potenti dai troni,/ ha innalzato gli umili;/ha ricolmato di beni gli affamati,/ha rimandato i ricchi a mani vuote./Ha soccorso Israele, suo servo,
ricordandosi della sua misericordia,/come aveva promesso ai nostri padri,/ad Abramo e alla sua discendenza, per sempre./Gloria al Padre e al Figlio
e allo Spirito Santo./Come era nel principio, e ora e sempre/nei secoli dei secoli. Amen.
(Lc.1,46-55)
Vai, fabry! se qualcuno sibila vuol dire che hai fatto centro!
Beati voi poveri, perché vostro è il regno di Dio.
Beati voi che ora avete fame, perché sarete saziati.
Beati voi che ora piangete, perché riderete.
Beati voi quando gli uomini vi odieranno e quando vi metteranno al bando e v’insulteranno e respingeranno il vostro nome come scellerato, a causa del Figlio dell’uomo. Rallegratevi in quel giorno ed esultate, perché, ecco, la vostra ricompensa è grande nei cieli. Allo stesso modo infatti facevano i loro padri con i profeti.
Ma guai a voi, ricchi, perché avete già la vostra consolazione.
Guai a voi che ora siete sazi, perché avrete fame.
Guai a voi che ora ridete, perché sarete afflitti e piangerete.
Guai quando tutti gli uomini diranno bene di voi. » (Luca 6,20-26)
un abbraccio forte
f&r
Forse sono parole che non si vogliono sentire, perché l’ideologia dominante, oggi, è un’altra: la ricerca di un’affermazione, di qualsiasi genere, immediata, per sé, spesso con ogni mezzo. La ricerca facile di un’apparenza, di un’esteriorità che soddisfa le apparenze, in genere senza curarsi di quel che c’è nell’animo.
Non tutti fanno così, ma molti. E il messaggio del Magnificat evidentemente è sembrato provocatorio, se non eversivo. Ma può essere Gesù eversivo? No, perché non era un politico, bensì un uomo, il figlio di Dio. Almeno, per chi ha la religione nel cuore.
Il canto di oggi ha toccato le coscienze, non so quanto toccherà le azioni, da domani in poi, di quelli che hanno assistito.
“…. da cui traspare la potenzialità rivoluzionaria del pensiero di Cristo”
la potenzialità rivoluzionaria di Cristo
è così che l’ho sempre percepito
al di là del “divino”, un esempio eterno.
grazie
Oggi nell’inserto de La Stampa, Tutto Libri, c’è un articolo di Franca D’Agostini su un libro della giovane filosofa Michela Marzano. ” Estensione del dominio della manipolazione”.
Ne riporto un pezzo:
” Il proposito del libro è sorprendentemente semplice e ingegnoso: “dare una lettura filosofica della letteratura manageriale” […] ” Quel che ne emerge è il ritratto impressionante ( e che riconosciamo perfettamente fedele alla realtà) di una società bersagliata da un gioco preciso di seduzione e intimidazione: devi essere libero, devi essere felice, devi gestire la tua vita, devi avere fiducia in te stesso e soprattutto devi avere successo.
La logica manageriale penetrata nelle nostre menti e diventata una seconda natura ci dice che chi non ha successo è sicuramente un incapace, forse un malato e probabilmente anche un malvagio. Primo, ed evidentemente, perchè non è stato aiutato da Dio, e dunque non meritava alcun aiuto ( riconosciamo qui il lavoro del protestantesimo capitalista). Secondo perchè non è riuscito a integrarsi nella collettività, e questo significa che è un asociale, uno che non ama e non rispetta gli altri. Terzo perchè non è riuscito a essere neanche quel che doveva essere […]
[…]Marzano dimostra con illuminante perspicacia che il “nuovo paradigma gestionale” si è appropriato del linguaggio e dei concetti della tradizione filosofica, per usarli al vecchio scopo: ottimizzare la produzione. Al lavoratore viene richiesta autonomia, ma nei tempi e per gli obiettivi dell’azienda. Le “risorse umane” vengono “valorizzate” ma nell’esclusivo interesse della produzione. ”
Una citazione lunga, ma penso utile.
Forse questi fedeli che hanno storto il naso hanno forte in loro questa idea: chi “ha” merita chi non ce la fa è in colpa.
In una società di allucinazioni l’allucinazione più grande ( questo mito di bellezza-felicità e successo con la benedizione di Dio)in fondo viene preso sul serio dai più.
Comunque resisti, vai avanti.
Un caro saluto.
Ciò che fu scandalo per i giudei e follia per i pagani continua ad esserlo in questa società secolarizzata e corrotta, non c’è da stupirsi.
San Silvano dell’Athos passò la sua vita ad affliggersi per coloro che rigettano la parola di Dio, perchè è difficile amarli, ma, più di chiunque altro, hanno bisogno di essere amati.
Non è difficile amare i poveri e gli ultimi, (Anche se questo si scontra con le nostre paure e con la nostra pigrizia quando l’amore si deve mettere in pratica), più difficile è amare chi disprezza, chi è ipocrita, chi dice “Bene, bene”, e nel suo cuore medita inganni, (anche se mettere in pratica l’amore per loro è più semplice e si attua principalmente nella preghiera, ma certe preghiere a volte sono un Everest da scalare).
E’ d’altronde una verità che ognuno può verificare che, spesso, di fronte ad un comandamento o ad una scelta fra due vie, una facile e una difficile, la nostra coscienza si è comportata proprio come quelli, dunque la preghiera per loro è anche per noi, per i nostri peccati.
Un padre del deserto diceva che chi massaggia un malato è il primo a beneficiare del balsamo curativo dovendo cospargersene le mani, così è nella preghiera per un peccatore.
Grazie F. e a tutti per la condivisione di questi pensieri.
A.
PS:
..vorreste dire che non siete turbati, un po’ spiazzati da questo fatto sovversivo?
Io si.
Una volta ho ascoltato un commento di un sacerdote che ancora ricordo bene. Lui ha notato come Maria stessa abbia avuto bisogno di mettersi in cammino per cercare Elisabetta e solo dopo che lei, un’amica e un’altra, ha riconosciuto cosa stava succedendo Maria ha potuto lasciarsi andare al Magnificat.
Più sei riccco e potente e probabilmente più è difficile superare questo turbamento a …pare sia così da almeno 2mila anni.
Sono daccordo, se qualcuno ha protestato ..è buon segno. ..per il disprezzo,”ooorroore!” 😉
Il Vangelo è rivoluzionario perché, per la prima volta, Dio smette di muoversi in verticale, e diventa orizzontale. Scende a capofitto la linea retta della sua trascendenza e si fa uomo, annullando gli schemi mentali e soprattutto il facile rifugio di una religione vista come fuga dalla realtà e dalle proprie responsabilità. E’ per questo che Don Milani ha potuto dire, prima di morire, da ex-ricco, che “un cammello è riuscito a passare per la cruna dell’ago”. Ma non tutti sono(siamo) Don Milani, e così anche la parola vitale di Gesù può diventare un’istituzionalizzato modo di sentirci a posto con noi stessi. Ha davvero ragione Mario Pandiani quando sottolinea quanto sia difficile amare e dedicarsi anche a questo tipo di persone, probabilmente le più ipocrite ed aberranti. Non trovo altra risposta se non quella di rimanere fermi sulle proprie idee, non indietreggiare e ribadire la cristallina semplicità evangelica. Una semplicità che va oltre la fede, che è quasi laica, che dunque rompe uno schema in più e diventa ancor più “pericolosa”. Insomma, continua così, Fabry.
PS: pensavo che il rimprovero ti fosse arrivato da qualche “superiore”. Non me ne stupirei: la comunità è figlia di chi l’ha guidata, senza nulla fare, in 20 anni, contro il modello berlusconiano che ha storpiato l’Italia.
grazie amici, per aver raccolto questo sfogo.
sì, si va avanti, con più determinazione, addirittura.
e con un amore più profondo, concordo con le vostre puntualizzazioni.
un abbraccio
fabry
DOMANDA – Che cosa non le piace della Chiesa di oggi?
RISPOSTA – L’eccessiva attenzione al problema della povertà.
(Gianni Baget Bozzo, intervista alle Iene)
(Lo so, non è bello sparlare dei morti, ma proprio non ho resistito).
Caro Fabry, se tu dici che hai percepito il sibilo, io ci credo ciecamente, anche se non me ne sono accorto per nulla, con tutto che ero ben sistemato in primissima fila.
Comunque la forza ( e la passione e la fede ) che metti nelle tue omelie non può che produrre sibili et ultra , perchè, insomma qualche potente, qualche ricco, qualcuno che conta lo troviamo anche fra le tue pecore, che non sono poche ( la chiesa era gremita anche oggi nonostante fosse ferragosto) . E tu ( dico il Vangelo che tu interpreti come sempre in modo sapiente originale e mirabile, in termini di speranza e di riscatto dell’umanità)a questi potenti non gliele mandi di certo a dire. A proposito di umanità, mi ricordo una commedia esilarante di Peppino De Filippo ( ma non chiedermi il titolo) in cui diceva , A me l’umanità mi fa schifo, perchè qualunque cosa tu possa fare per essa la scontenterai sempre.
Come spesso dici tu, caro Fabrizio , se il Vangelo non fa male , non è quello giusto. Perciò mi meraviglio che tu ti meravigli, amico prete. Ringrazia Dio che non t’hanno ancora bruciato come purtroppo è successo al tuo maestro. Al riguardo c’è chi ti consiglierebbe una… tuta ignifuga ( non si sa mai) . Ricordati , infine , che sei sempre fortemente radicato nei nostri cuori , ricordati che sei il nostro amato e grande sacerdote-poeta di Cristo.
Buona notte e…a domani.
Un abbraccio forte.
Augusto
purtroppo, Sergio, a volte prevalgono altri interessi (non parlo del defunto).
Augusto, grazie, amico mio: per la maggior parte siete con me, ma c’è qualcuno che ha altri interessi, come sopra. sarebbe un onore, per me, fare la fine di don Mario. ma non so se ne se sono degno.
ti abbraccio forte
fabry
ciao don,
“… non ti curar di loro ma guarda e passa..”
io credo che la persona che ti ha rimproverato abbia risposto al tuo perchè o meglio confermato di esser molto turbata. Il tuo è un compito difficile, essere cristiani nel senso vero del termine è difficile, molti, ahimè, lo sono più per forma, per appartenenza ad una classe, per darsi un tono e non aggiungo altro. In fondo i non credenti spesso sono molto più “cristiani” degli altri.
L’omelia era molto bella, io amo il Magnificat che per me ha un significato particolare oltre il suo naturale.
Non aggiungo cose già dette da altri qui e neanche da me altrove sul tuo ministero e su chi parla di Cristo in genere, quando ti dico che siamo ancora nelle catacombe non sono poi così lontana dal vero. Vedrai la legge della selezione naturale funziona sempre e tu spesso turbi le persone perchè arrivi al cuore o al tallone di Achille di ognuno, e non solo dal pulpito di san Carlo ma anche da questo blog, chi non ha il coraggio di accettare e/o di confrontarsi, chi non risponde al tuo “perchè” prima o poi andrà in un’altra chiesa dove si troverà più a suo agio:-)
Don Mario è don Mario e tu sei tu e avrai una morte altrattanto gloriosa però, a volte ci penso e prego sempre per Domma perchè non lo lasciano in pace neanche ora, non gli lasciano godere questa gloria, non lo lasciano lodare Dio perchè stanno sempre lì a distrarlo con mille richieste anche se so bene che mentre recita le lodi, fra una e l’altra sistema le cose di quaggiù anche se non gliele chiediamo. a te chiedo come chiesi a lui, ma sei sicuro di volere che ti rompiamo anche lassù? non ti basta il martirio di qui?
quando la vocazione è vera, è il caso di dire che sacerdoti ci si nasce non ci si diventa, neanche con il solo battesimo:-)
un abbraccio e per quel che vale, hai tutta la mia condivisione cirenea:-)
stella
grazie di cuore Stella.
stamattina ho parlato con la persona in questione.
forse c’è stato un equivoco, voglio sperarlo.
comunque ci siamo riconciliati.
mi sa che c’è davvero lo zampino di don Mario.
un abbraccio di buona domenica
fabrizio
questo mi fa molto piacere.
Sono sicura che a don Mario non sfugge una virgola, non accadeva qui figuriamoci di là ora che è onnipresente.
buona domenica a tutti
stella
Sono quindici anni che, girando per le comunità cattoliche (e anche di altre confessioni) in diversi paesi dell’africa, continuo a chiedermi: “ma dov’è il vangelo che ho imparato al centro?”. Non hai idea di quanto lontano si possa arrivare pensando di “interpretare” la parola.
Ma ogni tanto, in posti sperduti o al centro di una chiesa piena di gente, capita di incontrare qualcuno che ha colto il messaggio e lo porta avanti, e questo basta a riaccendere la speranza e far cantare il magnificat.
grazie Stella.
Monica, ne avrai da raccontare parecchio, con tutti i viaggi che hai fatto.
sì, da qualche parte, quello che si cerca si trova.
un abbraccio
fabry
Gesù propone di attuare subito il Regno messianico, lasciando là dove stanno aratro e famiglia, abbracciando la fede che il Regno c’è. Se adesso è dentro di noi, non può che ribaltarsi fra di noi. Adesso c’è e non si vede, ma, testimoniandone, non potrà non apparire, essendo il mondo come una tessitura della fede. Gesù dà l’esempio, fa come se il Regno ci fosse, viola le leggi divine sul sabato e sulla trscendenza assoluta e inincarnabile di JHVH, maledice a morte un fico perchè non reca frutti fuori stagione, non si tramuta in tuttifrutti, com’erano stati gli alberi dell’Eden.
Se l’esempio fosse stato seguito, la macchina sociale fondata sul messianesimo al futuro sarebbe stata deflagrata.
Il messianesimo partecipale presente è la catastrofe sociale. Il cristianesimo fu contenuto, l’ebraismo si salvò.
Mi sembra che nella stragrande maggioranza dei casi nella società secolarizzata si è sviluppata una dissociazione: da un lato una fondazione di una individualità che non è soggettività, che ha delle aspirazioni al presente, dall’altro lato si è allentatata la fede nel messianesimo al futuro. Per non vedere smorfie di disprezzo ci vuole la catastrofe sociale, quel messianesimo al presente che la innesca e di cui Gesù fornì esempi concreti.
Caro Fabrizio, io posso solo continuare a dirti grazie per come ci trasmetti il vangelo, grazie per come ci metti davanti al vangelo, grazie per come ci obblighi a guardarci dentro e vedere se riusciamo a vivere il nostro cristianesimo quando usciamo di chiesa … essere cristiani è difficile, è così difficile che ogni giorno, che dico, ogni minuto bisogna ricominciare, ma comunque Gesù è venuto per scuoterci, per scandalizzarci per svegliarci dal nostro torpore e dalla nostra superficialità e ci indica molto chiaramente la via della verità che la si voglia seguire o no, è lì molto chiara e illuminata specie dalle parole di uno come te.
E tu rallegrati delle reazioni, di qualsiasi reazione perchè vuol dire che le tue parole sono arrivate in fondo alla coscienza, in fondo al cuore.
Vorrei tanto che ci fossero più sacerdoti che trasmettano con forza ciò che significa vivere secondo Cristo dentro e fuori delle chiese – in particolare fuori ! La coerenza non è da tutti purtroppo.
Lumina e Marina, grazie.
il segreto è il presente, come sempre.
si gioca tutto nel qui e ora, scendendo in campo senza riserve e senza compromessi.
allora il regno predicato comincia a essere regno sperimentato.
“Mi hanno sibilato il disprezzo al momento della pace”.
Quel sibilo era il Vangelo; Fabri. Era Cristo stesso.
Quell’Uomo che non è venuto a portare la Pace sulla terra, ma la spada (Mt 10, 34).
Quel sibilo è il fendente che taglia i lacci, scioglie le certezze, ci libera versa Dio, ci dona la Pace.
O è il sibilo di chi fugge afferrandosi sempre più forte a quei legacci, per trovare pace.
“Scambiatevi il segno di Pace”.
E questo avete fatto.
Un unico segno, due mondi opposti.
Gesù è un rivoluzionario, un eversivo.Infatti è stato ucciso dagli uomini del sinedrio,i potenti sacerdoti che ,in molti passi del Vangelo tentano sempre di accusarlo.Oggi come ieri quello che Cristo dice fa scandalo : beati gli ultimi,guai ai ricchi e ai potenti!Non ti devi meravigliare,perciò,caro Fabrizio,se qualcuno sibila….Speriamo che lo spirito autentico del Vangelo superi l’interpretazione di comodo,fatta di pratiche “pie”,di superstizione,di ipocrisia.Coraggio e grazie per le tue parole belle e vere.