Io sono un bambino con un mantello nero. Di Nadia Agustoni

paesedeibalocchi3

(Il paese dei balocchi. Disegno)

IO SONO UN BAMBINO CON UN MANTELLO NERO.

di Nadia Agustoni

Io sono un bambino con un mantello nero, nero come la notte che è nera e come il buio in cantina che è nero e anche il bosco è nero e neri gli alberi e nera la terra che è ancora più nera nelle grotte e nero il cielo in cima ai rami e le foglie sono nere e neri gli uccelli e la civetta. Questo è il paese nero, con la gente nera e io non ho paura delle cose nere, solo dei cuori neri e di cappuccetto rosso che non capisce nulla dei lupi e fa le cose tanto per farle, ma mi hanno detto e ve lo dico, che solo i bambini veri capiscono i lupi, che solo i bambini neri parlano con i lupi e gli dicono le cose ai lupi come un comandamento e i lupi non rispondono, li guardano e sono lupi che fissano un bambino che è quasi una stella, la loro stellina oscura.

Io sono un bambino con gli stivali neri ai piedi, stivali grandi che fanno tanti passi tutti insieme e cammino sui tetti, sulle grondaie, sui rami e sui fili della luce e poi si spegne la luce e poi si riaccende e tutti nelle case fanno “oh!” E io li spio dai vetri, vetri che sono vetri neri,  ma io ci vedo a guardare nel nero, la luce invece mi spaventa, la luce è tenera e io ho il cuore troppo timido e sempre si rompe e si ripara e io non so come fanno quelli con il cuore intero, non so come fanno quelli che hanno il cuore come nei disegni, il cuore rosso, dove ci scrivono un romanzo.

Io sono un bambino con il cuore trasparente e in questo paese nero non ci sono bambini con il cuore trasparente. Ci sono bambini tristi che hanno giocattoli tristi. Il mio cuore trasparente è un giocattolo e quando dormo non giro la molla che lo carica e il cuore riposa fino alla sera. Sono sempre solo di giorno, fin dal mattino sono solo, ma di sera esco e cammino nel paese nero, con il mio cuore a molla che si ferma e riparte e sono sempre un bambino, un bambino piccolo con sogni piccoli un pugno.

15 pensieri su “Io sono un bambino con un mantello nero. Di Nadia Agustoni

  1. Viola

    Stavolta non Folon ma un Magritte che descrive il silenzio del mondo..mi ricorda tanto il piccolo soldatino di stagno…il coraggio di chi conosce la paura, l’eroismo misconosciuto di chi è ai margini…V.

    Rispondi
  2. robertorossitesta

    “ma io ci vedo a guardare nel nero, il mio cuore trasparente è un giocattolo e quando dormo non giro la molla che lo carica”:
    un po’ Magritte e un po’ Laforgue in un gioco combinatorio pieno di sorprese.
    Grazie e ciao,
    Roberto

    Rispondi
  3. Giocatore d'Azzardo

    C’è un refuso, credo: “che solo i bambini veri (neri?) capiscono i lupi.

    Blackjack.

    Rispondi
  4. nadia agustoni

    Ringrazio gli intervenuti.

    @BJ

    No, non è un refuso, proprio ” veri”.

    Un saluto a tutti, buona giornata.

    Rispondi
  5. Giocatore d'Azzardo

    Nadia, grazie della precisazione, ma preferisco neri, in quel punto. E’ un mio vezzo modificare, mentre leggo, alcuni passaggi, e in questo caso “veri” non riesco ad incastrarlo, a dargli un senso. Vabbé, deve essere il caldo; fra poco torno a rimettermi in ammollo in piscina, si suda solo a stare fermi 🙂

    Blackjack.

    Rispondi
  6. nadia agustoni

    “Veri” è perchè è un bambino un pò magico, non giudizioso. va in giro di notte ecc. ecc. Quindi un creativo totale e lì ci ho visto meglio ” veri”.

    Rispondi
  7. Chiara Daino

    *e io non so come fanno quelli con il cuore intero*

    Splendida sintesi Nadia – di quei cuori intonsi [mai usati, mai provati]. E nel nero notte, bambini e lupi – sono le luci che bisogna imparare a vedere.

    Grazie

    Rispondi
  8. orsola puecher

    non so come fanno quelli che hanno il cuore come nei disegni, il cuore rosso, dove ci scrivono un romanzo.

    nemmeno io.

    [ a volte è di vetro – a volte – invece – a piccoli pezzetti di specchio rotto – da buttare alle spalle – senza guardare – in un fiume – una notte di luna piena – o sette anni di guai ]

    grande velluto questa scrittura.

    ,\\’

    Rispondi
  9. marta campi

    “ma io ci vedo a guardare nel nero, la luce invece mi spaventa”

    contro l’inganno che riluce lo sguardo tattile di chi affonda “il cuore” nel precipizio dei significati

    grazie

    Rispondi
  10. lambertibocconi

    Sono tornata anch’io. Che roba! Mi ritrovo in questo bellissimo perché fare i cammini è come essere bambini con le cose tutte nere e trasparenti. Ciao mitica Nadia.

    Rispondi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *