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da qui
Ce li manderesti tutti, certe volte. E’ solo una questione di stanchezza. Fanno i furbi, ma chi è che non lo fa? Il nervosismo gioca brutti scherzi: ti sembra che tutti vadano in vacanza e tu solo resti a lavorare. Magari è vero, ma l’hai voluto tu, hai scelto tu di dare. Se il mondo è muto, io canterò. Se è sordo, ascolterò. Proprio dove manca, metterò l’amore. Quanto è difficile, però. Ce li manderesti volentieri. Li ameresti con le lacrime agli occhi senza mai asciugarle, perché devono vedere, devono capire. Non restano che quattro parole, quattro note. Una canzone di cui non ricordo più il motivo. So solo che è per te, e tanto basta.

ma…non erano tre le parole?
sole, cuore e amore 🙂
La madre non sente ragioni al suo amare. Il figlio o la figlia sono la sua spina e la sua rosa, ma l’amore irrazionale (?) della madre non ammette replica: i figli possono essere il male personificato ma lei li amerà sempre, appunto, con le lacrime agli occhi. E dunque all’amore associa il perdono, la rigenerazione del nuovo inizio, lo sguardo sempre in avanti, sempre daccapo, con ostinazione. E per trasposizione la madre guarda con occhio di madre i figli degli altri, e ai genitori di quei figli. E’ come un cerchio nell’acqua questo amore, che si allarga, si allarga…
Ognuno ha una madre dentro di sé, maschi, femmine, giovani, vecchi. Ognuno può essere madre, con la cecità che vede, con l’amore cieco che certo non sta in silenzio, ma anche quando è al colmo del disappunto e della collera non dimentica la sua natura, la sua disarmata condizione di cieca dedizione. Può essere amore anche la collera, e viceversa, dipende dal cuore che ci sta dietro, da quanta maternità sappiamo tirar fuori da noi stessi.
Io ogni volta che mi innervosisco cerco di pensare: “La carità è benigna..non si adira..” 🙂
Ma mica è facile controllare certi sentimenti, ti guardi attorno e vedi solo gente che pensa a se stesso, che guarda i proprio interessi fregandosi degli altri…
come si fa in questi casi ad andare contro corrente? É anche vero che qualcuno deve reagire e cercare di fermare o almeno deviare il corso di questo andamento negativo…
Tu ci riesci e tanti cercano di prendere esempio da te, non mollare!!!
🙂
Ciao Fabry
“Ce li manderesti volentieri. Li ameresti con le lacrime agli occhi senza mai asciugarle, perché devono vedere, devono capire.”
Amare chi lo merita è facile, e qui c’è un prendersi in carico la croce dell’insensibilità, dell’egoismo, della follia altrui, per testimoniarne l’esatto opposto. E’ splendido, questo, e difficile, nel contempo. Ma ogni tanto ci si riesce, accantonando una giusta e sanguigna reazione:)
Grazie, come sempre, Fabrizio.
quello che vediamo attorno, al primo sguardo, ci induce a credere che regni il menefreghismo. ma anche noi costituiamo ciò che c’è attorno, visto dalla prospettiva altrui: e chissà che brutta impressione suscitiamo! spesso dietro chiusure, ostilità, disinteresse c’è paura e una qualche forma di solitudine, la facile concessione al pregiudizio che consola, che tutti dobbiamo contribuire a smascherare. spesso dietro alla fretta e alla freddezza altrui c’è molto meno egoismo di quanto pensiamo. solo che molti che annaspano, annaspano non sapendo da dove cominciare. passiamo loro il boccaglio, nuotiamo insieme.
grazie di cuore, amici.
domani parto per il pellegrinaggio a Loreto.
non voglio andare con la forza della dottrina, ma con la fragilità della creatura.
non vado con l’illusione di dare forza, ma con la certezza di riceverne, perché ne ho un infinito bisogno.
un abbraccio a tutti
fabrizio
ora basta!
perchè siamo così stupidi da non vedere , da non capire, da trattare questo amore con sufficenza come se fosse dovuto…
dimmi che devo fare, vorrei che giovedì ti facessi la doccia.
grazie di cuore Fabrizio
e grazie anche di questo.
fabrizio