L’orecchio giusto (a Beppe Cucchi)

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=iyYeY0jUuZA&feature=related]

da qui

Vorrei dedicare queste righe a Beppe Cucchi, che ci segue ogni giorno con pazienza sorprendente. Per sapere di lui basta leggere qui. La mia vita è fatta di notizie come questa, allarmi e annunci di drammi senza fine, che, mi convinco sempre più, esprimono l’anima di questa terra, dura quando cadi, in attesa di accoglierti dopo l’ultimo respiro. Pessimismo? Sono all’incrocio di povertà estreme, mi viene consegnata la sostanza di dolore del pianeta. C’è una statua, credo a Padova, di Leopoldo Mandic, frate cappuccino. Passava la vita a confessare. Ha un orecchio rivolto verso il basso e uno verso l’alto: le parole che ascoltava dalla voce rotta dell’umanità le orientava verso Dio, perché trovassero sbocco, per non esserne schiacciato. Provo a fare lo stesso, ma non sempre ci riesco. A volte sento il peso che mi spinge verso terra, la terra fatta per caderci, per inghiottirmi ancora vivo. Proviamo a resistere, Beppe, scommettiamo tutto sull’orecchio giusto.

8 pensieri su “L’orecchio giusto (a Beppe Cucchi)

  1. f&r

    con Giobbe:

    Perisca il giorno in cui nacqui
    e la notte in cui si disse: «E’ stato concepito un uomo!».
    Quel giorno sia tenebra,
    non lo ricerchi Dio dall’alto,
    né brilli mai su di esso la luce.
    Lo rivendichi tenebra e morte,
    gli si stenda sopra una nube
    e lo facciano spaventoso gli uragani del giorno!
    Quel giorno lo possieda il buio
    non si aggiunga ai giorni dell’anno,
    non entri nel conto dei mesi.
    Ecco, quella notte sia lugubre
    e non entri giubilo in essa.
    La maledicano quelli che imprecano al giorno,
    che sono pronti a evocare Leviatan.
    Si oscurino le stelle del suo crepuscolo,
    speri la luce e non venga;
    non veda schiudersi le palpebre dell’aurora,
    poiché non mi ha chiuso il varco del grembo materno,
    e non ha nascosto l’affanno agli occhi miei!
    E perché non sono morto fin dal seno di mia madre
    e non spirai appena uscito dal grembo?
    Perché due ginocchia mi hanno accolto,
    e perché due mammelle, per allattarmi?
    Sì, ora giacerei tranquillo,
    dormirei e avrei pace
    (Gb.,3,1-13)

    con Qoelet:
    Il saggio ha gli occhi in fronte,
    ma lo stolto cammina nel buio.
    Ma so anche che un’unica sorte
    è riservata a tutt’e due.

    Allora ho pensato: “Anche a me toccherà la sorte dello stolto! Allora perché ho cercato d’esser saggio? Dov’è il vantaggio?”. E ho concluso: “Anche questo è vanità”. Infatti, né del saggio né dello stolto resterà un ricordo duraturo e nei giorni futuri tutto sarà dimenticato. Allo stesso modo muoiono il saggio e lo stolto.
    Ho preso in odio la vita, perché mi è sgradito quanto si fa sotto il sole. Ogni cosa infatti è vanità e un inseguire il vento. Ho preso in odio ogni lavoro da me fatto sotto il sole, perché dovrò lasciarlo al mio successore. E chi sa se questi sarà saggio o stolto? Eppure potrà disporre di tutto il mio lavoro, in cui ho speso fatiche e intelligenza sotto il sole. Anche questo è vanità! Sono giunto al punto di disperare in cuor mio per tutta la fatica che avevo durato sotto il sole, perché chi ha lavorato con sapienza, con scienza e con successo dovrà poi lasciare i suoi beni a un altro che non vi ha per nulla faticato. Anche questo è vanità e grande sventura.
    Allora quale profitto c’è per l’uomo in tutta la sua fatica e in tutto l’affanno del suo cuore con cui si affatica sotto il sole? Tutti i suoi giorni non sono che dolori e preoccupazioni penose; il suo cuore non riposa neppure di notte. Anche questo è vanità! Non c’è di meglio per l’uomo che mangiare e bere e godersela nelle sue fatiche; ma mi sono accorto che anche questo viene dalle mani di Dio. Difatti, chi può mangiare e godere senza di lui? Egli concede a chi gli è gradito sapienza, scienza e gioia, mentre al peccatore dà la pena di raccogliere e d’ammassare per colui che è gradito a Dio. Ma anche questo è vanità e un inseguire il vento!
    (Qo.,2, 14-26)

    I due libri più scandalosi della Bibbia non lasciano dubbi sulla condizione assurda dell’umano. Come trovare un senso al al dolore e alla morte è una domanda che rischia sempre di rimanere senza risposta.
    Speriamo di trovarne una, nonostante tutto.

    un abbraccio, fabry

    f&r

    Rispondi
  2. guido

    “Avviata la petizione “Diritto al Lavoro per gli Over 40”.
    Azione mirata per cercare una risposta al problema della disoccupazione over 40

    Possono sottoscrivere la petizione tutti i cittadini italiani maggiorenni ed è fondamentale FIRMARE UNA SOLA VOLTA con nome e cognome reali per un corretto controllo del numero delle adesioni e nell’interesse di tutti. Vi invitiamo, per ottenere i massimi risultati, a diffondere la notizia presso Vostri conoscenti, amici e parenti, affinchè anch’essi possano decidere di aderire e ci aiutino, a loro volta, a supportare una causa così importante. NOVITA’: viste le numerose richieste di informazioni pervenuteci in merito alle modalità di adesione che finora si poteva inviare solo online attraverso il sito (senza effetto legale – vedi note), o in forma semplice via email o con scansione della modulistica compilata e firmata, abbiamo ritenuto opportuno variegare ed ampliare ulteriormente queste modalità per permettere a tutti di aderire alla petizione riducendo praticamente a zero le eventuali difficoltà quali, ad esempio, l’impossibilità di scannerizzare i moduli di sottoscrizione. Da oggi, dunque, si potrà scegliere di aderire alla petizione attraverso una delle seguenti modalità (ai fini legali è preferibile optare per la seconda modalità).

    PRIMA MODALITA’ (non ha valore legale, ma puramente di sensibilizzazione, vedi note):
    sottoscrivere tramite firma online, previa registrazione, qui sul sito ufficiale http://www.sottoscrivo.com/85_diritto-al-lavoro-per-gli-over-40.htm, ricordando di cliccare il link di convalida presente nell’email che riceverete all’indirizzo di posta elettronica da Voi indicato in fase di registrazione.

    SECONDA MODALITA’ (consigliata):
    scaricare il MODULO di SINGOLA ADESIONE
    da questo link, che andrà compilato in ogni sua parte, firmato ed inviato in originale a:
    DANIELA DI SANTO
    PETIZIONE OVER 40
    CASELLA POSTALE 1211002
    40051 MALALBERGO (BO).
    Stesso discorso vale per chi desidera raccogliere più firme e che potrà scaricare il modulo di ADESIONE GRUPPI da questo link; in questo caso, prima di effettuare la raccolta, il responsabile dovrà comunicare l’iniziativa al gruppo promotore scrivendo a [email protected], così da consentire al gruppo di tenere traccia di quanto si sta realizzando; non si prenderanno in considerazione le iniziative spontanee di cui il gruppo non sarà stato informato. Chi volesse, può anche inviare la modulistica compilata, firmata e scannerizzata all’indirizzo [email protected], ma, ai fini legali, è più opportuno ricevere gli orginali. Se qualcuno che ha già firmato solo sul sito o solo attraverso mail in forma semplice, volesse inviare alla casella postale il modulo in originale compilato e firmato potrà farlo tranquillamente; sarà nostra cura provvedere a correggere la doppia adesione.

    IMPORTANTE!!!
    Il Gruppo Promotore garantisce che tutti i dati forniti saranno raccolti e custoditi in apposito registro dal quale si potrà richiederne la cancellazione in ogni momento, inviando un’email di richiesta all’indirizzo [email protected] che abbia per oggetto la dicitura “richiesta cancellazione dati”. Si fa, altresì, presente che i dati saranno ceduti solo alle autorità competenti che li richiederanno per verificarne la veridicità e non verranno divulgati o ceduti a terzi per altre finalità diverse da quella menzionata.

    *** NOTE ***
    Ricordiamo che l’obiettivo della petizione è di riuscire a raggiungere almeno la soglia delle 50.000 firme; per la legge italiana, infatti, perchè i cittadini o loro associazioni possano depositare un disegno di legge in Parlamento (petizione precettistica) bisogna raggiungere questa soglia; mentre l’obiettivo da raggiungere sale fino a 500.000 firme se si vuole indire un referendum abrogativo; è fondamentale, specie se una petizione nasce online, che in entrambe i casi tutte le firme vengano autenticate presso la Corte di Cassazione e ciò è possibile solo se le firme saranno corredate da altri dati identificativi dei firmatari, quali: tipo e numero di un documento di identità valido, città/data di nascita, indirizzo di residenza e firma. Una petizione online, le cui firme totalizzate non saranno autenticate, avrà valore puramente di sensibilizzazione, ma non avrà alcun valore legale. Pertanto, Vi chiediamo di aderire numerosi fornendoci, possibilmente, i dati richiesti e di diffondere la notizia, perchè più firme raccoglieremo e più sarà alta la possibilità di essere finalmente ascoltati.

    Per INFO e CONTATTI inviateci un’email all’indirizzo [email protected], oppure iscriveteVi al gruppo di riferimento su Facebook “DIRITTO AL LAVORO PER GLI OVER 40” seguendo questo link; saremo lieti di fornirVi tutti i dettagli dell’iniziativa e tutti gli strumenti per aiutarci a diffonderla.

    GRAZIE A TUTTI PER L’ATTENZIONE.

    Plico informativo della petizione scaricabile dal seguente link

    Testo integrale della petizione scaricabile anche dal seguente link

    Al Presidente della Repubblica
    On. GIORGIO NAPOLITANO

    Al Presidente del Consiglio

    On. SILVIO BERLUSCONI

    Al Ministro del Lavoro, Salute e Politiche Sociali

    On. MAURIZIO SACCONI

    Al Ministro dell’Economia

    On. GIULIO TREMONTI

    Al Sottosegretario con delega alla Famiglia

    On. CARLO GIOVANARDI

    Al Ministro delle Pari Opportunità

    On. MARA CARFAGNA

    Al Presidente della XI Commissione Lavoro

    On. SILVANO MOFFA

    Al Presidente della XI Commissione Lavoro e Previdenza Sociale

    Sen. PASQUALE GIULIANO

    Illustri Onorevoli,

    con la presente vorremmo attirare la Vostra attenzione su un fenomeno preesistente alla crisi economica dell’ultimo anno, ma amplificato da essa: la disoccupazione over 40. Chi sono i disoccupati over 40? Uomini e donne ritrovatisi senza un lavoro da un giorno all’altro per la crisi e che incontrano oggettive difficoltà a rientrare nel mondo del lavoro. Uomini, spesso unica fonte di reddito per le proprie famiglie o per se stessi, troppo giovani per andare in pensione, ma ritenuti, a torto, un costo troppo alto da sostenere. Donne uscite dal lavoro per dedicarsi alla famiglia, inizialmente per un periodo limitato necessario alla gestione dei figli, ed alle quali non viene più data la possibilità di ritornarvi. Sono fantasmi perché ogni giorno devono lottare non solo con la frustrazione di non rappresentare un sostegno per la propria famiglia, ma anche con la difficoltà di farsi ascoltare, di essere considerati in base alla propria esperienza e non “solo” in base alla propria età anagrafica.

    Tutto questo in un momento particolare della propria vita in cui si ritrovano a fare i conti con i costi di gestione di una famiglia già avviata, ma troppo “giovane” per essere autonoma. In un momento della loro vita lavorativa in cui si credeva di poter rappresentare un “valore” che viene puntualmente ignorato a fronte di un mero vantaggio economico, spesso infondato. Dietro ogni disoccupato over 40, si nasconde il rischio di un mutuo non pagato, di un figlio che non potrà continuare gli studi, di una famiglia senza possibilità di pagare un affitto, di una pensione futura che non arriverà mai ai contributi minimi per essere rimborsata e di una disperazione che in alcuni casi sfocia in gesti estremi, senza possibilità di ritorno. Un cos to sociale troppo alto per essere ignorato. La situazione è ulteriormente aggravata per i soggetti diversamente abili e per i soggetti affetti da malattie professionali causa d’inabilità permanenti.

    Chi Vi scrive tocca ogni giorno con mano i disagi dell’essere un disoccupato over 40. Siamo stanchi di essere ignorati, privati di un “plus valore” costato anni di sacrifici e di gavetta, defraudati della dignità e dell’orgoglio d’essere parte attiva nella società e nelle nostre famiglie. Per questo chiediamo misure “concrete” volte a monitorare il problema ed a risolverlo, dal momento che da soli, i corsi di formazione previsti dalla Comunità Europea, risolvono parzialmente il problema a medio termine e non tengono minimamente conto dell’urgenza della situazione. Inoltre, l’attuale legge Biagi prevede interventi con sgravi contributivi per gli over 50 (art 54 e segg.), men tre la criticità è individuabile già dai 40 anni.

    In passato altri “appelli” sono stati tentati in più occasioni, da parte di associazioni che si occupano del problema, attraverso petizioni consegnate al Senato o alla Camera, a partire dal 2003, per un totale di 10.000 firme, ma senza la minima attenzione. Nel frattempo il problema si è enfatizzato, al punto che, recentemente, il Papa Benedetto XVI, nella sua ultima enciclica, ha caldamente raccomandato di non dimenticare coloro che perdono il posto di lavoro ed ai quali è doveroso rivolgere la massima attenzione e cura. Non ultimo, il nostro Presidente del Consiglio, il quale ha condiviso l’invito del Papa confermando la volontà, in occasione del G8 tenutosi a L’Aquila, di porre attenzione a coloro che si ritrovano disoccupati da un giorno all’altro, per cause che prescindono dalla loro competenza o dalla volontà personale.

    Per le suddette ragioni, CHIEDIAMO quanto segue:

    1. avviare una specifica collaborazione con l’ISTAT per la determinazione del numero di disoccupati compresi tra i 40 ed i 60 anni, nonché l’analisi delle condizioni socio-economiche dei suddetti e dei punti di criticità nel processo di reinserimento/inserimento nel mercato del lavoro. Questo per monitorare e confrontare costantemente il fenomeno, differenziandolo da quello più generale, dei disoccupati dai 15 ai 60 anni. Riteniamo doveroso quantificare con maggiore precisione l’entità del fenomeno che finora è stato possibile analizzare solo grazie a studi associativi. L’associazione LAVORO OVER 40, infatti, in base all’analisi dei dati ISTAT del 2007, ha stimato che sono circa un milione le persone over 40 disoccupate da oltre 12 mesi o che hanno rinunciato a cercare lavoro. Anche l’associazione ATDAL-Over 40, in base ad analisi di altre fonti, ha potuto effettuare un’ulteriore stima, arrivando a concludere che gli over 40 siano addirittura un milione e mezzo. Con l’attuale crisi è ragionevole pensare che tale stima sia fortemente aumentata;

    2. redigere un apposito elenco presso i Centri per l’Impiego riservato a disoccupati over 40 di lunga durata o in condizioni economiche disagiate e comprovabili. Un elenco grazie al quale le aziende che vi attingeranno, potranno usufruire di sgravi contributivi. Questo per ridurre la competizione che attualmente rappresentano le modalità contrattuali riservate agli under 29. Una competizione difficile da superare in un momento della nostra vita sociale ed economica dove più che la “qualità”, si guarda al vantaggio puramente economico;

    3. agevolare l’accesso al diritto previdenziale per soggetti in attività avanzata, disoccupati da almeno due anni, spesso considerati non più ricollocabili e che dispongono di un consistente monte contributi versato;

    4. intervenire presso la Comunità Europea per ridefinire la soglia del lavoratore svantaggiato (regolamento CE 2204/2002 art 2 punto “f”) portandola ad un livello inferiore ai 50 anni, al fine di consentire un abbassamento delle soglie critiche nei paesi europei;

    5. inasprire le sanzioni a fronte delle violazioni, effettuando anche un maggior controllo sul territorio nazionale, del D.Lgs 216/03 che accoglie la direttiva europea 2000/78 CE, decreto puntualmente e diffusamente violato, spesso anche nel caso di assunzioni nel pubblico impiego. Armonizzando, dunque, tutte le norme con il suddetto decreto, si eviterà finalmente la discriminazione d’età (legge Bassanini ed altre) che è causa dell’automatica esclusione dei lavoratori over 40 dal mercato del lavoro e di ogni possibilità di loro ricollocazione;

    6. riprendere la discussione dei DDL giacenti alla Camera ed al Senato che si ripromettevano di prendere in considerazione interventi normativi a tutela degli over 40 espulsi dal mondo del lavoro e promossi anche con il contributo dell’associazione LAVORO OVER 40 nell’identificazione delle tematiche da affrontare (Senato DDL N. 700 XVI Legislatura 27 maggio 2008, Camera DDL N. 3314 18 dicembre 2007, Camera DDL N. 3398 DDL 1 febbraio 2008, Camera DDL N. 399 1 febbraio 2008, Camera DDL N. 3245 14 novembre 2007);

    7. realizzare una campagna informativa e formativa, con il supporto dei maggiori mezzi di comunicazione, che induca, attraverso motivazioni di profitto, a non ignorare l’esperienza, la professionalità e l’autonomia di un over 40; campagna che sia rivolta alle camere di commercio, agli imprenditori (soprattutto micro-imprese) e, non da ul timo, a qualificare le società di selezione e somministrazione di lavoro temporaneo;

    8. istituire un fondo destinato a supportare la nascita di nuove imprese sulla falsa riga della legge 215 sull’imprenditoria femminile, attraverso parziali o totali finanziamenti a fondo perduto o a fondo agevolato, adeguati corsi formativi e steps di verifica ed aggiornamento nei due anni successivi all’apertura;

    9. creare una struttura normativa di sostegno pubblica, simile a quella prevista per il servizio civile, ma dedicata agli over 40 che abbiano caratteristiche di disoccupazione e di condizione economica con parametri che saranno da definire.

    Tali misure s’intenderanno valide per l’intero territorio nazionale.

    Le attuali agevolazioni riservate solo a determinate aree del Paese, non considerano che la disoccupazione/occupazione over 40 non è un fenomeno le gato allo sviluppo o meno dell’attività produttiva, ma il più delle volte nasce da una precisa scelta imprenditoriale, indipendentemente dall’area geografica.

    Speriamo vivamente che il nostro appello venga recepito e che, ancora una volta, non si debba fare i conti con un’invisibilità non voluta e non meritata.

    IL GRUPPO PROMOTORE
    Daniela Di Santo, Myriam Bocciarelli, Isabella Marsigliotti e Alfredo Molgora
    Gruppo Facebook Diritto al Lavoro per gli Over 40

    Associazione LAVORO OVER 40
    http://www.lavoro-over40.it tel 340.379.358.0 – fax 02.92879071

    Associazione ATDAL-Over 40
    http://www.atdal.eu tel. 347.8674978 (giorni feriali dalle 15 alle 18)

    Quotidiano Online Lavoratorio.it
    http://www.lavoratorio.it di Roberto Marabini

    Rispondi
  3. Stella Maria

    No, non sei pessimista ma solo una persona a contatto con quella parte del mondo che fatica, che non sta nella stanza dei bottoni, la faccia meno bella della medaglia.
    quando si sta ogni giorno in trincea facile che non si veda mai la fine dove fine non c’è, almeno qui. Ma dalla trincea si vede bene l’alzarsi di ogni bandiera bianca, si vede il nemico e alla fine ci si affratella e in due la speranza è più forte e all’orizzonte si trova sempre un arcobaleno.
    ciao don
    stella

    Rispondi
  4. beppecucchi

    Grazie a te Fabrizio, all’altro Fabrizio (Falconi), a Stella Maria e a tutti quanti hanno il dono della “compassione”.
    Sara’ forse questa caratteristica che ci rende “umani”?
    E’ davvero “strana” questa sensazione nuova che sto’ vivendo.
    Ne parlavo con mia moglie Mery (che e’ forse un po’ preoccupata di questa mia nuova “passione” per il blog).
    In fondo non ci conosciamo; non so che faccia avete, che carattere avete, che personalità avete.
    Eppure dalle considerazioni che fate sulla vita e sugli avvenimenti mi sembra di conoscervi meglio di chi posso “toccare”.
    Volevo linkare il video di Cocciante “un’amico in più”… ma non so come si fa!
    Ciao e Grazie a tutti. Anche a quelli che come me, fino a ieri, leggevano ma avevano timore di scrivere.
    Beppe Cucchi

    Rispondi
  5. guido

    In Italia il tasso di disoccupazione nel secondo trimestre è pari al 7,4%, in crescita rispetto al 6,7% dello stesso periodo del 2008. Si tratta del dato più alto dai primi tre mesi del 2006. Lo comunica l’Istat.
    Calo tendenziale peggiore dal ’94.
    In termini assoluti il numero degli occupati è calato di 378mila unità, in flessione dell’1,6% rispetto allo stesso periodo del 2008 (-0,3% rispetto al primo trimestre 2009). Il dato tendenziale, spiega l’Istat, è il peggiore dal secondo trimestre del 1994. Il risultato sintetizza il protrarsi della caduta dell’occupazione autonoma delle piccole imprese, l’accentuarsi del calo dei dipendenti a termine e la nuova riduzione del numero dei collaboratori.

    Siamo l’unico paese in europa dovè i dati “trimestrali” li diamo con un trimestre e mezzo di ritardo!Vorrei ricordarti che marzo 2009 è passato da un bel pezzo!!!Il governo ha forse paura di far conoscere i dati “reali” …

    Sta emergendo, con questa crisi (e come poteve non succedere) l’inganno che è stato perpetrato da tempo ai danni degli Italiani. Ci è stato fatto credere, dal 1997 in poi, che i posti di lavoro aumentavano, mentre invece…

    Rispondi

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