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da qui
Avrei molto da ridire su consacrati tagliati per ben altro, ministri che non trovano il tempo per il minimo impegno pastorale, catechiste pronte a difendere le false vittime di turno. Avrei da scomunicare e denunciare, ma sarebbe vano. La catena del male va arrestata, anche a costo di restare schiacciati da un meccanismo mostruoso d’ingiustizia, arrivando a dubitare di qualsiasi verità. Qualcuno vede. Potrei dire: prende nota, fa pagare lacrima per lacrima, ulcera per ulcera. Ma forse neanche questo è esatto: lo sguardo cui non sfugge nulla è sempre in attesa di una svolta, di un’improvvisa, magari tardiva compassione.

un Dio che sa aspettare
bello!
un abbraccio, fabry
f&r
Chissà se la compassione è tardiva oppure è un infinito amore e pazienza che attende sempre fino all’ultimo momento dando un’opportunità per perdonare. e non c’è nulla di più bello del perdono e questo Lui lo sa e non può farne a meno, neanche noi in realtà, quando abbiamo imparato a perdonare.
un abbraccio
grazie care.
pensavo al padrenostro: fa tutto Dio tranne una cosa: ma guarda un po’!
questa sera ho acceso la tivvù
non posso non guardare, ogni tanto, quello che ho scelto di spegnere
mi sono soffermata su un canale di b
chi ha incastrato peter pan
è uno spettacolo pornografico e le vittime sacrificali sono i nostri bambini
piccoli ometti piccole donne sotto lo sguardo “orgoglioso” dei padri e delle madri
fieri che i loro bimbi non facciano i bimbi, fieri di averli traditi,fieri di aver tradito quel bambino, quella bambina che sono stati
e chi può mettere in dubbio che questi uomini e queste donne non amino i loro figli?
chi può mettere in dubbio una cosa simile?
io lo metto in dubbio, io mi arrogo il diritto di avere questo dubbio
questo è amore?
io mi investo di autorità nell’affermare che questo non è amore
questo non è amore
e loro, i nostri bambini, ci mandano messaggi struggenti, ci supplicano di risparmiarli, ci chiedono con gli occhi innocenti:
perchè papà? perchè mammma?
in quel teatro tragico nei quali sono costretti a recitare e
ad imparare presto e bene la parte
se non si vuole essere semplici “comparse”
nella giungla della vita
come se la disegnano i grandi
che hanno tradito, che hanno rinnegato il ricordo di una felicità immemorabile, che hanno abdicato alla vita.
ma noi ci indignamo, ci commoviamo, ci autoassolviamo
per i bimbi affamati, per i bimbi massacrati dalle guerre, stuprati, assassinati, schiavizzati, drogati, mutilati, per sempre.
è incredibile come possiamo vivere con accanto queste piccole ombre che chiedono risposta!
è incredibile che si possa ancora parlare, che si possa ancora balbettare, se non parole di sgomento
questa è “consapevolezza” evidentemente inconsapevole!
ma i nostri figli, i nostri di figli sono fortunati, i nostri sono salvi, i nostri figli diventeranno come noi, come potrebbero essere “altro”?
ecco fabri
io, non ostante questa vertigine
io voglio credere
a quello sguardo
cui non sfugge nulla
sempre in attesa di una svolta
di un’improvvisa
magari tardiva
compassione
commossa ti abbaccio
la funambola
bellissimo Fu, grazie.
“l’essere davvero solo
non è quello abbandonato dagli uomini
bensì quello che soffre
in mezzo a loro
che si porta dietro il suo deserto
nelle fiere
e sfoggia i suoi talenti
di lebbroso sorridente
di commediante dell’irreparabile
ma
la vera eleganza morale consiste nell’arte di travestire la propria vittoria in sconfitta”
e noi
immobili sulle opposte rive
intrecceremo tuttavia i richiami
intrecceremo richiami intrecceremo richiami intrecceremo richiami intrecceremo richiami intrecceremo richiami…
grazie
la funambola
saper scrivere avendo cose da dire, è una cosa grande
molti ci provano. pochi ci riescono. pochissimi.
http://www.youtube.com/watch?v=XSSfjE4ncfc
grazie, don fabrizio
marco
grazie cari.
continuiamo a intrecciare richiami.
qualcuno sentirà.
un abbraccio
fabrizio