di Anna Maria Curci
Si accucciano
a schivare
la guancia offerta in sfida.
Si accalcano
a gridare
la loro utile resa.
Si accostano
al miracolo
zelanti nel diniego.
Versano lacrime
per gli zampognari,
abili il nato scansano,
ancora, i soliti ignari.
Die üblichen Unwissenden
Sie hocken sich nieder
der Backe zum Ausweichen,
die herausfordernd dargeboten wird.
Sie drängen sich zusammen,
in alle Welt posaunen sie
ihr nützliches Aufgeben.
Sie nähern sich
dem Wunder an,
eifrig in der Ablehnung.
Tränen gießen sie ja
für die Dudelsackpfeifer,
geschickt weichen sie noch
dem Kind aus, die üblichen Unwissenden.

“Si accucciano
a schivare
la guancia offerta in sfida.
Si accalcano
a gridare
la loro utile resa.”
Cara Anna Maria vedo che è una traduzione ma di quale autore?
Scusami la domanda.
Un saluto
Cara Nadia,
i versi sono miei. Li scrivo in due lingue. Entrambe sono la lingua del cuore, la lingua del pane, la lingua della ragione. Mi accade con sempre maggiore frequenza che entrambe siano la lingua dell’indignazione.
Doppi complimenti allora.
I versi sono significativi come poche volte accade.
Grazie Anna Maria.
E un saluto in amicizia.
uno sdegno il tuo condiviso e sentito, non posso che abbracciarti.
complimenti per la doppia resa poetica, nat
Grazie a voi, care Nadia e Natalia. Grazie a Fabrizio per il dono dell’attenzione e della pazienza :-)).
“Si accalcano
a gridare
la loro utile resa.”
Acuta sintesi, Anna Maria, di un aspetto peculiare del “solito (per nulla)ignaro”.
Un caro saluto
Giovanni
Grazie, Giovanni, per le tue riflessioni. Un caro saluto,
Anna Maria
il contraddetto del non incluso, il fertile “no” del diniego…
grandi e splendidi versi, complimenti
I lavoranti oscurano il pensiero
al sole,
tengono l’ombra in tasca
coi fazzoletti marci di sudore.
Nell’attacco della tua “Acque reali” trovo una risposta particolarmente efficace. Grazie anche per questo.