Lunedì 25 Gennaio 2010 ore 18
Giuseppe Panella
PIER PAOLO PASOLINI
Il cinema come forma della letteratura
MEDIATECA REGIONALE TOSCANA
FIRENZE – via San Gallo 25
Intervengono
Stefano Socci
Federico Vitella
Coordina
Federico Pierotti
Sarà presente l’Autore
Info sul libro e l’incontro: scarica PDF


Parto da un esempio. Mi pare sia “Porcile” il film di Pasolini che inizia in bianco e nero, poi, quando la m.d.p. inquadra l’eroe bello, biondo e inquietante seduto su una panchina che legge Rimbaud, e che di lì a poco andrà a incasinare la vita di una famiglia alto-borghese, ecco che il colore esplode e il film continua a colori. Bene, questa, come altre sequenze di altri film, mi è sempre parsa una ingenuità stilistica non meno che concettuale, dovuta a un eccesso di simbolismo irrisolto (tra cui la scelta, forte e banale al tempo stesso,di Rimbaud), cui Pasolini non di rado indulgeva. Mi pare che in questi casi la sua poetica non si amalgami con la sua visione politica del mondo, e resti un grumo irrisolto, che fa di Pasolini, limitatamente a questi casi, un regista “impuro”, o un poeta che non riesca a risolvere nel mezzo filmico (e forse a causa del mezzo filmico)la propria poeticità.