di Marco Scullino
IMPRESSIONI DI MEMORIA
C’è un cielo grigio.
E c’è un mare mosso
per gli incontri con la memoria.
Si possono fare delle foto
e farsi impressionare
dai ritagli di tempo.
Si può allargare lo sguardo
e lasciare che si sfuochi
nello scatto di un’assenza.
ELEGIA PER LA DISILLUSIONE
Il dolore scomposto
che frattura i sogni
trascolora nel tempo
su un fondo di acquerello,
come la triste elegia
di un ricordo barbaro.
SEDUTO VEDEVO VIAGGIARE
Sul bordo della strada gli attimi se ne vanno
coi vuoti d’aria delle macchine
che passano costanti,
mentre da seduto conti gomme e cerchioni
in cicli regolari.
Cade qualche anticipo di foglia ogni tanto
a ricordare che l’estate è malata.
Ogni tanto poi non passa più nessuno.
E rimane un deserto di asfalto, di voci,
e un’assenza di gabbiani lontani nell’attesa.
LA STRADA PER LE VILLE
Scendendo in strada
dalle Ville
rimane facile
sporgere lo sguardo
verso l’orizzonte inumidito
dallo spettro dell’azzurro
in soffusione
che screzia le pause luminose
delle giornate di pioggia.
Sul mare di ametista
i segni deboli delle correnti
arrese alla deriva
sono riflessi di rattoppi
di celeste
e la madreperla del sole
è una striscia sottile
nell’abbaglio opaco
che si sfalda nell’aprirsi
più azzurrato
del pervinca d’oltremare.
Vedi grigi, violetti, e il bianco delle nuvole.
I rami ancora scuri
per l’inverno
tramano il cielo sfumato
sulla bruma azzurrognola
infilando rare perle
di nuvole e di opali
per i canti di passeri e stornelli
che si aprono intorno
al verde
ancora nascosto fra cespugli
che ricordano l’estate.
Con le nuvole scese di nuovo
basse sul mare
il sole si sfuoca
in toni deboli di luce
sforando opaco
in un alone
a pelo d’acqua.
Intorno ancora
le campanelle selvatiche
sulle reti arrugginite
dei crepuscolari
e un’agave umile di viola
tra pilastri scalcinati
in coppia nell’intonaco,
sullo sfondo del monte Agel
che si adombra da lontano
a chiazze sulle cime
di rifrazioni brulle e viola
di pietra di Provenza.
E’ come lasciare
un ritornare alla memoria
vago nel perdersi
di un’eco d’abbandono.
E quando il chiarore
che lo riverbera di luce
si stempera nel grigio d’acqua
e un alone torna tenue
a raccoglierne i riflessi
rimangono sospesi da lontano
pochi steli di ginestra bianca
piegati come lacrime
sul mare.
OVEST OLTREMARE
I riflessi come lamine
sul mare di Liguria
e così gli abbagli di cielo
nei vuoti dell’azzurro
sono varchi di luce
di un miraggio nell’arcano,
che passano l’istante
e irradiano il lontano.
LIGURIA SOTTOVENTO SOTTOVOCE
Vedi,
non si può fare della Riviera
una terra ingenua di colori,
di mare,
di foto di albe fragili.
La Liguria
è una terra sovrana
dalla bellezza nascosta
che ammette solo il vento,
e alle volte solamente sottocosta.
