[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=_IldsVLoXLk&feature=fvw]
da qui
Aldo è morto. Voi direte: e chissenefrega. Era un barbone. Bisognava sudare sette camicie per farlo lavare e non ci si riusciva quasi mai. Beveva, gridava, litigava. Oltretutto, se n’è andato nella settimana santa, che per noi preti è un massacro senza pari. Ci mancava lui, in questo caos. Puzzava, Aldo; ultimamente, era coperto di pidocchi e pulci, per cui alcuni avevano timore di accostarlo. All’obitorio ho pregato imponendogli la mano: lo Spirito Santo non teme malattie dermatologiche. C’erano altri due cadaveri, avvolti in lenzuoli stropicciati e impregnati di macchie. Se la fine è questa, mi chiedo che senso abbia la nostra corsa senza tregua: se l’affanno infinito, dico, approda a un obitorio sporco e gelido, squallido pure per pulci e pidocchi, ma chi ce lo fa fare? Ho sussurrato ad Aldo di non aver paura: don Mario sarebbe venuto a prenderlo, con la veste bianca. Gli ultimi giorni, quando il male lo stava consumando sempre più rapidamente, il sacerdote li ha passati correndo dietro al suo barbone: un affanno finito qui, nell’obitorio gelido, pieno di pulci insoddisfatte. Ma la cura tenace ha trasformato questo inferno in un sepolcro nuovo, un giardino fuori del tempo. Un uomo dalle vesti bianche accoglie i parrocchiani che piangono Aldo, alcolista e puzzolente, e annuncia loro: perché cercate tra i morti colui che è vivo? Non è qui, è risorto. Le pulci e i pidocchi non capiscono: loro hanno altro a cui pensare.
ps
Perdonatemi se non rispondo ai messaggi. Qui è stato un massacro senza pari.

….
un abbraccio Fabrizio.
n.
http://www.youtube.com/watch?v=3_yECiedDoI
mi dispiace tanto
marco
Ho sussurrato ad Aldo di non aver paura
il senso di tutta una vita racchiuso in un gesto, come la carezza che la madre fa sulla testa del figlio quando s’addormenta.
grazie fabry
f&r
“che senso abbia la nostra corsa senza tregua”
è una domanda ricorrente ma continuiamo a correre, come corre la vita e il tempo, ma bisognerebbe fare come te, basta ogni tanto fermarsi negli occhi dell’altro anche se non odora di violetta e non ha la barba appena rasata, lo Spirito Santo ci eviterà ogni malattia perchè non c’è “vaccino” migliore di quell’attimo di scambio e solo così la nostra corsa continua ad avere senso.
un bacio ad Aldo che sarà stato accolto alla porta del Paradiso da un angelo speciale, uno che di pulci e pidocchi e quant’altro di certo non aveva timore.
e un abbraccio a te don, Cristo è risorto!
SM
Davvero toccante quel sussurro.
“lo Spirito Santo non teme malattie dermatologiche”…
Resto sempre più convinta che i nostri due mestieri, caro Fabry, siano veramente simili: sempre in prima linea, e sempre senza badare se chi hai di fronte puzza o profuma o ti può trasmettere eredità indesiderate. Io finora l’unica malattia che ho ricevuto da un paziente è stata un’influenza, l’unica della mia vita….
Però lo spirito santo a volte si distrae, perchè alcuni colleghi hanno invece avuto sorprese un po’ più fastidiose… Ma lo stesso, nessuno si tira indietro: se c’è da toccare una persona, per assisterla o curarla, lo si fa e basta.
Ricordo un film visto da bambina, sulla vita di padre Damiano de Veuster, che viveva sull’isola di Molokai curando i lebbrosi senza paura alcuna di toccarli (e morì, di lebbra, ma dopo molti anni). Un esempio che non ho mai dimenticato.
Il contatto umano, anche su un morto che era stato puzzolente e pidocchioso, è il vero segno della solidarietà cristiana.
Un abbraccio e auguri per questa giornata di battaglia.
Quando urlava e litigava, fuori la chiesa, provavo a distrarlo e a calmarlo parlandogli. Una domanda catturava la sua attenzione immediatamente: come stai?
Solo ora mi rendo conto che era anche la prima domanda che ti faceva Don Mario quando ti incontrava.
Marco
E’ un problema, Fabrizio*) se il “potere” nn sente d*.
http://www.youtube.com/watch?v=MULnObG9GYY
Bianca
p.s. Chissa “coma sta” il potere?
bello soprattutto per la secchezza, l’antiretorica. eppure fabrizio ci dà la misura di una vita difficile alla fine, in poche righe.
Bisogna correre, non c’è altro da fare, e incitare anche chi si ferma.
Tante volte mi sono seduta accanto a lui; volevo capire dietro a quella apparenza chi era Aldo. Dopo aver sentito le sue lamentele sulla condizione in cui si trovava e che non ce la faceva più, la cosa che mi colpiva tanto era come si commuoveva ogni volta che parlavamo di Don Mario. Ci raccontava quanto aveva fatto per lui e come gli mancava. I Suoi occhi si riempivano di lacrime e non riusciva a continuare a parlare: finiva sempre commuovendo anche me.
E così Aldo ed io abbiamo riso ed abbiamo pianto insieme.
“Ho sussurrato ad Aldo di non aver paura”
Se guardiamo all’enormità del dolore che c’è nel mondo, l’annuncio della Pasqua sembra troppo flebile. Ma se guardiamo ai segni semplici della Pasqua di Gesù – un sepolcro, un masso rotolato, delle bende – ci accorgiamo che Dio può abitare ovunque: anche nella fragilità dei sacerdoti sfiniti da una settimana santa quanto umanamente è difficile essere; anche in un obitorio, tra lenzuola stropicciate e macchiate, nel corpo di un barbone puzzolente che nessuno vuole… E anche lì può risorgere…
Un abbraccio, don Fabrizio.
Grazie, Fabrizio, per questo racconto di ordinaria emarginazione in cui rifulge però la luce dell’umanità per cui anche una morte triste può dare (nuovo) senso all’opportunità del vivere, grande e infinitesimale al tempo stesso.
Un abbraccio
Giovanni
Grazie, Fabrizio, perché la cura incurante di frastuono, puzza e virus, la mano sulla fronte, la veste bianca e l’annuncio non sono riti emollienti la nostalgia che non costa niente, ma segni che sfamano. E di fame ce n’è. Un abbraccio.
Carissimo don Fabrizio, come sempre ho trovato molto incisivo e penetrante questo tuo intervento legato alla vicenda di questo nostro fratello sofferente, morto il sabato santo. Mi ha colpito molto anche l’esordio del tuo messaggio, nel quale attribuisci (evidentemente a ragion veduta) a ipotetici lettori una possibile reazione tutt’altro che cristiana alla notizia (da te comunicata) della morte del clochard Aldo: “e chissenefrega”. Devo dire che coloro che reagissero davvero in questo modo sarebbero da considerarsi molto lontani da un autentico cammino cristiano. Come sai, il mercoledì delle ceneri discussi con l’amico Marco Ponziano perché lui affermava che l’evangelizzazione e la predicazione (in senso assoluto) non servano a nulla, ed io gli avevo risposto che questa sua convinzione era in netta contraddizione con la fede cattolica, e dunque con la sua scelta di seguire il percorso per ricevere il Sacramento della Cresima, ed anche con la sua partecipazione alla Messa. Quando gli dissi queste parole, Marco Ponziano decise di andarsene, e di interrompere gli incontri con don Henri di preparazione alla Cresima. Ma è giusto sottolineare che lui è molto più cristiano di tanti cosiddetti cristiani che vivono una fede totalmente priva di carità. Posso testimoniare che Marco P. ha sempre avuto un atteggiamento di autentica carità e solidarietà verso i clochard che sostano fuori da San Carlo da Sezze, ed in generale un atteggiamento di autentica sensibilità verso tutti. E così vediamo una persona come lui, che ha autentici sentimenti cristiani (seppure in contraddizione con una parte fondamentale della fede cattolica), che – almeno per quanto ne so – non partecipa ai Sacramenti, e diverse persone indifferenti che invece hanno la presunzione di dirsi cristiane, partecipando tranquillamente all’Eucaristia. Davvero un grande paradosso!
quel sussurro! la bellezza di una delicatezza che pochi, oimé, hanno.
un abbraccio di buona Pasqua, fabry, nonostante tutto
ciao!
claudia
ALDO, AMICO FRAGILE
3.4.2010 ore 11:30
“Oggi voglio vagare tra i fili intricati della mia coscienza, nei ricordi dell’esistenza mia e soltanto mia. Forse il tempo avrà cambiato pure te, come la pioggia i sassi, come il vento le cime degli alberi. E voi, che siete liberi di volare, non vi fermate, no…La vita è una lotta, è amore, è voglia di pregare:”
Ciao, Aldo.
Vola libero e felice nel persempre.
Salutami Domma!
Titti
grazie di cuore a tutti.
non riesco a mettermi in pari con le risposte ai messaggi di posta, facebook ecc.
a Pasqua mi devo rassegnare a un’impossibilità di cui mi scuso qui.
il chissenefrega è riferito ai lettori in generale, non ai parrocchiani: è una possibilità trasversale.
speriamo di aprirci ogni giorno di più a una solidarietà senza discriminazioni.
Personalmente, avevo capito che la tua battuta, don Fabrizio, non si riferiva a qualcuno in particolare. Rimane però – dal mio punto di vista – un serio problema d’insensibilità in diversi cosiddetti “praticanti” in tutte le parrocchie. Ed il problema di base è legato all’idea – purtroppo ancora molto diffusa – che essere buoni cristiani possa ridursi alla partecipazione formale alla Messa domenicale, a non fare troppi danni al prossimo e – nei casi migliori – a qualche saltuaria opera di carità. A mio parere, molte persone non hanno affatto compreso cosa significhi essere veri cristiani, che non ha nulla a che fare con l’esteriorità, ma unicamente con una radicale trasformazione del proprio cuore e della propria mente ad opera dello Spirito Santo – mediante una fede sincera e profondamente vissuta in Gesù Cristo risorto, e mediante il Battesimo amministrato dalla Chiesa Cattolica (unitamente agli altri Sacramenti). Senza un’autentica adesione del cuore (nella potenza dello Spirito Santo) a Cristo morto e risorto, si può essere cristiani solo di nome, non di fatto. Ma capisco anche che – senza un cammino comunitario davvero centrato sulla Parola di Dio e sulla preghiera guidata dallo Spirito Santo – è molto difficile che le persone possano trasformarsi, come per incanto, in autentici cristiani. Ed è questo il motivo per il quale sto proponendo, da diversi anni, la nascita di un gruppo carismatico parrocchiale centrato sulla lettura della Bibbia (a partire dalle Lettere di san Paolo apostolo), e sono convinto che il Signore – prima o dopo – realizzerà questo miracolo.
Un abbraccio nel Signore
la ringrazio
“Chissenefrega” delle pulci e dei pidocchi, mi verrebbe da dire, ma non lo faccio perché uniti alla sporcizia e al fetore sono segni, e i segni parlano, raccontano, spesso urlano.
Possiamo chiudere gli occhi e turarci il naso e andare per la nostra strada, perché abbiamo troppo da fare, oppure vedere, e ascoltare le storie scomode di vite altre, vissute ai margini delle nostre corse che avranno, infine, un comune, medesimo traguardo.
Val la pena di cogliere i segni per tempo, ci danno l’opportunità di guardarci dentro e farci un bel po’ di domande.
Non ho conosciuto Aldo, penso che abbia avuto sicuramente una vita difficile. Spero che grazie all’ultimo saluto, lieve come una carezza, di un compassionevole, grande amico sia giunto al Padre candido come un giglio.
Grazie Fabry! nora
vi ringrazio.
inoltrarsi umilmente in un cammino infinito mi sembra una soluzione accettabile.
Scusa se non ti ho scritto prima, Fabrizio. In questi giorni mi sono collegato poco al sito, ho avuto parecchio da fare. Mi spiace per quello che ti è successo. Forza.
Giovanni
Chi si prenderà cura di noi, Fabry?
Non dobbiamo arrenderci?
PVita
Giovanni e Pasquale, grazie.
arrendersi mai, diceva la canzone, ma ci sono motivi anche più validi!
Fabry,
nell’omelia al funerale di Aldo hai superato te stesso.
Alla fine eri stremato, ma sei stato superlativo.
Anche la canzone prima del CIAO corale e dell’applauso è stato toccante (ma anche quello è un Fabrizio con i fiocchi!!!)
Un abbraccio,
Titti
Preghiera in gennaio
(di Fabrizio de André)
Lascia che sia fiorito
Signore, il suo sentiero
quando a te la sua anima
e al mondo la sua pelle
dovrà riconsegnare
quando verrà al tuo cielo
là dove in pieno giorno
risplendono le stelle.
Quando attraverserà
l’ultimo vecchio ponte
ai suicidi dirà
baciandoli alla fronte
venite in Paradiso
là dove vado anch’io
perché non c’è l’inferno
nel mondo del buon Dio.
Fate che giunga a Voi
con le sue ossa stanche
seguito da migliaia
di quelle facce bianche
fate che a voi ritorni
fra i morti per oltraggio
che al cielo ed alla terra
mostrarono il coraggio.
Signori benpensanti
spero non vi dispiaccia
se in cielo, in mezzo ai Santi
Dio, fra le sue braccia
soffocherà il singhiozzo
di quelle labbra smorte
che all’odio e all’ignoranza
preferirono la morte.
Dio di misericordia
il tuo bel Paradiso
lo hai fatto soprattutto
per chi non ha sorriso
per quelli che han vissuto
con la coscienza pura
l’inferno esiste solo
per chi ne ha paura.
Meglio di lui nessuno
mai ti potrà indicare
gli errori di noi tutti
che puoi e vuoi salvare.
Ascolta la sua voce
che ormai canta nel vento
Dio di misericordia
vedrai, sarai contento.
Dio di misericordia
vedrai, sarai contento.
grazie Titti!
in effetti ho sudato sette camici…