Sprecato. Di Anna Maria Curci


(Il discorso della montagna)

Vertan, sprecato
di Anna Maria Curci

Ho letto, in traduzione, la lettera aperta che il teologo Hans Küng ha inviato ai vescovi tedeschi. I termini chiari e le argomentazioni serrate concorrono a rendere esplicito il pensiero di Küng, la sua denuncia del costante allontanamento dallo spirito conciliare. Mi ha colpito l’elenco di esempi di scialo sistematico, di occasioni perdute. Per questa ragione ho cercato e trovato il testo originale della lettera. Nel paragrafo intitolato Verpasste Gelegenheiten (occasioni perdute, appunto), l’autore ricorre per ben sette volte all’anafora. Lo fa con la parola ‘vertan’, participio passato del verbo ‘vertun’. ‘Vertun’ significa in tedesco sprecare, giocarsi un’occasione. Nella versione riflessiva, il verbo ‘sich vertun’ significa altresì ‘sbagliare’. Dalla riflessione sono scaturite, in contemporanea versione bilingue, ‘declinazioni’ possibili dello scialo perpetrato e una domanda conclusiva che sfrutta l’ampiezza di significato del verbo tedesco.

Sprecato

sforzo sprecato
perduta l’occasione
dilapidato il tempo
scialacquato il soldo
sciupato l’entusiasmo
seppellito il talento

ho sbagliato?

Vertan

vertane Mühe
verpasste Gelegenheit
verplemperte Zeit
verschwendetes Geld
vergeudete Begeisterung
vergrabenes Talent

habe ich mich vertan?

7 pensieri su “Sprecato. Di Anna Maria Curci

  1. sparz

    lettera molto forte e importante, mi sembra, speriamo riceva qualche riscontro; grazie Anna Maria, e Nadia.

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  2. robertorossitesta

    Care Anna Maria e Nadia,
    grazie per i vostri spunti di riflessione.
    Quando la vita, evidentemente, è scialo, come chiamare tale scialo uno sbaglio, piuttosto che il modo quasi inevitabile di vivere?
    Un modo che, attenzione, lascia misteriosamente impregiudicata la questione del senso.
    Un abbraccio,
    Roberto

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  3. Anna Maria

    Grazie a voi, Sparz e Roberto. Le vostre considerazioni mettono anch’esse in guardia dallo ‘scialo’, anche da quello di letture meramente ‘epidermiche’.

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  4. marzia

    Capperi..
    Ignoravo che fossero stati colleghi all’università di Tübingen e tutto il resto, sai…
    Naturalmente mi piace leggere questa lettera, e non solo perchè la posizione di Küng è vicinissima a quella mia e di mio marito.
    Mi piace la sua dialettica e il suo mettere pacificamente in discussione l’operato e la teologia ortodossa ( forse uso i termini in modo improprio, ma tu mi hai capita).
    Mi piace perchè Küng dà voce ad una ( secondo me) larga fetta di credenti che non si sente rappresentata almeno dai tempi di Paolo VI.
    Mi piace sottolineare quella che secondo me, nella lettera, è la “summa” della lacuna, ovvero l’aver disatteso lo spirito del Concilio Vaticano II .
    Non mi pare poco.
    Grazie anima sorella.
    Farà particolarmente bene a mio marito leggere quanto ci hai lasciato.
    Specie ora che ha perso suo fratello..
    Un abbraccio

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  5. renatamorresi

    un discorso efficacissimo, davvero: mette bene in luce le ragioni della posizione quanto mai equivoca (intollerabile, mi viene da dire) di Ratzinger in questo momento (ma non solo in questo) – per non dire del vergognoso confronto con la persecuzione degli ebrei, un giochetto retorico da far venire i brividi (semmai la collusione del silenzio ricorda più la difesa dei nazisti: “stavamo solamente obbedendo agli ordini”)

    grazie per questa bella nota e per la segnalazione

    un saluto,
    r

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