L’amore non ha rispetto, ma lo vuole,
egoista e scontento quando non ha
il richiesto, e non dà che le briciole
buone, leccate come dal cane, il bianco
e pure il nero, alla cintola del padrone
lungo i fianchi, e il vento, ch’è più freddo.
Aria di mare, improvvisa, piena di ricordi
sfollati, ricordi brumosi e vaghi, di sere
e di cento notti troppo lontane per farne
esempio; così sono sul ciglio della mente.
E vago allora, di vaghezza in vaghezza,
verso spiagge che non ho mai visto,
atlantiche rovine dentro tesi scogli, e cirri
s’alzano quasi al sole; e poi sogno l’amore,
che non ha rispetto, ma lo vuole, lo tira
a sè come un contratto scritto, firmato
da tutte e due le parti; l’amore concuoce
sul mio petto le uova della morte, scioglie
del burro nero che subito si raffredda,
mi fa sentire distanti arpeggi di chitarra,
come se lui suonasse, adesso, da un esilio.
[Immagine – Franz Krauspenhaar – Il bacio, da Il caso Thomas Crown.]


Bella.
Ciao,
Roberto
Bravo! Non ho mai visto nessuno così discontinuo, forse io al liceo. Piaciuta molto.
molto bella ,trascinante
c.
quando scrivi così, denso di echi interiori, orizzontali e verticali, mi piaci. con tutto che…
mi sembra che qui ci prenda tutti molto più in giro che in altri testi, letti qui, dove almeno, a me sembra, non si nasconde dietro le velette. f.
grazie a tutti. non dovrei dirlo io, ma credo di essere sincero sempre. però tutti sbagliamo e io sbaglio in ogni occasione.
Mi sembra la più bella delle tue poesie che ho letto, ma forse è per la sua tristezza che oggi mi assomiglia.
pamela
arpeggi spagna e tori neri, o echeggiano bandiere dell’amore come fra una Duse e un Gabriele??
Ciao Franz, che nulla ancora sa ancora della chinata poesia, la sola,(e mia), ma a salso o in itali-milano, lo sapremo.
Maria Pia
Bravo Franz! tenerezza che ci assomiglia- come dice Pamela- ma tanta forza come sempre. E “vera” sincerità.
Cristina.