Da Il flauto e la bricolla (1954)
Il decoville braccato sulle ruote
precipita inghiottito
negli ipogei della miniera
globi di sangue indiavolati
s’infuriano giù nella carotide ed ànno
sapore di ferro.
Fatti schianto
poiché folle è la forza dell’inerzia
e via via raddoppia
il piombo d’angelo precipite
Amore se mi lasci!
Soltanto dita appena vive
contano viti e bulloni
tra grovigli di ferraglia e becchi
della macchina schiantata. Accennano
la strada calcinata
la fila lunga dei paracarri
senza stupori.


la trovo stupenda. non conoscevo questo poeta.
La figura, il nome di questo poeta mi aveva appena sfiorato:
come dice Franz, poesia stupenda
Grande poesia, straordinariamente espressiva. Perfetta sintesi di tutto ciò che è stato il Novecento poetico :pendolare tra avanguardia, tradizione, neoavanguardia,post e transavanguardia, neospiritualità. In questa poesia di Sinigallia c’è tutto ciò al massimo grado espressivo…perfettamente leggibile. Ecco un ottimo poeta. Uno di cui, per dirla con Guccini, trascriverei volentieri i versi.