Sandro Sinigaglia


Da Il flauto e la bricolla (1954)

Sandro Sinigaglia

Sandro Sinigaglia

Il decoville braccato sulle ruote

precipita inghiottito

negli ipogei della miniera

globi di sangue indiavolati

s’infuriano giù nella carotide ed ànno

sapore di ferro.

Fatti schianto

poiché folle è la forza dell’inerzia

e via via raddoppia

il piombo d’angelo precipite

Amore se mi lasci!

Soltanto dita appena vive

contano viti e bulloni

tra grovigli di ferraglia e becchi

della macchina schiantata. Accennano

la strada calcinata

la fila lunga dei paracarri

senza stupori.

3 pensieri su “Sandro Sinigaglia

  1. Salvatore D'Angelo

    Grande poesia, straordinariamente espressiva. Perfetta sintesi di tutto ciò che è stato il Novecento poetico :pendolare tra avanguardia, tradizione, neoavanguardia,post e transavanguardia, neospiritualità. In questa poesia di Sinigallia c’è tutto ciò al massimo grado espressivo…perfettamente leggibile. Ecco un ottimo poeta. Uno di cui, per dirla con Guccini, trascriverei volentieri i versi.

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