Amami [e facciamola finita.] di Franz Krauspenhaar

Amami, e facciamola finita.

Raccoglimi nella sabbia, come raccoglieresti fine la conchiglia

che ti sussurra cio’che mi sto impazzendo di te.

Amami e facciamolo; perchè è così che deve farsi.

Niente paura, amore: solo cazzo, fica, bocche, passione senza freni.

E nella gioia di pesci nella notte, pesci color del baleno

che batte in strette insenature. Strette e gioco: fino all’estremo.

Amami e facciamola finita con le attese, senza più senso.

Amami. Io ti amo da tempo, lungo il brivido che va oltre ogni senso in sé compiuto.

Se non mi ami crederò meno a ciò che mi morde nella vita.

[Immagine: FK – Elaborazione su George Michael mentre canta “Outside”, Londra 2008.]

52 pensieri su “Amami [e facciamola finita.] di Franz Krauspenhaar

  1. elio grasso

    se ultimamente la poesia e lo spirito pubblica queste cazzate, bene ho fatto ad andarmene tempo fa…
    molto meglio la schietta pornografia, lasciatevelo dire…

    eg

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  2. Anonimo

    Onestamente anche io mi sto domandando dove sia qui la poesia…
    E’ la traduzione di una canzone di George Michael, che descrive uno dei festini cui il cantante ha partecipato, ebbro come spesso lo trovano al volante?
    Il mio non e’ il commento di un puritano perbenista; voglio soltanto capire in che filone collocare il post: poesia, spirito, canzoni, realismo, surrealismo…
    Grazie agli amministratori del blog che vorranno cortesemente rispondermi,
    A.A.

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  3. Carla

    Ah! Ma questo blog ha degli amministratori?
    in tal caso, controllano molto poco…
    ma in fondo, cosa c’è da controllare?
    le cazzate le scriviamo tutti quanti tutti i giorni (almeno due;-)))

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  4. Giorgina Busca Gernetti

    Io non scrivo MAI “c…. “, se esse sono come il quinto verso (quarto se il primo è considerato titolo) della poesia qui commentata.
    Se si intendono “sciocchezze”, “futilità” e simili, come essere umano chissà quante ne scrivo o dico.
    Ma volgarità mai!
    Giorgina Busca Gernetti

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  5. kara

    Ma state tutti scherzando vero? Non ditemi che quelle parole non vi toccano l’anima, non vi fanno vibrare, non provocano in voi reazioni, (e sì che le provocano! Nel bene e nel male). Non vi fanno aprire gli occhi un po’ di più mentre le leggete?
    Può non piacere il genere, certo. Possono non piacere le parole, ma … la poesia è anche questo, secondo me. E gli amministratori devono lasciar dire, secondo me.

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  6. lucypestifera

    “Non ditemi che quelle parole non vi toccano l’anima, non vi fanno vibrare”…
    no, non mi fanno: e se ho imparato a conoscere una briciola FK direi che non è nelle sue intenzioni farci ottenere reazioni ottocentesche come quelle.
    la poesia è semplicemente brutta. ovvero: a me non piace, mentre altre, ugualmente choc di FK, sono belle.
    è una cazzata in senso letterale e metaforico: ogni tanto càpita. non troviamoci il bello per forza, ma nemmeno il brutto solo perché si parla di cazzi e fiche. capirai!
    la volgarità è, secondo me, altra cosa.
    quanto agli amministratori, mi pare che fabrizio abbia di recente detto a proposito di franz, di essergli amico, pur nella distanza abissale che li separa. questo parlare di krauspenhaar, il tono, sono una sottolineatura di quell’abisso. 😀
    e meno male! evviva le differenze. auspico solo che le sciocchezze di tutti, quando appaiono qui, siano ugualmente criticate e amate, meglio se amate e compatite che “definite”. così un luogo come questo resta un luogo di incontro e confronto. altrimenti diventa una passerella, come tante.

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  7. Salvatore D'Angelo

    Pur non essendo un testo eccelso, a me è piaciuto. A parte l’infelice impaginazione, che non rende giustizia,sul piano grafico, ai tre movimenti del sentimento che rappresenta ( l’originale è impaginata in tre strofe, rispettivamente di cinque, sette e sette versi a metro variabile); detto dell’azzardo o forzatura semantica in quel “che ti sussurra cio’che mi sto impazzendo di te” e di quel “fine” anastrofico, che mi suona un po’ carducciano – io avrei preferito “infine”, anche per la chierezza – devo dire che ho apprezzato il felice contrasto tra immediatezza della pulsione sessuale, seppure un po’ coatta( ma quale istinto non lo è?) e la efficacia della costruzione astratta che vi corrisponde. Infatti le immagini che seguono mi paiono il vero cuore poetico del testo:

    “………….nella gioia di pesci
    nella notte, pesci color del baleno
    che batte in strette insenature.
    Strette e gioco fino all’estremo.”

    Io credo che è dal contrasto tra la “sgradevolezza” del richiamo a quel “solo cazzo, fica, bocche, passione senza freni” e la finezza di questa immagine che scaturisce l’espressività del testo, rispetto al “detto”, al semplice “narrato”. In fondo, non è che una delle mille possibili forme in cui può aversi poesia. Quest’ UNA qui postata è ciò che precisamente DENOTA/CONNOTA lo stile dell’ autore del testo. Uno stile che io apprezzo, perchè efficace nei suoi elementi costitutivi.

    Del resto, a rileggere, noto che il linguaggio ( sia testuale che meta testuale) ha una coerenza ben concatenata: dagli incipit di ogni strofa (Amami e facciamola finita/ amami e facciamolo/ amami e facciamola finita), che dànno ritmo e scansione in coerenza con l’incalzare della pulsione sessuale,motore materiale di quella amorosa, allo sviluppo delle immagini, rispetto al teatro dell’incontro, il mare, la riva, la sabbia; e dunque la conchiglia, il guizzare dei pesci in amore come la rapidità del baleno “che batte in strette insenature./Strette e gioco fino all’estremo.”

    Gioia e gioco ripetuti due volte, come le “strette” delle insenature e degli abbracci dell’amplesso; qui testo e ipertesto si fondono felicemente, con semplicità e senza arzigogoli.

    Notevole anche quel “nella gioia di pesci nella notte”, che –a parte il bell’accostamento tra coppia di umani e coppia di pesci – suggerisce anche la simmetria notte/istinto sessuale,ma per ribaltarne l’ ipocrita visione codina, che vuole l’istinto come qualcosa di “buio” “oscuro” “pericoloso”. No, qui la “coazione”, l’abbandono all’urgenza dell’istinto non può che portare “gioia” , tenerezza, insomma: “nella gioia di pesci nella notte”, appunto. Che è proprio una immagine efficace.
    Per non dire del “terzo livello” dell’ ipertesto, quello delle valenze analiticamente ( in senso junghiano/freudiano) significative delle parole chiave, evocanti l’archetipo del grembo materno, il liquido amniotico quale “luogo” della perfetta armonia : la conchiglia, le acque del mare ove guizzano nella gioia i pesci nella notte.
    Ma non voglio menarla oltre.
    Insomma, pur rispettando l’altrui sensibilità, non credo proprio che qui vi sia violenza, insignificanza o “pornografia”; io vi leggo dignità e tenerezza.
    Insomma, la spinta a consumarsi nell’oggetto del reciproco desiderio è quella che è, ed è sempre uguale. Ma, gratta gratta, non è che tenerezza, nient’altro che amore allo stato grezzo, come un minerale disponibile in natura, su cui poi lavorare per affinarlo :
    “.Se non mi ami crederò meno
    a ciò che mi morde nella vita
    si dice in chiusura di testo. E ciò che “morde” nella vita è la spinta ad amare e a cercare amore per vivere , per sentirsi ed essere vivi. Per alcuni un diverso stile di questa ricerca è un problema?
    Autore “intemperante? Va beh, temperiamolo (anche) così,…in fondo sono due forme, due vie, per dire lo stesso struggimento:
    http://www.youtube.com/watch?v=p1SCR72rLj8

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  8. Anonimo

    Concordo con Lucy, per questo non temo la scomunica di don Fabrizio 😉
    Volevo soltanto un parere dei webmasters e devo dire che almeno quello dei lettori/redattori l’ho avuto: cerco soltanto il sano dialogo pacato e costruttivo, e’ chiedere troppo?
    A.A.

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  9. Mnemosine

    La poesia prima di essere proposta deve essere sentita e meditata. Mi chiedo se un testo come questo possa essere stato meditato, fino a che punto sentito. La provocazione fine a se stessa difficilmente può tradursi in poesia. Non entro nel merito del linguaggio o del contenuto, del resto l’erotismo in poesia ha una lunga tradizione alle spalle… Mi sembra che qui ci sia poco di spontaneo e molto di costruito, e in maniera affrettata, allo scopo di schiaffeggiare qualcuno con una violenza verbale pletorica e irritante. La rabbia di solito non porta a buoni risultati. Neanche nella scrittura poetica.

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  10. Giorgina Busca Gernetti

    La poesia erotica e talora la scurrilità, per esempio nei classici greci e latini, erano certamente diffuse. Basti il solo esempio di Catullo che nel suo “Liber” alterna poesie d’amore e d’amicizia raffinatissime (non solo i “Carmina docta”) a invettive scurrili contro gli pseudoamici, a composizioni volgarmente scherzose dedicate agli amici nei momenti in cui volevano scherzare tra di loro.
    La mia risposta #4 era rivolta alla commentatrice #3 che attribuiva a “tutti quanti tutti i giorni” le “c…”.
    Ciascuno fa le sue scelte di contenuti e di linguaggio.
    Io parlo per me e non attribuisco a tutti gli altri quello che penso io.

    Giorgina Busca Gernetti

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  11. M&C

    Se l’amore è il reciproco donarsi, è l’uscire da se stessi per andare verso l’altro con anima e corpo, in questa composizione io non vedo alcuna forma di amore. Vedo solo l’ossessione di un uomo che vuole a tutti i costi possedere, egoisticamente, l’oggetto dei suoi desideri.
    Se fossi la donna alla quale lui sta parlando, non mi sentirei affatto lusingata !!!!

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  12. Anonimo

    Anche io penso che la donna in questione risponderebbe: Facciola finita e vedi di andare a…(bip)… ;-)))

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  13. lucypestifera

    mah: sempre a difendere i diritti di presunte donne destinatarie dell’attenzione del poeta-maschio assatanato!
    franz k. non brilla per femminismo, ma quale poeta ha brillato per questo? prendiamo la “poesia” per quello che è. salvatore d’angelo vi (stra)vede degli spunti poetici interessanti. a me non riesce, ben sapendo che krauspenhaar ne è capacissimo. ogni tanto ha di questi sussulti, di questi soprassalti irritanti per i più. il problema è che forse vuole colpire e, al contrario, non ci riesce, ovvero colpisce chi si fa colpire. a me colpisce che possa colpire come “poesia”: e invece è uno sfogo, un po’ sconclusionato. l’amore, vero o immaginato, ha anche di queste uscite: poco ortodosse, poco femministe, poco di tutto. ma è amore. non è detto che se lo metto in versi, o, più o meno in versi, si trasformi in poesia: però resta amore. brutto sporco e cattivo, ma amore. e, se permettete, meno male: sai che noia un amante femminista.
    😀

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  14. krauspenhaarf

    caro grasso, non so che dire. nel senso che magari ha ragione lei, magari non ha ragione nessuno perchè stiamo parlando di qualcosa che non è propriamente un scritto. perlomeno un testo scritto dovrebbe esserlo.

    l’unica cosa che potrei criticare in certi commenti è il tono virulento. di chi forse non ha capito cosa è l’amore tra due persone. io forse l’ho capito. mi esprimo senz’altro male, ma è questa “roba” qui.

    ringrazio salvatore per – appunto – il salvataggio di cio’ che salverebbe e soprattutto lucy per le parole intelligenti, la franchezza, insomma è un assaggio del suo repertorio.

    per finire: cosa di debba per forsa meditare lo saprete voi, che conoscete certamente un bel pò di ipocrisia: su una chiavata, su un pompino, non si medita. o no?

    e mi ha divertito molto il paragone a george michael. che ammiro anche come poeta, ovviamente.

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  15. krauspenhaarf

    ps: a lucy. comunque qui non volevo affatto colpire, credimi. mi pare piuttosto banale, la poesia (anzi il testo scritto in forma lontanamente simile a un’articolazione di versi.)

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  16. krauspenhaarf

    diranno che ci siamo messi d’accordo e che ti passo via posta i giornaletti porno…

    poveretti…

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  17. elio grasso

    ma scusate, mica penserete che mi inquieti per le parolette qui usate… eh capirai… semplicemente mi sembra brutto questo testo… che poi non ho ancora capito cosa è… canzonetta, boutade, scherzetto manganelliano o arbasiniano o graffito scritto in un cesso…

    ma sinceramente mi preoccupano di più le cazzate che viviamo giornalmente in questo cristo di paese, e le le arrese a cui deve sottostare il cuore…

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  18. elio grasso

    franz, a dirti il vero io medito ancora adesso sul primo pompino veramente meraviglioso della mia vita… ma in amore ho sbagliato tutto nella mia vita… e forse anche in poesia…

    mah, vado a rileggermi fortini.

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  19. Elena

    A me, semplice lettrice, la poesia non piace. Ma non per il linguaggio (mi sconvolge di più “Il gelsomino notturno”).
    Non mi piace perché non riesce ad andare al di là di sè stessa, delle parole che sono scritte, neanche come semplice suono.

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  20. krauspenhaarf

    grasso adesso lei esagera. “graffito di cesso” è in un insulto. va bene, siamo tutti liberi di dire – e anche scrivere, pare – quello che vogliamo. ma se dobbiamo tornare alle provocazione e alle reazioni, lei forse saprà che in queste sono un maestro.

    è abbastanza avvilente quello che lei ha scritto. vada, vada a “rileggersi fortini”.

    se lei grasso ha sbagliato tutto in amore non mi stupisce, comunque.

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  21. Stella Maria

    Caro Franz,
    di te ho sempre apprezzato il tuo realismo e il dire le cose senza mezzi termini, come ti nascono dentro senza ipocrisie. Questo non vuol certo dire che mi piace tutto ciò che scrivi indistintamente, ne che userei lo stasso linguaggio ma questo è il bello di essere individui diversi e unici nel loro genere. Nel caso specifico diciamo che alcune parole io non le avrei usate e alla prima lettura mi era venuto in mente di dire: non mi piace. Ma questo è un fatto mio tutto personale, non mi piacciono le volgarità e non perchè sono bigotta o puritana o altro, credimi, basta farmi arrabbiare sul serio e il mio linguaggio perde il suo bon ton. Però ci ho pensato e ho pensato che in fondo Franz esprime la sua rabbia anche così perchè secondo me non ci sono termini migliori per farla uscire fuori veramente, senza covarla e meditare vendette. Se è poesia o meno lascio agli esperti, quel che piace a me è il sentimento vero che c’è sotto. Ho 42 anni ed è inutile nascondersi dietro un dito, l’amore è sesso, corpo, anima e sentimento. Fortunati se si trova tutto insieme ma di una cosa sono certa e condivido con il tuo grido: amiamoci e facciamola finita. Sì facciamola finita con giochetti, ipocrisie, false attese per farsi desiderare, vedere, valutare, concedersi un po’, mezze parole, frasi ambigue, … basta! Che sia semplice e lineare, istintivo, dolce sensuale o animalesco ma lasciamoci andare, diamoci all’altro, lasciamoci coinvolgere, senza nasconderci. Ama l’altro come te stesso, e può sembrare blasfemo detto qui ma è vero, se ami l’altro totalmente e realmente, così sarai amato e qualunque cosa sia questo amore, Franz, condivido: amiamoci e facciamola finita. Che dirti? In bocca al lupo e speriamo bene:-)
    SM

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  22. Mnemosine

    Non capisco perchè si debba entrare nel merito della vita affettiva, delle scelte e delle esperienze personali e fare apologia di libertà di “espressione” di fronte ad un testo scritto in questo modo. Non credo che a chi legge interessi conoscere i dettagli più o meno scabrosi della vita sessuale di chi scrive, “l’autore” dovrebbe interessare per quello che scrive, quello che fa nella sua vita è affare suo. Perchè tirare in ballo cose personali? Questo testo è brutto, sconclusionato, raffazzonato in fretta alla bell’e meglio, indugia in maniera fastidiosa e compiaciuta in una scelta lessicale discutibile perchè eccessivamente sbilanciata verso il vocabolo ad effetto. Mi sembra che ciò sia più che sufficiente, senza dover tirare in ballo l’esperienza “sentimentale” o la personalità dell’autore.

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  23. elio grasso

    ma come cazzo si permette, franz? ci risiamo con gli insulti…

    e dire che facevo un po’ di ironia… bah, non si smentisce mai lei… (senza contare che quando si parlava in fb allora era tutto un “tu” e un desiderio d’amicizia, poi certo quando uno si stanca di certe cose, allora sì… il “lei” è di rigore… facendo finta di non sapere bene chi si è…)

    senza contare che graffito di cesso non è affatto un insulto… ce ne sono di bellissimi…

    ma lasciamo perdere.

    ps – e certo mnemo… ho detto qualcosa su di me, tanto per dire… mica mi sono permesso di tirare in ballo il franz… e poi sarò libero di rileggermi fortini visto che lo sto facendo senza essere mandato a cagare in questo modo? eccheccazzo… ma che in razza di mondo siamo?

    chiudo.

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  24. elio grasso

    ah una cosa: se pensate che per dare la patente di “erotico” a un testo basti mettere in fila le paroline fatali cazzo fica tette culo… be’…

    saluti finali.

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  25. krauspenhaarf

    carissima stella, senza l’ipocrisia a certa gente non viene duro, diciamo così… un carissimo saluto.

    @mnemo ecc. non condivido. l’esperienza umana dell’autore è fondamentale sempre. dunque anche negli errori. le dirò, non rinnego questo testo. vi fa tanto rizzare il naso (è già qualcosa. non mi pare che i testi siano svincolati dai loro autori, altrimenti non esisterebbero le biografie. o la vita è una cosa e la cosidddetta arte è un’altra? certo, l’importante è il risultato – e su quello non si discute – ma parlare dell’autore in una discussione letteraria non capisco (o lo capisco fin troppo bene) perchè dovrebbe essere vietato.

    @grasso

    non è che qui si sia nati esattamente nel giorno di ieri. dunque risparmi le sue forze. non ha senso ricordarci la lezioncina delle “paroline”, lo si sa.

    do del lei a chi mi pare, grasso. adesso manca soltanto di essere insultato da qualcuno perchè uso una formula distaccata ma corretta.

    io da lei mi sento distaccato mille miglia. non ho capito dove si trovi lei e dove io, certo che ci vorrebbe un cannocchiale della NASA per vederci.

    mi permetto ancora: e si risparmi le ennesime ipocrisie sui graffiti di cesso. già i graffiti non sono una gran cosa – espressione di un degrado anche voluto che è davvero tutto rivolto contro le leggi dell’estetica -figuriamoci quello di un cesso.

    lei mi ha insultato di sponda, che per me è pure peggio.

    su facebook ci saremmo incontrati due volte. io avevo scritto un pezzo per questo bllog per il libro di daniele gennaro che lei aveva recensito a mio avviso con bravura. stop. lei poi è sparito e non si è peritato certo di avvisarmi.

    dunque? dunque le da fastidio se le do del lei? io di darle del tu proprio non me la sento.

    facciamo così: evitiamoci. con un noi.

    Rispondi
  26. Mnemosine

    Si stava parlando di questa poesia e della sua “efficacia”. Non mi sembrava che si stesse facendo la revisione critica dell’Opera Omnia (biografia compresa) di FK.
    Ritenevo inopportuno insistere su riferimenti personali che qui ci stanno come i cavoli a merenda. L’autore, ogni autore, è libero di inventare come di attingere dal suo vissuto. E magari anche di mescolare i due piani. Non si parlava di questo.

    Rispondi
  27. krauspenhaarf

    ascolti, se vuole: lasci perdere l’ironia da pochi copechi. è la smetta di fare il furbo.

    se deve dire qualcosa lo dica in maniera chiara. se ha bisogno di spiegare a me – l’autore – cosa ha voluto dire, per me cio’ significa che la sua “scrittura ha le idee poco chiare.” perchè si richiede bravura anche ai commentatori, non solo ai cosiddetti (qui tra voi si è tutti cosiddetti) autori. è chiaro?

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  28. krauspenhaarf

    ps: qui di inventato, mi si creda o no, non c’è nulla. è tutto provato, sentito, fino all’ultima goccia di sudore. altro che “testo scritto per colpire”.

    Rispondi
  29. Mnemosine

    Mi ripeto: l’esperienza personale non è qui oggetto di discussione. Può essere o no un testo autobiografico, non è quello l’aspetto su cui si stava parlando, ma la capacità di restituire verità al “vissuto” (va bene così?) e le modalità utilizzate dall’autore. A parte qualcuno che può – e a buon diritto – fregiarsi del titolo di “addetto ai lavori”, qui siamo lettori, fruitori della poesia. E, in quanto tali, possiamo anche esprimere pareri personali e giudizi soggettivi. L’autore non dovrebbe aversene a male. Fa parte delle regole del gioco, l’esposizione comporta anche il rischio della critica. Absit iniuria verbis.

    Rispondi
  30. Ginevra

    Mio caro autore,
    rubando le parole a qualcun altro vorrei suggerire: non ti curar …
    Continui a scrivere che è un piacere leggerla e navigare in questo blog e se disturba io suggerisco di cambiare: la libertà di pensiero è libertà, da qualunque angolo si guardi, come liberi si è di voltar pagina e commentare, quanto a bravura be’ … sarebbe un bene per tutti, un arricchirsi reciproco invece che polemiche sterili.
    Ma se uno scrittore non attinge da se stesso e da ciò che a lui è esterno provoca in sè, mi chiedo a cosa debba attingere. Ah! dimentico che oltre le scuole di scrittura ci sono quelle di poesia:-))
    A rileggerla volentieri.
    Ginevra

    Rispondi
  31. krauspenhaarf

    c’è un equivoco, mnemosine (se siete dei lettori e degli amanti della poesia perch firmarsi con dei nick? chissà), io non contestavo le critiche, non esiste come sa nulla che non possa essere criticato negativamente per qualcosa, ma per il tono, i toni, tutto esagerato, grottesco. un pubblico di “amanti della poesia” coi volti di maschere di Ensor.

    e tutto per il racconto di un rapporto d’amore. questo non torna. di quel che pensate della poesia sta bene così, è il vostro giudizio.

    ma è l’urlo della folla coperta da maschere – come quella sua – che fa un pò rabbrividire.

    @ginevra.

    grazie. un caro saluto.

    Rispondi
  32. Mnemosine

    Nessuna folla coperta di maschere, non mi pare che ci siano toni grotteschi ma critiche piuttosto puntuali e precise, ovviamente soggettive e personali. E come tali opinabili, ma pur sempre legittime. In altre cose ti ho letto e mi sei piaciuto, in questa no. E per i motivi che ho spiegato.
    Raffaella

    Rispondi
  33. Carlo

    Amami e facciamola finita con le attese, senza più senso.
    Amami. Io ti amo da tempo, lungo il brivido che va oltre ogni senso in sé compiuto.
    Se non mi ami crederò meno a ciò che mi morde nella vita.

    A me piace abbastanza, soprattutto in questi tre versi finali.
    Ho rivolto un pensiero molto simile a una meravigliosa donna non molto tempo fa.
    Non sono stato compreso. Ma ciò non toglie.

    Rispondi
  34. krauspenhaarf

    ah raffaella. e poi?

    chi ha parlato di critiche non illegittime? guarda, vada a rileggersi fortini, è un consiglio. e metta il plaid sulle gambe del dott.grasso.

    io ho parlato di toni, non se la poesia non fosse stata criticata con puntualità. ripeto: una critica feroce a me personalmente fa sempre da tonico, soprattutto la sera. ma questi, mi consenta (:-), sono guaiti.

    “il tono è tutto”, diceva cioran.

    Rispondi
  35. Anonimo

    Mi sembra di capire che in questi giorni si compiva il ritorno di FK nel blog dopo un infarto…Dal punto di vista del marketing, l’autore non poteva scegliere un pezzo piu’ adeguato per far salire gli ascolti del blog e in particolare del suo post. Non trovo traccia di poesia nelle sue parole, anche se attirano le donne – alcune almeno, mi sembra: Stella gli fa eco Amiamoci e facciamola finita! – Per il resto l’infarto dopo il post e’ toccato ad altri 😉
    A.A.

    Rispondi
  36. elio grasso

    insultato di sponda? ho scritto subito che quello scritto è una cazzata. devo chiedere il permesso al Grande Autore per dirlo?

    se c’è una uno che insulta sempre chiunque è lei.

    se ha bisogno del mio indirizzo per vedermi senza il cannocchiale o per schiaffeggiarmi ecco qui, abito a genova in via giuffrida al 27, V piano.

    -elio grasso

    Rispondi
  37. Irene Ester Leo

    Io sto sorridendo…sono forse l’unica??
    🙂

    Non entro nel merito delle discussioni ad personam…ovviamente.

    Franz ha scritto cose migliori (penso questo…), ma che non hanno avuto la stessa attenzione, forse perchè il mondo funziona al rovescio? uhmm che dite? 😉
    un abbraccio Franz!
    Un saluto a voi tutti…

    Rispondi
  38. Chiara

    però, leggendo i commenti, non capisco perchè ci siano livore, aggressività, suscettibilità, indignazione nel dire e anche nel non dire. Da parte sia dei lettori che del poeta. Cui prodest?

    Rispondi
  39. krauspenhaarf

    grasso per carità. al massimo le mando una cartolina dal “Domm”…

    in quanto all’ultimo anonimo a lui ci sarebbe da rispondere con un paio di sberle, ma non ho tempo e soprattutto lui si nasconde…

    @fabrizio centofanti.

    faccio publicamente un appello al nostro fabrizio che gli ho fatto in privato. sarebbe ora a mio avviso di fare il salto di qualità ed escludere gli anonimi da ogni discussione. gli anonimi (o i nick) sovraintendono una molto malintesa democrazia.

    la democrazia della comunicazione diventa un corpo sbilanciato: api (notoriamente non iscritte all’anagrafe) punzecchiano o anche lodano persone che qui – nel bene e nel male, scrivendo schifezze o meno – comunque si mettono in gioco.l’anonimato direi che permette, in tutti i sensi, una comunicazione falsata, ingiusta, antidemocratica.

    ciò non vuol dire che bisogna esercitare un controllo: piuttosto, che ognuno si prenda le proprie responsabilità di cio’ che dice in pubblico. responsabilità di ordine morali. siamo all’abc – e lo sapete bene.

    propongo a fabrizio misure draconiane. lui è l’unico che può fare e disfare. in lui ho fiducia.

    Rispondi
    1. fabrizio centofanti

      caro Franz, la questione sta così, probabilmente:
      la registrazione non risolve il problema degli anonimi e dei trolls,
      perché sono gli unici disposti a perdere tempo costruendo falsi account, pur di dare fastidio, mentre
      scoraggia gli onesti commentatori.
      conviene che ogni autore moderi chi commenta i suoi post.
      è una soluzione provvisoria, suscettibile di cambiamenti, nel caso se ne trovassero di migliori.

  40. Salvatore D'Angelo

    @lucypestifera
    Ho già detto (e motivato)perchè questa poesia non è eccelsa. Non sono io a (stra)vedere spunti poetici interessanti nel testo, è il testo che li produce, io li registro, e cerco di farlo con un metodo di analisi. Qui c’è poesia, dignità, tenerezza, ma non in grado eccelso, secondo me. Concordo, KF è capace (come tutti, del resto) di cose migliori, più riuscite. Ma da qui a scatenare il solito teatrino ( non è il suo caso, beninteso) dell’ipocrisia e delle idiosincrasie, delle maldicenze, come se si fosse in una chat di quart’ordine e non in un blog letterario, beh è un po’ deprimente…Possibile, mi dico (ma non è il suo caso, beninteso) che è così difficile imparare a comunicare,a confrontarsi, a proporre anche punti di vista radicalmente contrapposti senza parlarsi addosso, senza insultarsi? Mah…

    @ a tutti gli “spregiatori de lo volgare” o a quelli che storcono il naso per parole come “cazzo, fica”- tra l’altro molto più espressive di “pene, vagina”, almeno in un contesto poetico/amoroso-, proviamo un po’ a sdrammatizzare con questo candido, sublime, meravigliosamente poetico intervento di Benigni :

    http://www.youtube.com/watch?v=PvjHOzqMbs0

    Rispondi
  41. krauspenhaarf

    @fabrizio. non sono convinto che la registrazione non sia efficace. e comunque se nessuno la prova, perlomeno sui blog letterari…

    forse a molti semplicemente fa comodo.

    grazie comunque.

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