Voci della poesia romena contemporanea: Robert ?ERBAN

Per presentarmi un po’

vengo da un paese
in cui le croci
non fanno
mai
le ragnatele
agli
angoli 

desiderio

voglio scrivere
come se nascessi
pieno di sangue di pezzi di pelle e resti di carne
come il grido forte
prolungato
di un barbaro che ha rinnegato i suoi
in una foresta di statue romane
che lo guardano con disgusto e disprezzo

voglio scrivere
con un rotolo di parole
versi che escano dalle pagine
e si aggrappino alle pareti alle finestre alle porte
come fili d’un ragno che acchiappa l’insetto gigante
che si sta preparando a divorarlo
e
impazzito dalla paura
tesse senza posa incessantemente
finché si fonde
nei fili che si tendono – una camicia della morte
troppo grande
e
troppo sottile

Vita in una città

la vita in una città
dove nessuno ti conosce
non ha un cuore
gli unici battiti che senti
sono quelli delle campane che annunciano
le ore esatte
nessuno ti conosce qui
e quelli che ti sorridono
sono soltanto allegri o stupidi
o neanche sorridono a te
ogni volta che attraversi la città
il tuo cervello si ammorbidisce un po’
e dimentica
così come l’asfalto fuso su cui cammini
non ricorda
nessun’orma tua
per quanto fosse forte
o sicura

Luogo

conosco il luogo
dove il vento
gonfia
i polmoni dei morti
e poi
li alza
al cielo

Litania

Dio buono,
che fortuna che sei lassù
tutto il tempo
perché mi possa aggrappare
a Te
di tanto in tanto

giocattolino da un soldo

spesso mi rallegro di cose così insignificanti
che sospetto me stesso
di non sapere bene cosa voglio dalla vita
sono alla sua metà e
mi piace credere che
ciò che vedo lontano lontano lontano lontano
piccola
come un giocattolino da un soldo
è la mia propria morte

In alto il cuore

sono salito sul tetto della casa
in cui mio padre
il nonno
il bisnonno
sono nati
e
hanno vissuto la loro vita
l’ho cavalcata
come si cavalca un cavallo
se si ha mai questa fortuna
e mi sono aggrappato con entrambe le mani
alla chioma del tetto
ho sentito il cuore in alto
come mai prima
e dovetti chiudere gli occhi
perché non schizzasse da lì
e cominciasse a volare

Da Morte ultrafine (Moartea parafin?, 2010)

Versi di Robert ?erban
Traduzione italiana di Afrodita Carmen Cionchin

Robert ?erban
Nota biobibliografica

Robert ?erban, nato nel 1970 a Turnu Severin (Romania), è poeta, scrittore e giornalista, membro dell’Unione degli Scrittori di Romania. Nome affermato della poesia romena contemporanea, è vincitore di importanti premi letterari. Ha pubblicato le raccolte poetiche: Fire?te c? exagerez (Certo che esagero, 1994), Odyssex (1996), Cinema la mine-acas? (Cinema a casa mia, 2006), Moartea parafin? (Morte ultrafine, 2010). È coautore dei volumi di poesia: Pe urmele marelui fluviu / Auf den Spuren des grossen Stroms (Sulle tracce del grande fiume, insieme a Nora Iuga, Ioan Es. Pop, Werner Lutz e Kurt Aebli, poesia e prosa, 2002), Timi?oara în trei prieteni (Timi?oara in tre amici, insieme a Dan Mircea Cipariu e Mihai Zgondoiu, 2003), O c?ru?? înc?rcat? cu nimic/ Ein karren beladen mit nichts (Un carro carico di nulla, insieme a Ioan Es. Pop e Peter Sragher, 2008). Nel 2009 ha pubblicato in Germania il libro di poesia Heimkino, bei mir (Pop Verlag) e nel 2010, in Serbia, il volume bilingue ??????? ? ????? ????/ Cinema la mine-acas? (Meridijani).

9 pensieri su “Voci della poesia romena contemporanea: Robert ?ERBAN

  1. Antonio Fiori

    Si scrive tanta poesia perché tanto è il dolore nel mondo: con queste parole Franco Loi spiegava l’entità del fenomeno. Non solo dunque alfabetizzazione e spirito di emulazione hanno fatto crescere il numero dei poeti ma sopratutto, per la poesia di qualità, la crescita del dolore. Grazie all’encomiabile lavoro di Afrodita Cionchin possiamo conoscere ora anche poeti di lingua romena come Serban, un quarantenne che si palesa epigrammatico, intenso, aggrappato ad una forte religiosità, che sopporta e descrive dolori e paure e che riesce, alla fine, ad esorcizzare la propria morte in un giocattolino.

    Grazie a Giovanni e ad Afrodita

    Antonio

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  2. rmorresi

    ma che belle queste poesie, quel cervello morbido, quel vento che gonfia i morti come vele, che ci porta via

    esiste già una edizione italiana? deve uscire?

    un caro saluto e grazie,
    renata

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  3. Giorgio

    Davvero una bella voce, Giovanni, e una bella umanità, grazie. Anche a me piacerebbe sapere se queste poesie sono pubblicate in volume.

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  4. Giovanni Nuscis

    Grazie, Antonio, Renata e Giorgio per i vostri interventi.
    Non vi è ancora, purtroppo, una traduzione integrale di questa e di altre raccolte di Serban.
    Il lavoro di Afrodita Ciochin, studiosa e traduttrice che qui ringrazio per aver accolto il mio invito a proporci poeti romeni di valore, va proprio nella direzione di creare un ponte tra due culture, favorendo la conoscenza di autori romeni, in Italia, e di autori italiani in Romania, attraverso il suo sito bilingue.
    Un caro saluto a tutti.
    Giovanni

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  5. redmaltese

    veramente belli questi testi. “cresce il dolore” caro amico Antonio, e aumentano i poeti sensibili.
    grazie per questo contributo.
    un saluto a tutti, in particolare a Giovanni e Antonio.
    red

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  6. Ndue HILA

    Una poesia originale,chiara, con un spazio che ti lasca volare senza sforzo nella terra, nella storia e nel mondo dei sentimenti. La grandezza della poesia di Serban consiste nel corraggio di una semplicità misteriosa e invisibile fuori le manierisme moderne di fare “poesie”
    pur, passando la “foresta” poetika del tempo diventa magicamente moderna che ti riempe il petto.

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