52. Il confine

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=Ypf4kGQ1IGQ&feature=related]

da qui

Hai presente quando succede qualcosa che di dà l’impressione di riguardarti da vicino?
E’ una curva come tante altre: sullo sfondo, palazzi bianchi e beige, a sinistra un’ombra indefinibile – un pallone aerostatico? La faccia inquietante del maligno?
Erano circa le dodici e trenta di venerdì ventidue novembre millenovecentosessantatré.
La gente era assiepata lungo i marciapiedi, tutti in attesa di qualcosa – la vita non è aspettarsi qualcosa dalla vita?
Avevamo cominciato a intenderci, per amore o per forza, i nostri interessi convergevano, il popolo nero poteva contare su un sostegno decisivo.
Spunta la prima moto, leggermente inclinata: è bello vedere i segnali di un arrivo, il ramoscello d’ulivo alla fine del diluvio, Giovanni il battezzatore con la tunica di peli di cammello, la prima lama di luce che si affaccia all’orizzonte con la timidezza di un bambino, che ha chiesto di dormire col papà e la mamma per timore del buio.
Fino allora, il movimento era cresciuto, ma come sospeso sopra il nulla: equilibristi in bilico sul filo teso dell’indifferenza o dell’odio della gente.
Altre due moto si allargano a destra, cavalieri che vorticano intorno al paladino, una danza che alterna il paso doble, il giro e il mezzo giro, il ronde de jambe, la piroetta e l’arabesque.
Occorreva una leva e la nostra forza sarebbe finalmente esplosa, nessuno avrebbe potuto più fermarci.
Una delle moto gira a destra, prendendo una strada laterale; ora ne rimangono due, tirano dritte ai lati opposti del vialone.
Che importavano le critiche? Che senso aveva soffermarsi sul processo alle intenzioni? Lo faceva per motivi di carriera? Erano solo i nostri voti a interessarlo? E allora? Non contava più la libertà, che appariva all’orizzonte come la sposa dei tuoi sogni?
Ecco, finalmente le macchine, vicine, come due sorelle, due gameti, una cellula che si trasforma in due cellule diploidi, nella mitosi incessante della vita.
Poi aveva i numeri: privo di retorica, infiammava gli animi con discorsi sobri che andavano dritti alla questione.
Con un colpo d’occhio puoi cogliere lo scintillio delle ammiraglie, le moto che le affiancano, l’erba rasa del prato, un bambino che corre per vedere meglio.
Cosa importavano il come e il perché, i soldi del padre, le lotte a coltello, i compromessi con le fazioni opposte?
Una coppia matura passeggia allacciata, come se intorno non ci fosse nulla; il cuore ha il potere di cancellare tutto, quando può stringere il suo sogno.
La politica non richiede di barcamenarsi, di scegliere, in certe circostanze, il male minore?
Ma ora, perché si piega? Non si sente bene?
Non è sempre così chiaro il confine tra il bene e il male, la vita e la morte.
Istanti eterni, in cui non si capisce che cosa sia successo; sguardi in cui si legge la domanda di fronte al destino, a qualcosa che ci supera e non potremo mai dirigere – cos’hai amore? Qualcosa non va? – Mamma, quanto manca? Comincio a essere stanco.
Qual è il confine fra la realtà e l’assurdo, tra la ragione e la follia?
Sono qui, amore, non ti preoccupare – mamma, mamma, mi sento morire!
Qual è il limite, oltre il quale la vita diventa intollerabile?
Una nuvola di fumo, il cervello che salta ed è finita.
Qual è il margine oltre il quale l’umano rischia di arrendersi alla faccia inquietante del maligno?
Sì, tutto questo mi riguarda da vicino – amore, coraggio! non pensare a niente.

19 pensieri su “52. Il confine

  1. Augusto

    Qui ritrovo il “guerriero” Fabrizio, che va sempre al massimo , che prende di petto la vita , che è molteplice , come la vita, appunto. Ora “equilibrista in bilico su un filo teso sull’odio e l’indifferenza” , ora uomo innamorato dal cuore sgranato , ora sospiro e pensiero vivo gettato nell’ombra infida di un confine sempre incerto ( bene e male, realtà e assurdo, la vita e la morte) , sempre al limite, al margine , oltre il quale c’è ,forse, la vita vera. Del resto “la vita non è aspettarsi qualcosa dalla vita?”
    Un fortissimo abbraccio.

    Augusto

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  2. ema

    “amore, coraggio! non pensare a niente.”

    Non Sto Pensando a Niente

    Non sto pensando a niente,
    e questa cosa centrale,
    che a sua volta non è niente,
    mi è gradita come l’aria notturna,
    fresca in confronto all’estate calda del giorno.

    Che bello, non sto pensando a niente!

    Non pensare a niente
    è avere l’anima propria e intera.
    Non pensare a niente
    è vivere intimamente
    il flusso e riflusso della vita…
    Non sto pensando a niente.
    E’ come se mi fossi appoggiato male.
    Un dolore nella schiena o sul fianco,
    un sapore amaro nella bocca della mia anima:
    perché, in fin dei conti,
    non sto pensando a niente,
    ma proprio a niente,
    a niente…

    F.Pessoa

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  3. ema

    “La politica non richiede di barcamenarsi, di scegliere, in certe circostanze, il male minore?”

    ” Il male è un bene minore”
    Spinoza

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  4. M&C

    -Non è sempre così chiaro il confine tra il bene e il male…

    “Ero intero e tutte le cose erano per me naturali e confuse, stupide come l’aria; credevo di veder tutto e non era che la scorza. Se mai tu diventerai metà di te stesso, e te l’auguro, ragazzo, capirai cose al di là della comune intelligenza dei cervelli interi. Avrai perso metà di te e del mondo, ma la metà rimasta sarà mille volte più profonda e preziosa.
    (…) questo è il bene dell’essere dimezzato: il capire d’ogni persona e cosa al mondo la pena che ognuno e ognuna ha per la propria incompletezza. Io ero intero e non capivo, e mi muovevo sordo e incomunicabile tra i dolori e le ferite seminati dovunque.”
    (I.Calvino)

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  5. ema

    “Signore di questa casa!
    Serba la tua cantina abbondanza di vino dorato!
    Io qui posseggo soltanto un liuto!
    Suonare il liuto e vuotare i bicchieri,
    Sono cose che bene s’accordano.
    Un calice pieno di vino nel giusto momento
    Val più di tutti i regni di questa terra!
    Buia è la vita, oscura la morte.”

    Tradotto da: Das Lied von der Erde

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  6. ema

    “La gente era assiepata lungo i marciapiedi, tutti in attesa di qualcosa ”

    “La vita di ognuno è un’attesa. Il presente non basta a nessuno:

    l’occhio e il cuore sono sempre avanti, oltre la breve gioia, oltre i

    limiti del nostro possesso, oltre le mete raggiunte con aspra fatica.

    In un primo momento della nostra esperienza pare che ci manchi

    qualcosa; più tardi ci si accorge che ci manca “qualcuno”, e lo

    attendiamo…”

    (Don Primo Mazzolari)

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  7. ema

    “Qual è il limite, oltre il quale la vita diventa intollerabile?”

    Non val la pena vivere se non si ha un motivo per cui morire.
    (M. L. King)

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  8. pamela

    I nostri interessi convergevano, il popolo nero poteva contare su un sostegno decisivo.

    ”Un uomo, una meta, una missione,
    Un cuore, un’anima una sola soluzione,
    Un lampo di luce, sì, un Dio, una visione
    Una carne, stesse ossa
    Una vera religione
    Una voce, una speranza
    Una vera decisione
    Niente di sbagliato, niente di giusto
    Ti dirò che non c’è nero e non c’è bianco,
    Niente sangue, niente vergogna
    Tutto ciò di cui abbiamo bisogno è una visione totale
    Una carne, stesse ossa
    Una vera religione
    Una razza, una speranza
    Una vera decisione”

    http://youtu.be/wihX1KCS-d4

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  9. Marco Sic.

    “La gente era assiepata lungo i marciapiedi, tutti in attesa di qualcosa ”
    “Occorreva una leva e la nostra forza sarebbe finalmente esplosa”
    “Che importavano le critiche?”

    Tutti sono sempre “assiepati” da qualche parte: in ufficio, sul tram, in auto, al cinema, in chiesa, in strada, al bar. Tutti attendono sempre “qualcosa”. Qualcuno sa quel “qualcosa” cosa potrebbe essere, a cosa potrebbe somigliare; altri, più semplicemente, stanno nel coro e cantano la canzone che verrà e vogliono a tutti i costi far parte della partita. E’ così anche nelle guerre, figurarsi nella pace. Poi quel “qualcosa” accade. E sono in pochi a capire realmente le dinamiche ed i fatti, le ragioni sottostanti. Probabilmente è giusto che sia così. Quando quel “qualcosa” accade, però, è importante che quei pochi che sono il sale della vita prendano posizione, non perdano i frutti seminati anche con il sangue, non perdano per strada la buona novella.

    La leva va gestita, per farla diventare grimaldello di Amore potente, perchè serva alle persone per crescere interiormente. La leva è uno strumento micidiale: chi lo gestisce ha enormi responsabilità e deve assumersi gli oneri da essa derivanti.

    Le critiche non importano se sono ingiuste, le critche spesso tendono non a dare un punto di vista diverso per arricchire, ma semplicemente a demolire, ad annicchilire l’uomo, la persona che ha osato. Il disegno Divino ci deve spingere ad osare, verso noi stessi, verso gli altri. Tanto più esso è grande, tanto maggiore dev’essere la nostra forza nel difenderlo e nel respingere le critiche con l’Amore che deriva dalla verità.

    Grazie Fabrizio.

    Marco

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  10. Raf

    “Il cuore ha il potere di cancellare tutto, quando può stringere il suo sogno”.Perchè nulla è più importante in quel momento: di un sogno che stà per diventare una realtà.

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  11. Agnese

    non mi ricordo chi aveva detto:
    “la vita è in colore della tua immaginazione”.
    Penso che limite tra l’assurdo e realta lo creamo
    noi stessi con la nostra immaginazione o con le nostre paure.

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  12. Fides

    Sono qui, amore, non ti preoccupare

    C’è un amore che va oltre la morte, è presenza, e l’esserci nonostante il passo d’addio, il restare nonostante tutto; la faccia inquietante dell’assurdo non ha potere di fronte ad un abbraccio che sfida a testa alta il destino.

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  13. Roby (s.d a.)

    Una città di fango, pioggia di acqua e rabbia, tragedia annunciata? si potevano limitare i danni? e il maltempo continua, e le polemiche incalzano… di chi è la colpa? E’ la natura che si riprende quanto le è stato rubato dall’uomo del cemento? Le istituzioni hanno concesso permessi laddove non si poteva?
    Qual è il confine fra la realtà e l’assurdo? 6 vittime, finora, sono il prezzo pagato!

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