Saverio Bafaro

Dieci testi da Eros corale

***

Avvenne la potenza
superlativa paura d’estasi
che spinse oltremodo
il prepuzio dell’Essere
insorto, dilatato nelle pareti
a varcare la soglia
conoscendo ogni voglia
disegno, volontà, foga

***

Eros corale

Non attimi più gloriosi
non misteri più semplici
hanno fuso
intere moltitudini
nella meta
pienamente raggiunta

***

Egli è l’erómenos

Egli è l’erómenos
oggetto d’ amore
geometria proiettiva
nonsenso che tutto appiana
Lui è l’erastés, distratto
sublime premio nascosto
motore mobile e disperato
punto di fuga che disperde luce
Fluisca
fine insegnamento
Gorgogli
vino estatico

***

Baccanale

Se il dio potesse vivere
la smania indicibile
affogando con acini
ingurgitando un pane bestiale
se il dio fosse la danza dei corpi

***

Lode alla Festa

Per caso ci radunammo e
per caso scoprimmo
che nel nome della Festa
il dolore scompare!
Oltre il pensiero dell’umano
viviamo
nella pienezza delle pratiche,
in un regno di ardite creature

***

Questo abbraccio mortale
così odoroso di carni
che fra il declino e l’ascesa
è sospeso
è atroce attesa
è umano fuoco di pira

***

Solo appena
si increspa
il tuo fiato
evolvendo nell’onda
del piacevole affanno

***

Nel suo odore
gli allegri segreti della carne
i tormenti estremi
i sacrifici di luce
l’atroce e insvelata morale
delle fiabe

***

Aperture

Il Corpo che abbatte ogni barriera
tra il dentro e il fuori
– occhio intermedio dalle molteplici direzioni –
esortato
dai respiri e boccheggi,
dalle ardite manovre,
dalle smodate aperture

***

Svelato il mistero
il tuo corpo
trova pace
nel respiro delle bestie

13 pensieri su “Saverio Bafaro

  1. Giuseppe Grifeo

    Sempre lui, sempre Saverio con i suoi ritratti fulminanti di ciò che muove l’uomo, carne, sangue, anima trasfigurata nella sua essenza terrena aspettando una spiritualità che invece rimane fortemente ancorata alla materia, agli odori, ai sapori, al respiro delle bestie… è il mistero dell’essere umani cantato magnificamente e con estrema nettezza

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  2. Pasquale Giannino

    Quando ho suggerito a Saverio di contattare Fabrizio e segnalargli questo suo lavoro, lui si è mostrato alquanto scettico. La poesia e lo spirito? Sei sicuro? mi fa… Fidati, gli ho detto. Ma forse sarebbe meglio mandargli qualcosa di più spirituale? Ti dico fidati, vai tranquillo. Rileggendo queste poesie scelte un pensiero fra tanti si è impresso nei miei neuroni: cantare l’Eros, il suo canto dell’Eros è quanto di più affine si possa immaginare al canto dello Spirito. Quale trasporto dei sensi e del corpo sublimato nella dimensione del canto suggerisce immagini altrettanto forti ed evocative sulla via dello Spirito? Nella tradizione cristiana – la nostra – lo Spirito non è qualcosa di avulso dal corpo ma si sostanzia nel corpo. Il corpo non è un mero involucro come in talune tradizioni orientali. E Saverio Bafaro è anzitutto poeta del corpo. “Se il dio fosse la danza dei corpi” canta il nostro. Ma forse il Dio non è la danza dei corpi? “Questo abbraccio mortale / così odoroso di carni / che fra il declino e l’ascesa / è sospeso / è atroce attesa / è umano fuoco di pira.” Questa lirica non racchiude forse l’essenza del messaggio cristiano, quello più autentico non travisato dagli uomini e dalle umane ambizioni? Infine: “Svelato il mistero / il tuo corpo / trova pace / nel respiro delle bestie”. Forse non siamo noi bestie di una specie fra tante, cui è concesso il privilegio di penetrare i recessi più oscuri e inaccessibili, nell’eterno dibattersi fra spirito e materia, fra sacro e profano, fra salvezza e perdizione? Qualcuno forse mi accuserà di eresia ma mi assumo le mie responsabilità e sono pronto a finire sul rogo.

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  3. Saverio Bafaro

    Dirò di più, quando ho scelto queste poesie mi sono reso conto che lo spirito albergava in tutte loro, la pervasività dello spirito è impressionante, risiede in tutto… La più grande sfida del Terzo Millennio, inclusa la Poesia, è quella di superare il dualismo mente-corpo che offusca quello che è la più autentica considerazione su noi stessi: siamo un meraviglioso unicum! Grazie per i primi commenti! Ne aspetto di altrettanti fecondi…

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  4. paolo

    un viaggio nell’io che rivela la luce del suo esistere..quando l’anima incontra la fisicità del suo essere non solo pensiero……. grazie Saverio…

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  5. Pasquale Giannino

    Bene, il clero e la nobiltà mi hanno assolto…

    A Saverio l’invito ad andare avanti nel suo cammino di ricerca, nella libertà e nell’umiltà che un vero artista dovrebbe avere.

    Un abbraccio a Fabrizio e un caro saluto a Giuseppe.

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  6. Maria Grandinetti

    non posso che lasciare un commento positivo alle poesie del mio amico Saverio,leggendole si ha la sensazione di toccare con mano alcune parole, sembra davvero che il testo entri nella tua mente e si materializzi dando cosi una visione realistica e dannatamente autentica delle situazioni descritte.Bravo Savy sono bellissime le tue poesie

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  7. Saverio Bafaro

    Grazie Maria e grazie Niccolò, se sono riuscito a comunicare significa che si sta giungendo ad un bellissimo punto d’accordo tra scrittore e lettore, un dialogo misterioso e complice…Dal cuore

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  8. piero crida

    “ …cry for the soul that will not face
    the body has an equal place… “ (Dory Previn )

    All’Arte e ai suoi artefici spetta il dovere di mostrare la via.
    Verso la sola alchimia: riconoscere i frammenti dell’umano e ricomporli all’unità. Mostrare il momento ineffabile, il Misterium Magnum, ove carne e spirito, unendosi e trascendendosi mostrano il completamento dell’Opera. Ad ogni artefice la propria voce, la propria forma, il proprio colore. Così è per Saverio: oltre le sirene seducenti dell’impermanenza, oltre le trappole di cui ogni giornata umana è costellata, giungere a sfiorare l’ineffabile.
    E’ il suo compito. Il suo dovere. Il suo destino. Che, con versi e parole, deve e dovrà assolvere. Caro Saverio: che questa tua via ti sia generosa, fertile, amica, domani come oggi.
    Questo è l’augurio, dal cuore.

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  9. Salvatore Duro

    E’ sempre una conferma, mi ero già espresso su Saverio in altro ambito.
    Sono poco presente sul web, ma appena vi torno ritrovo la chiara manifestazione di come le sue parole possano essere concrete, tangibili. Colpiscono dentro e fanno vibrare il fisico.
    Ricordano momenti, richiami ancestrali, immanenti, che trovano il proprio principio e il proprio fine nella mente, nell’anima e nel corpo.
    Sì, quello di Saverio è un dialogo potente fra scrittore e lettore, una sorta di anastomosi che non coinvolge solo il cuore e che, come il Principe (qualche commento più sopra) ha descritto e ben conosce, rende tangibile il mistero del vivere come uomini.
    Saverio, hai tutta la mia ammirazione.
    A presto

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  10. Saverio Bafaro

    Grazie Piero e grazie Salvatore,
    mi complimento per le vostre riflessioni che aggiungono contenuto ai miei testi…
    Un grazie sentito anche a Fabrizio che ha creduto e crede nelle potenzialità dei miei scritti, e mi ha messo a disposizione questa piattaforma per dialogare apertamente di Poesia…
    Aspetto altre considerazioni critiche…

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