48. La presa del destino

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=7VRw9N9OlPo]

da qui

Ha la testa che gli gira: ripensa all’azione, alla corsa folle della sera prima. Avrebbe mai pensato di arrivare a questo punto? Sulla tastiera, le dita scorrono da sole. Un eroe? O un fottuto vigliacco, che cerca uno spiraglio nella bambagia in cui si è avvolto fino all’altro ieri? Ha sentito i muscoli intorpiditi sciogliersi e scattare, ha riconquistato in pochi istanti il senso del corpo, abituato a chinarsi sul computer con l’unico fremito di arrivare al fondo della pagina. Ora, lo strappo: bastava che qualcuno reagisse, un poliziotto che estraesse la pistola e sparasse su di loro. Qual è il confine tra la morte e la vita, l’avventura e la follia? Eppure è contento: le mani si muovono per pigiare lettere su lettere, il mondo è la fila di righe accavallate le une sulle altre, gravide dell’emozione che esplode all’improvviso, la gente che si agita, i commessi che sgranano gli occhi, Marius che lancia registri come fossero coriandoli; una festa di nozze: Ester! A chi penserà nel momento in cui il suo nome prende forma sullo schermo e Arturo non può fare a meno di essere sorpreso da un sussulto, Ester! dove sei, perché non mi è possibile raggiungerti, cos’è una vita in cui la meta ti sfugge, in cui allunghi la mano e l’oggetto del desiderio si allontana? Che sia questo che ti spinge a scrivere, un sogno che non diventa mai realtà ma è capace di cambiarla per il fatto stesso di apparire, perché non torni, Arturo, perché non bussi ancora alla sua porta? E se ritrovassi l’uomo dal soprabito scuro e la sciarpa chiusa nell’interno, se un ostacolo ti separasse ancora e sempre dall’amore, dal bene, se avesse ragione, Marius, a urlare e lanciare registri per agguantare quello che la vita ha deciso di non dargli, se il senso delle cose fosse strappare al destino un brandello di allegria, un frammento insperato di felicità, se il segreto fosse nelle mani degli uomini d’azione, di coloro a cui mai è saltato in mente di scrivere una riga e ignorano le parole che corrono verso la fine della frase come rapinatori che scommettono sul tempo e sullo spazio, confidando che nessuno metta mano all’impugnatura della Smith & Wesson, chiedendo soccorso alla fortuna, dichiarandosi discepoli del caso che  sgrana il suo rosario di gesti e movimenti come il giocatore alza pile interminabili di fiches, perché la vita è un gioco e l’importante è stare sempre dalla parte di chi vince, di chi riesce a strappare dalla presa ferma del destino la borsa con l’incasso giornaliero.

27 pensieri su “48. La presa del destino

  1. marcosic

    Azione, azione. Forse ne sentiamo tutti bisogno: chi durante la giornata, chi a intervalli più lunghi, chi ogni 20 anni nella sua vita, per una crisi, per un cambiamento improvviso. Ed è quell’azione che risveglia le nostre capacità forse sopite o ammaestrate dalle tortuosità della vita. Ecco, l’azione potrebbe portarci ad una vetta che non conosciamo, anzi rimetterci in vetta. Il risultato è che ciò che sappiamo fare scivola via meglio, è più ricco ha un messaggio più netto. Però credo che arrivati a quella vetta, ancora qualcosa possa separarci da ciò che si trova più su. E’ normale, è un processo che non termina mai. Forse, se terminasse, ci fermeremmo, esauriremmo la corsa e magari diventeremmo tristi. E’ normale che la meta sfugga: la sua corsa al rialzo, di solito, ci accompagna nella vita. Ecco, se la meta sfugge noi raddoppiamo gli sforzi, aumentiamo la corsa, sviluppiamo l’intuito: è questo il processo che ci migliora, ci rende più belli, più gradevoli. Si, “strappare un brandello di allegria al destino” è ciò che siamo chiamati a fare spesso, non possiamo esimerci. A volte vedo tutti noi come “muratori del mondo”: spostiamo mattoni, li posizioniamo, mettiamo la malta, riposizioniamo. Gli altri possono ammirare ciò che facciamo e se sappiamo condividere, li faremo gioire.
    Ecco Arturo, ciò che ti è capitato è una fortuna (fa attenzione, però, alle rapine, che potresti cacciarti in un pasticcio :-)) ): hai ritrovato una parte di te che cercavi da tempo, che pensavi persa, senza la quale eri bloccato. I tuoi pensieri, le tue emozioni corrono, la linfa ha ripreso a girare, il tuo potenziale si è risvegliato. Cogli l’attimo, non perderlo, fa la cosa giusta, guarda dentro di te, analizza la tua anima, donati e dona agli altri i tuoi pensieri, le tue azioni. Non potrai che migliorare il mondo da questa nuova prospettiva. Ecco, credo che Arturo siamo, a turno, tutti noi. Con questo voglio dire che abbiamo una grande responsabilità nel nostro piccolo universo: se blocchiamo il flusso, non condividiamo, se non condividiamo, rischiamo di scomparire e di non sfruttare le capacità di cui siamo dotati, per noi e per gli altri.

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  2. Titti

    “…se avesse ragione, Marius, a urlare e lanciare registri per agguantare quello che la vita ha deciso di non dargli, se il senso delle cose fosse strappare al destino un brandello di allegria, un frammento insperato di felicità, se il segreto fosse nelle mani degli uomini d’azione, di coloro a cui mai è saltato in mente di scrivere una riga…”

    http://www.youtube.com/watch?v=bL2v-VSiDzk&feature=mr_meh&list=PL42F1B79EA91AEF12&lf=results_main&playnext=0

    per ogni strada grande che non porta in nessun posto,
    per quello che ho imparato ma non so,

    per ogni amico che non è un amico,
    per ogni santo che ringrazierò,
    per ogni stato d’animo che non mi fa dormire
    per quello che stanotte sognerò,

    per l’amore che viene e che va,
    per le cose lasciate a metà,
    per la vita che a volte non è
    come quella sognata

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  3. M&C

    -… strappare dalla presa ferma del destino la borsa con l’incasso giornaliero.

    Il denaro è una scusa
    per difendersi dalla morte,
    è una maschera sotto cui l’uomo si nasconde
    per non far vedere che è un angelo,
    un angelo triste e tribolato.
    (Alda Merini)

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  4. ema

    “se un ostacolo ti separasse ancora e sempre dall’amore, dal bene,”

    “Come e dimmi, perché, sei entrato qui dentro? Sulle ali leggere dell’Amore ho scavalcato questi muri. L’Amore non teme ostacoli di pietra. Amore quando a una cosa tende, è ardimentoso e pronto”.

    Shakespeare

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  5. ema

    “perché la vita è un gioco e l’importante è stare sempre dalla parte di chi vince, di chi riesce a strappare dalla presa ferma del destino la borsa con l’incasso giornaliero.”

    Non credo in un destino calmo e monotono che marcia come sui binari di un treno; credo piuttosto in un destino dinamico ricco di fuori programma, a metà strada tra la nostra e la Sua volontà destinato ad un progetto di bene che pùò essere stravolto solo quando in questo equilibrio di volontà facciamo prevalere l’interesse personale.

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  6. ema

    “cos’è una vita in cui la meta ti sfugge, in cui allunghi la mano e l’oggetto del desiderio si allontana?”

    “Ma in attendere è gioia più compiuta”
    E. Montale

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  7. Roby (s.d a.)

    Sarà che alla fine siamo sempre insoddisfatti – è forse la natura umana? – non ci basta mai, andiamo a cercare proprio quella cosa che non abbiamo, convinti che proprio quella cosa farebbe la nostra felicità. In fondo che c’è di male a sognare, a cercare un’emozione forte che fa vibrare l’anima e le dita sulla tastiera? poi la vita fa il suo corso e nell’attesa che accada qualcosa il cuore troverà la giusta via, quella della felicità, se solo saprà accogliere i consigli dell’amore

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  8. Raf

    Qual è il confine tra la morte e la vita, l’avventura e la follia?

    Secondo me, esiste una linea molto sottile che separa la vita dalla morte e l’avventura dalla follia,essa è impercettibile ai nostri occhi,ma è sempre presente e basta poco per poterla oltrepassare.

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  9. ema

    “Gira e rigira la testa e raggiunge
    gli estremi pensieri che immaginerà…
    Gira come una giostra che tutti si chiedono
    oggi che festa sarà

    Oggi è la festa che perdo la testa,
    che cade dal collo, che rotola via,
    che rincorre e poi supera
    sogni impossibili,
    e che va oltre la mia fantasia”

    A.Branduardi

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  10. Raf

    perché la vita è un gioco e l’importante è stare sempre dalla parte di chi vince.

    Giocare su un filo del rasoio deve essere una cosa veramente eccitante,perchè nelle vene senti scorrere l’adrenalina che ti fa sentire vivo come non mai,ancor di più se riesci a vincere in questo gioco.Ma se perdi ,ti ritrovi dall’altra parte del burrone e pensi a quanto sei stato sciocco,per aver sprecato i momenti più preziosi della tua vita,in un banale atto di follia.

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  11. Titti

    “Sulla tastiera, le dita scorrono da sole…(il) corpo, abituato a chinarsi sul computer con l’unico fremito di arrivare al fondo della pagina…. è contento: le mani si muovono per pigiare lettere su lettere, il mondo è la fila di righe accavallate le une sulle altre, gravide dell’emozione che esplode all’improvviso…”

    L’arte -aggiungo io, quindi anche la scrittura- e’ un modo per arrivare a Dio. Lo dice Mons. Frisina (che ho appena visto dirigere il coro della diocesi di Roma) nell’intervista del video che segue.

    http://www.youtube.com/watch?v=9WNa-YZfEmM&feature=youtube_gdata_player

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  12. ROBERTA Z

    Scrivere è poter realizzare sulla carta i sogni irrealizzabili, i sentimenti inconfessabili, la vita che non puoi vivere. Scrivendo puoi entrare nelle vite degli altri, puoi sostituirti a loro, puoi avere “quello che la vita ha deciso di non darti”.

    Si perdona tutto allo scrittore? Anche una rapina per avere un’ispirazione, si arriva a questo tipo di emozioni per poter scrivere? Forse ha fatto bene, da quello che leggo nei vari commenti, perché chi legge vorrebbe come lui poter uscire dagli schemi, dalla noia della propria vita, avere emozioni che si possono solo sognare.

    E’ possibile che Arturo abbia il “coraggio” di partecipare ad una rapina e non quello di avvicinare Ester e manifestarle il suo amore? Perché non può averla, forse perché non averla tiene viva l’ispirazione? Pensa che se avesse l’ardire di parlare con lei, se lei condividesse i suoi sentimenti, addio ispirazione, sarebbe una storia come un’altra? Forse Arturo ha paura di essere rifiutato? Sono cose che accadono nella vita, e possono accadere anche a lui che é abituato a vivere di sogni, a veder passare la vita dalla finestra.

    Coraggio Arturo, speriamo che tu non debba finire il tuo romanzo in prigione!

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  13. Marcosic

    @ Roberta Z detto

    Cara Roberta concordo, Arturo con il suo comportamento ci dà un monito, ci fa capire quanto sia importante ogni tanto liberarsi, osare, cercare forse un nuovo sé troppo a lungo soffocato. Se questo ci permette di vivere meglio e con pienezzq, allora ben venga. Del resto, non era questo uno dei naturali risultati degli insegnamenti di Gesù? Un bacio forte: i tuoi commenti sono semplici e diretti e nella loro semplicità sono linfa pura!

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  14. Stella Maria

    La vita non è un gioco ma un’avventura meravigliosa a cui dare un’impronta personale. Ci sono giorni in cui è un mare calmo e assolato altri in cui è una tempesta che scuote gli elementi fin dalle fondamenta, ma che sia pace o uragano possiamo scegliere noi. Emozioni forti? Perchè dichiararsi a chi ti ama è per caso un tè con le zie? Amare è mettersi in gioco, puntare tutte le fiches su un unico numero senza scegliere se rosso o nero, il croupiere può lasciarci nudi oppure raddoppiare la felicità.
    Caro Arturo,
    emozioni forti, perbacco! una rapina! e sei dalla parte di chi la compie, eppure nonostante l’adrenalina scorra più veloce delle tue dita sulla tastiera non ti ha tolto il pensiero di Ester, probabilmente perchè non c’è emozione più forte di baciare la donna che ami, nulla al confronto, una rapina! Non credi che sia allora il caso di chiudere la parentesi “pericolosa” e tornare a giocare sul tappeto verde che conosci? A volte nella vita bisogna osare se non si vuole rimanere sul treno dei “se” e dei “ma”, dichiarati! E’ single, Fausto è uno che non può pretendere nulla, non è il marito, tu sei single e se non sa che esisti di certo non può sentir battere il cuore per te e rispondere al tuo bacio. A volte la vita bisogna smettere di sognarla, bisogna fermarsi e afferrarla saldamente per i fianchi, proprio come quando si stringe una bella donna a sè, sappiamo cosa è etico e morale e cosa non lo è ma siamo sempre convinti di sapere cosa è giusto o meno? L’amore è paziente e si nutre di se, basta a se stesso e non vuole che compiersi tentar non nuoce, o no?

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