Sorge una nave dal mare,
nera, immensa come la notte,
fa tremare monti e case,
i nostri figli nizàm chiede il re.
Lascia stare o re, i nostri figli,
sono teneri come fiori,
perché portarli nei deserti?
La lirica popolare albanese – appartenente a una cultura
prealfabetica – è riuscita a conservare fino a oggi i valori etici
e morali del passato, tramandandoli da una generazione
all’altra attraverso bardi e rapsodi. Essi rispecchiano l’anima,
lo spirito e gli ideali del popolo albanese, dentro e fuori dai
suoi territori geografici. Sono stati proprio i canti popolari che
hanno mantenuto viva la memoria collettiva della nazione nei
momenti bui e tragici della storia, arricchendo così la tradizione
culturale e l’identità stessa degli shqiptar.
Per la prima volta si propone al lettore italiano il ciclo dei canti
lirici popolari dei nizàm (così venivano chiamati in turco i
soldati albanesi che combattevano per conto della Sublime
Porta di Istambul), parte del patrimonio culturale del paese
delle aquile e finora sconosciuti al di fuori dei confini nazionali.
Sono di una bellezza rara e unica. Vengono cantati dagli uomini
nelle cerimonie e nei matrimoni e tramandati di padre in figlio.
GËZIM HAJDARI , nato nel 1957 in Albania,
è uno dei maggiori poeti europei. Si è
laureato in Letter e Albanesi a Elbasan
e in Lettere Moderne a “La Sapienza”
di Roma Nel corso della sua intensa
attività di esponente politico e di giornalista
d’opposizione, ha denunciato
pubblicamente e ripetutamente i crimini,
gli abusi e le speculazioni della vecchia
nomenclatura comunista di Enver
Hoxha e dei recenti regimi postcomunisti
mascherati. Bilingue, scrive in
albanese e in italiano. Ha pubblicato
numerose raccolte di poesia. Ha scritto
anche libri di viaggio e saggi, inoltre
ha tradotto in albanese e in italiano
vari autori.
È vincitore di numerosi premi letterari.
È presidente del Centro Internazionale
Eugenio Montale. Dal ’92 è esule in
Italia.
Gëzim Hajdari : I canti dei nizàm. Besa Editrice, 2012.
ISBN 978-88-497-0823-3


Reblogged this on i cittadini prima di tutto.
ciao stefanie.
Cara Stefanie,
grazie per la preziosa segnalazione.
Un saluto,
Roberto