Di Augusto Benemeglio
1. Eroi di Terlizzi
Ci sono traiettorie misteriose , che non t’aspetti. Come quelle della memoria di un paese, di una città del sud, della Puglia ( tu, anima salentina), che credevi aver dimenticato, e invece te lo ritrovi sul ciglio del sentiero del risveglio della tua coscienza, che si restringe, che si fa precipizio, per il salto nel tempo, che sta aggrappata ai suoi indimenticati eroi, tra un orizzonte liquido di sconosciuta oscurità e l’instabile evidenza dell’ombra nera della passività, della neghittosità, della crisi ormai imperante che passa a qualsiasi latitudine.
“Perché non vieni a Terlizzi, per la seconda edizione del festival della Legalità?”, mi fa Pasquale Vitagliano, presidente del Movimento Civico che organizza l’evento della seconda edizione del Festival per la Legalità , che ha come simbolo il Gallo di “E’ fatto giorno” di Scotellaro . E io rimango perplesso . Credevo Pasquale fosse un leccese, con le sue ariosità , sonorità , ma anche anfrattuosità e complessità liriche-barocche! Terlizzi, mi dici? Incredibile. Ma è il vento della storia delle Murge col “popolo di formiche” di Tommaso Fiore, e i “cafoni all’inferno”, è l’onda lunga della mia memoria che ritorna a me, lontanissima, quando la primavera rabbrividiva dentro le mie ossa ancora forti del candore degli anni , nel rosso di una passione senza screpolature . Ci sono stato , a Terlizzi , quasi cinquant’anni fa!
Ed ora ecco che l’antica “Turricium”, la città delle torri di fuoco e dei martiri delle Ardeatine , – dove ogni anno vado a pregare sulle loro tombe , – mi richiama da quelle lontanissime sponde dell’eco , voci che tornano come un ventaglio di memorie , e si fissano in un eroe emblema di ogni antiretorica come don Pietro Pappagallo , un prete che – in piena occupazione tedesca- si consumò a pelle a pelle, energia di energia , sostanza di sostanza ( e non erano solo le ostie consacrate , quelle che lo nutrivano di fede e speranza , ma tutto quello che toccava , comprese le casseruole bucate, i pezzi si corda , i ritagli di carta , diveniva vitale, essenziale per la lotta clandestina; aveva una mina tra le mani che poteva scoppiare in qualsiasi momento , ogni suo atto era controllato e lo portava inevitabilmente alla croce delle fosse, del martirio , e lo sapeva benissimo) ; lo stesso don Morosini , interpretato da Aldo Fabrizi in “Roma città aperta”, è sempre lui, il prete che dilaga ovunque con la sua attività resistenziale , che non è solo coraggio, che non è solo pietà, è credere continuamente un sogno di mare , un sogno di giustizia di libertà , è viaggiare in direzione ostinata e contraria , anche quando tutto sembra ineluttabile , chiuso, segnato, finito. Amen.
E invece no , e dopo di lui ( insieme a lui ) ecco un altro eroe di Terlizzi, un giovane professore uno che viene da quei paesi del sud da visioni di anime contadine che sono in volo nel mondo, a qualsiasi latitudine, e hanno sempre un sacco di ideali in tasca , uno da giornate furibonde senza atti e giorni d’amore , ma solo passaggi e attese , passaggi e attese di tempo, spiate e fallimenti dietro l’angolo, uno che non si può permettere di piangere , uno che mastica e sputa sangue , uno che viene torturato , ma non parlerà ( anche lui appare nel film “Roma città aperta” di Rossellini) . I nazisti avranno solo il suo cadavere martoriato . Parliamo del professor Gioacchino Gesmundo , che insegnava storia e filosofia presso il Liceo Cavour di Roma. Trucidato, come don Pietro,( dichiarato martire della Chiesa da Papa Giovanni Paolo II) .
Li vado a trovare ogni anno alle Fosse Ardeatine dove giacciono dal 24 marzo 1944. Ma c’è anche una donna , un’altra eroina terlizzese “martire” della Libertà , Rosa Vendola, una maestra d’asilo che nel 1933 si era trasferita a Castel Dobra, oggi cittadina slovena chiamata “Brda”, per insegnare in un asilo di Trebce-Trebignano. E nel 1945 , A 37 anni , è andata a finire nelle “Foibe”, le profonde cavità carsiche dove i soldati di Tito gettavano non solo i corpi degli italiani uccisi ma anche dei nostri connazionali ancora in vita.
2. Impegno sociale
Ne parlo con l’amico Vincenzo D’Addario , uno dei tanti pugliesi che vivono a Roma e hanno formato un’Associazione in via Aldrovandi . Il Festival della Legalità – dice – potrebbe e dovrebbe essere dunque una sorta di monumento perpetuo alla memoria di questi eroi umili , un momento, un’occasione per rinnova re lo spirito di una Comunità di gente , popolo di formiche , non solo destinate alle fatiche più immani per la durezza delle terra , ma quasi vocata ad essere non solo modello , ma monito e sacrificio dei valori e dei diritti umani. Ma i tempi cambiano e le cose si ammalano di noia, d’incuria, d’indifferenza , si guastano , deperiscono, diventano marce, e gli atti di eroismo – diciamolo – si traducono in quotidiane viltà. Credo che l’impegno sociale dipenda dal modo in cui si è stati educati . I miei mi hanno educato in maniera che io dovessi sentirmi sempre socialmente utile per contare qualcosa , e non per demagogia o vanità, ma per una mia esigenza civica, privata. Ed è per questo che in tutto quello che faccio mi sembra che l’impegno sociale ci sia sempre.
3.Il vizio della memoria
Ma per me , quando si parla di Terlizzi, ripeto , gli incroci incredibili di memoria non finiscono mai , ed ecco uno squarcio di luce improvvisa sul buio totale Per un attimo devo tornare con la mente a Venezia 1964, in Piazza San Marco, quando al tramonto di giugno , con quei cieli dalla fronte rosa cominciavano le primi incredibili danze di figure sull’acqua, mentre si si esibiva – allora gratuitamente – la Banda Comunale di Venezia , ed io , appena imbarcato su Nave Etna ( una nave appoggio con i mezzi da sbarco , che aveva sbarcato i marines in Normandia al fuoco incrociato delle postazioni tedesche del “Soldato Ryan, e che gli americani ci aveva regalato per far esercitare i nostri del Battaglione Sa Marco) . Ero al concerto col mio “ Capo”, il Maresciallo Angelo Amendolagine , uno dei più accaniti ( e competenti) appassionati di musica lirica che abbia conosciuto, ed ecco che quasi cinquant’anni dopo lo ritrovo, ormai ottantaquattrenne , proprio a Terlizzi , lui, appassionato di musica (“Se ciascuno sapesse suonare bene il proprio strumento, avremmo un’orchestra perfetta”), ex militare onesto e leale insieme agli eroi borghesi col vizio della memoria.
Questo è il tema principale , che vede eccezionale e drammatico protagonista della prima serata ( il 15 luglio) Umberto Ambrosoli , figlio di Giorgio Ambrosoli , liquidatore della banca di Michele Sindona, che venne assassinato nel 1979 per aver scoperto gli intrecci tra finanza e criminalità organizzata. Umberto parlerà del suo libro Qualunque cosa succeda, vincitore del premio Tiziano Terzani , premio Capalbio, e parlerà con franchezza (viene il momento in cui svanisce la frontiera tra materia e idea e bisogna agire, essere concreti , su fondamenta certe, visibili, incarnati nell’azione) , e della sua personale esperienza civica e politica, dei suoi incontri e scontri sulle grande platee dove si fanno i giochi . Ed ecco che la grande storia italiana viene idealmente collegata alla storia cittadina, a vent’anni dall’autobomba che esplose nel 1993 davanti all’ingresso del Municipio di Terlizzi , con la viva testimonianza del maresciallo Gioacchino De Sario, il vigile rimasto gravemente ferito nell’attentato. Saranno ospiti anche il giornalista Flavio Tranquillo, autore de I dieci passi, breviario della legalità, e la professoressa Assunta de Leo, che parleranno di pratiche di legalità. La serata sarà introdotta da Pasquale Vitagliano e presentata da Filippo Adessi e Emanuela Fumarola.
4.Crocifissi con forchette
Non possiamo più continuare ad essere dei poveri cristi incatenati che vengono crocifissi con le forchette da quelli che vengono qui a far il week-end elettorale , Vendola compreso , che è di questo paese. Ci dobbiamo schiodare da soli dalla croce , – mi dice D’Aquila . Sono tempi duri per tutti , soprattutto per i giovani , che devono cominciare a coltivare il culto del sacrificio come i loro grandi concittadini , don Pietro, Gesmundo, Rosa Vendola , bisogna cominciare un nuovo ciclo dell’agire quotidiano , che potrebbe essere proprio quello dell’”eroismo” per la legalità , anche se i problemi credo non siano affatto semplici , anzi innumerevoli e complicatissimi.
Ed ecco “Lavoro-Ambiente-Giustizia”. Sembrerebbe la quadratura del cerchio, ma è molto difficile conciliare tre valori importanti che oggi si trovano spesso in conflitto, come dimostra il dramma dell’Ilva di Taranto , ma anche la vicenda ambientale di Terlizzi. Su questi dilemmi nella seconda serata il 19 luglio dialogano esperti come Pasquale Drago, procuratore aggiunto della Repubblica di Bari e Francesco Messina, giudice del Tribunale di Trani, Luca Martinelli, giornalista di Altraeconomia, e Antonio Pepe, segretario provinciale della FIOM CGIL, in una serata curata dal Comitato Beni Comuni di Terlizzi e presentata da Lydia Balest.
E siamo al 20 luglio, l’ultima sera . “Potrà questa bellezza salvare il mondo?”, con un taglio più culturale , ecco i temi etici collegati all’estetica citando Dostoevskij. Non esiste impegno civile e letteratura che non sia legata al proprio territorio di vita. E in quest’ottica, Antonella Paparella, presidente di A.C. della Diocesi di Molfetta , narrerà un ricordo personale di don Tonino a vent’anni dalla scomparsa. Seguirà la presentazione del libro “Yehoshua”, l’ultimo romanzo di Fabrizio Centofanti, uno sconvolgente ritorno di Gesù sulla terra, ai tempi nostri, con risvolti anche di natura da giallo sacro… E, infine , il mio breve oratorio “E’ fatto giorno” di Rocco Scotellaro, a cui parteciperà come voce recitante Piero Girardi. Il tutto si concluderà con il concerto del gruppo Les Clochards. Ensamble, presso il magnifico Chiostro delle Clarisse di Terlizzi.
Io credo che per noi tutti sarà un grande onore e un’autentica gioia “esserci” Grazie, Paquale, grazie Terlizzi.
Roma, 10 luglio 2013


Che dire? Sotto la protezione di don Tonino presto beato e ancor prima di rendercene conto, santo ma che sia un santo in molti lo sappiamo soprattutto se conosciuto di persona anche x solo un minuto, rimane dentro piu che leggere i suoi scritti. Grazie Augusto e una preghiera per tutti voi e per l’evento da me che rimango qui.
Tornata da due giorni da quella terra che per me e’ meta’ del mio sangue originario, dai luoghi di don Tonino e dal santuario della Madre di Dio incoronata di foggia che tante grazie fa e concede.
Wow, per me sarà un onore e una gioia incontrarti. Mi impegnerò per esserci.
Cara Stella, ti auguro, con tutto il mio cuore, che ogni tua richiesta possa essere esaudita, e immagino quale possa essere la prima, avendo incontrato proprio oggi Marco e i tuoi figli. Terlizzi per me è quel che ho detto, un “altrove” che mi ritorna con quella moltitudine quasi controversa delle cose che stanno sempre dentro di te e hanno quelle miliardi di cellule, molecole, elettroni o chessoio che tu puoi ricomporre in una sua acquosa luminescenza. Rivedrò un vecchio amico di 85 anni, dopo mezzo secolo,
e oggi ci siamo detti – al telefono – chi dei due è più fortunato? Indubbiamente io, gli ho risposto, perchè sento dentro di me troppa esultanza, troppa vigilia di questo avvenimento e poi tu, a questa età, sei conservato ancora intatto. Non è un miracolo?
“Siamo tutti , intimamente, profeti, angeli/ ciascuno di sè”
Ma dobbiamo gettare il seme,/ il fermento/ non sulla roccia nera/
e neppure nel barbaglio della gloria/
ma sulla maceria
sul brivido di silenzio
plaga di aridità
che è divenuta la nostra terra.
chissà, può darsi che qualcosa
fiorirà…
Carissimo Fabry,
sono sempre io , anche se tutto è cambiato,e non vuole risistemarsi – hai fatto bene a cancellare il primo intervento ( era fuori luogo, fuori argomento, fuori tutto,ma ogni tanto capita di fare qualche cazzata, meno male che ci sei tu). il secondo lo puoi passare. Grazie. Un abbraccio fortissimo Augusto
Grazie,Augusto
Per renderci partecipi a questo evento straordinario.
Che dire, anche io sono in un momento di grande cambiamento, ho visto la luce!
Quando sei così ogni cosa è un gran dono.
Tu caro Augusto sei uno dei doni che ho ricevuto in questo mio tempo di luci diverse.
Grazie per avermi fatto partecipe di questa emozionante storia… di questi e altri tempi.
Un abbraccio a te e uno al mio angelo custode! ( spero sia un po’ più felice dopo il suo grande viaggio)
ernestina.
A beneficio di chi gestisce il blog , e per informazione di tutti i frequentatori , devo rettificare una cosa importante:
Non è stato cancellato nessun post
( era in moderazione, per un attimo mi è sembrato di non averlo più veduto, poi è ricomparso. E’ quello delle 11,13 che inizia con Cara Stella Maria
In effetti a me era parso che uscisse un poco dal seminato, ma tutto sommato – riflettendoci su – mi sbagliavo , perchè questo blog è anche un ritrovo di amici che possono interloquire un po’ di tutto, poesia spirito ma anche della bolletta del gas e dell’aumento dei taxi e degli autobus, dei pianti della Madonna e dei problemi della conservazione dei macachi . Stiamo ancora tutti aspettando Godot, o qualcos’altro?
. Il bello di questo blog è poter parlarci a cuore aperto, magari anche dicendo qualche sana fesseria ( la vita non è fatta certamente di cose solo intelligenti, anzi…), per sentirci anche un po’ più leggeri e volare ( in fondo gli uccelli di Aristofane non credo che fossero molto più intelligenti di noi, vero?).
Un abbraccio a tutti.
Augusto
Dalle Murge della terra paterna – con Terlizzi che ricorreva quotidianamente nei discorsi di mio padre, di Ruvo- a Rocco Scotellaro della terra materna – mia madre insegnò a me bambina il suo nome e le sue poesie – il mio cuore è lì, insieme alla riconoscenza per Pasquale Vitagliano, instancabile e lungimirante. Felice al pensiero di saperti insieme a Fabrizio tra i partecipanti, ti ringrazio per il tuo sacrosanto “vizio della memoria”, Augusto, che ha risvegliato, per arricchirli, ricordi cari. Un abbraccio,
Anna Maria
se gli altri ricordano Terlizzi, il Sud, la terra di cari ricordi, noi terlizzesi rinverdiamo l’amore per la nostra terra prendendoci per mano e aiutandoci l’un l’altro per far si che intorno a Noi possa risplendere sempre l’azzurro del cielo e della speranza.
@ Augusto 4
Condivido pienamente ciò che dici. Questo blog è anche luogo di incontro come ogni buon salotto letterario. Io ti seguo sempre, qui e su Fb anche se non lascio spesso traccia, è la classica discrezione pugliese e anche romana che ho nel sangue, ma anche il poco tempo, anche se sono del parere che se vuoi il tempo lo trovi sempre, è questione di interesse proprio e all’altro, seguo voi tutti. Chiedo scusa per aver fatto un commento personale ma come scrivi nella prima parte del post, la Puglia evoca anche per me la memoria passata e anche presente di tanti parenti ancora lì e tanti amici luoghi e santità, cultura e lavoro, e quindi mi è facile scendere sul personale. Ringrazio Pasquale, conosciuto prima che qui “altrove” grazie a don Tonino, e grazie a Fabrizio per questo blog che annulla tante distanze fisiche e dello spirito. Nella “città dei fiori” ci sarò in spirito, già invitata per il Festival della legalità come tanti altri, e mi dispiace perchè è un fatto vero e non chiacchiere di chi dice di voler combattere ma poi non fa nulla, anzi incentiva l’illegalità, è quell’Italia, di cui parlavo ieri in un mio articolo, che fa fatti e non parole, si rimbocca le maniche e pensa non solo a se come individuo, l’Italia che tutti criticano e deridono più per invidia che per altro, ma che si da da fare e risolve i problemi, l’Italia degli italiani e non dei tanti quaquaraqua che sono in giro. La cultura è sempre un veicolo che unisce e denuncia il “marcio” anche se questa qualità l’ha un po’ persa, colpa del benessere ma ora che c’è crisi c’è speranza di recuperare buoni e vecchi valori che salvarono e salveranno ancora il mondo.
Buona Puglia! terra di olivi e viti, semplicità, allegria, accoglienza, attenzione all’altro, cultura e buona tavola, oltre tanti bei luoghi e tanto mare. Se vi riesce andate a Trani prima del tramonto, visitate la Torre dell’orologio e poi il porto, la porta sull’Oriente, da dove partivano le navi per le crociate e attraccavano e partivano navi per scambi commerciali. Al tramonto è uno spettacolo mozzafiato guardando appunto a Oriente.
Grazie ancora Augusto, Pasquale e al boss e mi scuso di nuovo per “essere evasa” dal contenuto principale di questo scritto.
Io credo che Pasquale approverebbe la tua, cara Stella Maria, come una delle migliori
“prolusioni” possibili per l’inizio dei lavori del festival della legalità, perchè c’è dentro tutto quello che deve esserci, cuore memoria pensiero e voglia di fare e di ribadire che l’Italia non è una barzelletta ad usum del comico di turno, ma una grande nazione che ha una lunga storia di sangue sacrifici e ideali veri scontati sulla pelle.
un grande abbraccio
Augusto
Mi scuso anche io , come Stella, di aver approfittato di questo luogo per dare sfogo alla mia anima un po’ percossa!
Ognuno di noi sa come esprimere i propri commenti. io da italiana ferita nel profondo della mia coscienza, comunque e sempre donna battagliera senza paura e, devo dire fiera, della mia grande Patria.
Fiera di appartenere, da parte di mio padre,
ernestina.
Mi scuso con Augusto e con Fabrizio Centofanti, non ho potuto finire di scrivere il mio precedente a questo ma, ahimè, mi sono pestata un dito e scrivere è un po’ difficile.
appena posso finirò.
ernestina.
Ogni giorno sono tanti i Giuanin che non ce la fanno, ed è per loro che don Fabrizio ha scritto questi racconti, perché compito di chi sopravvive a questa disfatta che è il vivere quotidiano, dove le rabbie e i sogni di noi umani sono un pugno di polvere lanciato verso il cielo, in attesa della inevitabile caduta, (da Polvere) è anche quello di raccontare quelli che a baita non ci sono mai arrivati, almeno a quella terrena, e regalargli una spolverata di eternità.
Chiedo scusa a Barbara se ho fatto copia incolla della sua recensione, tra l’altro stupenda) ma volevo comunque finire .
grazie a Barbara, e grazie sempre a Don Fabrizio che tanto mi ha insegnato nei momenti più duri.
ernestina.
Tutto splendido. (Spero senza autorefernzialità). Mi tocca solo ricordare che l’ultima serata, proprio quella in cui saranno ospiti Augusto e Fabrizio sarà presentata da due giovanissimi, Francesco Cagnetta e Dario Giannelli. Grazie a tutti voi.
Caro Pasquale, noi ( conoscendo Fabrizio mi permetto di dirlo anche a suo nome) parleremo anche di pietre d’inciampo, di naufragi, di ambizioni meschine e millenarie paure , tanto per citare De Andrè, senza nessun tipo di autoreferenzialità, stanne pur certo.Ma alla fine ( e questo vale soprattutto per Fabry), ci sarà sempre quella goccia di splendore, di umana e cristiana verità , di grande infinita speranza oltre ogni disperazione..
”Sono tempi duri per tutti.., bisogna cominciare un nuovo ciclo dell’agire quotidiano”.
Ci troviamo di fronte all’occasione di nascere/rinascere nel segno di valori semplici e profondi e solidali, quelli trasmessi con tanto cuore e proprietà interiore in questo bel post.
Grazie ad Augusto, Pasquale, Fabrizio, e a chiunque condivide e trasmette l’ostinazione e l’entusiasmo di procedere sempre e comunque in direzione della dignità umana.
E se credete ora
che tutto sia come prima
perché avete votato ancora
la sicurezza, la disciplina,
convinti di allontanare
la paura di cambiare
verremo ancora alle vostre porte
e grideremo ancora più forte:
per quanto voi vi crediate assolti
siete per sempre coinvolti,
per quanto voi vi crediate assolti
siete per sempre coinvolti.
(Fabrizio De Andrè – Canzone del Maggio)
A noi tutti uomini di letteratura, dobbiamo sempre imparare qualcosa dalla vita di tutti, nessuno escluso!
Essere umili e miti ci da il coraggio di alzare gli occhi al cielo, lo sguardo alto e fiero di chi sa, di non sapere mai abbastanza.
Affidiamoci, per una sola volta almeno, di chi denuncia senza autoreferenzialità,
la vita di tutti i giorni dal” basso del suo mestiere”: Prete di periferia umile tra gli ultimi!
Per citare Augusto:” la vita non è fatta di sole cose intelligenti.. anzi”. sono proprio quelle che noi crediamo meno intelligenti che ci insegnano ad essere miti, per esempio i ragazzi giovani ai quali siamo felici di dare parola, visto che l’Italia li manda altrove! senza provare un po’ di vergogna.
ernestina
una donna di origine ciociare! ( Arpino ci ha dato il padre della civiltà un certo Cicerone).
Concludo ringraziando tutti e augurando che questa magnifica occasione serva a lasciare un traccia concreta.
Mi dispiace non esserci ma questa è anche la vita.. accettiamola!
Vi ringrazio. A partire da Augusto che ha aperto la pagina con un post dove seguirlo è facilissimo, leggere la vita (riferimenti, ricordi…) attraverso i suoi occhi è immergersi in una dimensione più cara e significativa, bella, lucente; e poi il resto di voi tutti, così – umanamente- tangibili…
Mi piacerebbe essere a Terlizzi la seconda serata, ne immagino già l’energia.
Un caro saluto! Doris
ciao, Doris. Grazie del libro Elizabet Siddal che mi hai gentilmente donato. A Terlizzi tutto è andato magnificamente bene.
Un abbraccio
Augusto
Da Terlizzi mi telefona il mio maestro marinaio, Angiolino Amendolagine, che da molto tempo ha scelto la campagna, che cura come…un contabile ai frutti ( magnifiche le pere che fanno ressa sui rami e le prugne gialle come piccoli soli. Mi dice che a Terlizzi c’è un’enigma a forma di sfinge , una materia maternale, una donna sopita che non vuole svegliarsi del tutto, mi dice di tornare prima che faccia inverno ad ascoltare la Butterfly e la Wally …Ma io so che non verrò prima della prossima estate.