37. La finestra

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da qui

L’operatività era già in atto: dovunque tagliavo le frequentazioni, evitavo le occasioni in cui entrare in contatto con le donne, eliminavo cene e feste dove si sarebbe potuta allentare la stretta vigilanza. Notavo le facce più interdette, domande che incupivano gli sguardi senza riuscire a formularsi. Che cosa pensassero, cosa si dicessero, quanto il mio nome passasse oramai di bocca in bocca, si sarebbe potuto immaginare. Gli amici veri apprezzavano la mia trasformazione. Erano in ansia per l’andazzo precedente, quando si formavano capannelli ambigui, o la sacristia si riempiva di sorrisi e atteggiamenti poco chiari. La comunicazione si riduceva all’osso, non rispondevo più ai messaggi che trovavo nella posta, tutto tendeva a un silenzio più fitto e impenetrabile, come se Elia, dall’alto della collina del santuario, avesse lanciato la sua maledizione: le braccine della statua si agitavano nei rimproveri più energici, il profeta isterico mi ricordava che avrei dovuto smetterla, una buona volta, d’indugiare in inganni e fatuità di questo mondo.
Pensavo d’avercela fatta, e invece lo trovavo lì, con le mani protese verso il cielo, come a dire devi farne di strada, amico mio, nonostante la buona volontà. Quale trucco segreto, quale tecnica spirituale o psicologica avrebbero potuto rabbonire lo sguardo crucciato e intransigente del profeta di collina? Lottavo, ma non potevo immaginare che la lotta sarebbe stata vana; che anzi, più pensavo di farcela da solo, più gli ingranaggi di una falsa conversione macinavano a vuoto, lasciandomi più debole di prima. Sentivo, dentro me, qualcosa che voleva farsi strada, lo spirito che avevo ricevuto nelle lunghe passeggiate per la via centrale del quartiere, quando lui mi parlava e tutto, lentamente, diventava chiaro, il baratro del cuore si colmava, i sassolini facevano aprire, nel mezzo della notte, la finestra inaccessibile del cielo.

14 pensieri su “37. La finestra

  1. Raimondo

    Grave è il pericolo ed il danno quando la fede di un sacerdote è insidiata, sia pure, da ” sorrisi ed atteggiamenti poco chiari”. Ma in che modo questo diabolico tranello si realizza ? Soprattutto quando questi consapevoli ” operatori di iniquità” agiscono in mezzo al popolo di Dio, arrogandosi una rappresentanza ” divina” che al contrario è solo ” diabolica”. E’ lo stesso Gesù a metterci in guardia: ” Guardatevi dai falsi profeti che vengono a voi in veste di pecore ma dentro sono dei lupi rapaci”.

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  2. F

    @ Raimondo
    Se: “La vista del peccato umano ti rende perplesso, e tu domandi: Devo ricorrere alla forza o all’umile amore?
    Decidi sempre: ricorrerò all’umile amore”.
    (D.M.Turoldo)

    CONFESSIONE ESTREMA
    “Per un dono della tua grazia contemplo i recessi della mia coscienza sino alle più estreme profondità e io, Signore, confesso tutto me stesso a Te, mio instancabile difensore, ed è per amore che faccio questo: vedilo così come già vedi me che non ti vedo..attendo di essere morto a me stesso e vivo in Te, perchè in realtà desidero unicamente ed esclusivamente di essere in Te”
    (Guglielmo di S.Thierry)

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  3. pmartucci

    Oltre ogni possibile impegno, oltre sforzi e buone intenzioni solo quel sussurro di sottile silenzio illumina e libera. E ci fa dire, rimettendo al Padre tutto ciò che abbiamo di buono e di importante, libertà, memoria, intelligenza, volontà….”dammi solo il tuo amore e la tua grazia. Questo mi basta”

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  4. agnese

    “Gli amici veri apprezzavano la mia trasformazione”
    -io direi…rispettavano questa decisione, rispettavano “nuova” persona, anche se sentivano la mancanza di vecchi tempi. Anche se a inizio non riuscivano capire cosa si sta succedendo, poi… si sono abituati. Apprezzano e rispettano “nuova” persona.

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  5. Katrin

    “Metti la tua mano nella Sua mano (di Gesu’) e cammina solo con Lui. Vai avanti, perche’, se ti volti indietro, tornerai”
    Madre Teresa

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  6. Clown: opinioni

    Ogni volta che sento parlare di amicizia “vera” penso, ad esempio, a quei cartelli di divieto in cui un’azione non è “solo” vietata ma “assolutamente” vietata. Per essere definita “amicizia” una relazione dovrebbe necessariamente essere vera, altrimenti al massimo può essere una buona conoscenza. Vorrei davvero varcare quella porta, oltre la quale ogni rapporto, qualsiasi rapporto, non sia più bene o male, vero o falso, ma semplicemente un dono. Raggiungerò mai quell’armonia, quella maturità? Un bel passo avanti è capire che quella dimensione e gli ostacoli che impediscono di raggiungerla, risiedono esclusivamente dentro noi stessi.

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  7. agnese

    Ci sono le persone che si godono parlando male di altri, e qualsiasi cosa lo fai, loro trasformano tutto nelle cattive parole, come nel proverbio- se qualcuno vuole tirare una pietra, sempre trova un sasso.

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  8. agnese

    “la sacrestia si riempiva di sorrisi…”
    e bennissimo!!!!

    “Non posso immaginare un cristiano che non sappia sorridere. Cerchiamo di dare una testimonianza gioiosa della nostra fede”- ha detto Papa Francesco!

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  9. gum

    L’Amore è per sempre, non si torna indietro. Come quello tra due sposi che si costruisce e rafforza lungo il cammino della vita (Papa Francesco).
    Tra gli invitati al matrimonio: gli amici, quelli che benedicono l’unione.
    Non facile la strada per giungere alla finestra del cielo.
    Buon Compleanno Fabrizio.

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  10. Katrin

    Il sorriso e’ una grande medicina dell’anima. E’ un potente balsamo capace di lenire le ferite piu’ profonde del cuore.

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  11. robysda

    Mi capita spesso di uscire la mattina molto presto, quando il sole dorme ancora e le finestre sono anch’esse occhi chiusi al mondo, sogni o incubi di una vita che sta per ripartire. Mi incuriosisce molto sapere quali respiri si intreccino dietro quei vetri: provo a immaginare una caffettiera che sbruffa la stanchezza ancor prima di tirarsi su o qualche cuore innamorato che scrive il giorno anche di notte. Finestre che conservano o svendono la vita, che aprono gli occhi alla bellezza, strappandoci dal nulla, finestre aperte, generose che regalano un’altra possibilità, per sorridere ancora, sfidando ogni imperfezione, ogni trappola, qualsiasi maldicenza che vorrebbe lasciarci chiusi dietro quei vetri, senza alcuna possibilità di riscatto.

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  12. pam

    “la sacristia si riempiva di sorrisi”

    Spesso un sorriso parte spontaneamente, senza neppure chiedersi il perché o il per come.
    Come i bambini piccoli, che pur non razionalizzando ancora cosa accade intorno a loro, esprimono il loro star bene con un sorriso.
    Si sorride, come semplice e immediata manifestazione di gioia; diventa energia preziosa per ogni altra giornata.

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