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da qui
[youtube=https://youtu.be/3XlyLlND-ZE]
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a cura di Luigi Maria Corsanico
Canciones
Canzoni
1921/1925
TRES RETRATOS CON SOMBRA
I.
Verlaine
La canción,
que nunca diré,
se ha dormido en mis labios.
La canción,
que nunca diré.
Sobre las madreselvas
había una luciérnaga,
y la luna picaba
con un rayo en el agua.
Entonces yo soñé,
la canción,
que nunca diré.
Canción llena de labios
y de cauces lejanos.
Canción llena de horas
perdidas en la sombra.
Canción de estrella viva
sobre un perpetuo día.
***
TRE RITRATTI CON OMBRA
I.
Verlaine
La canzone,
che non dirò mai,
s’è addormentata sulle mie labbra.
La canzone
che non dirò mai.
Sulla madreselva
c’era una lucciola
e la luna pungeva
con un raggio l’acqua.
Sognai allora
la canzone
che non dirò mai.
Canzone piena di labbra
e di alvei lontani.
Canzone piena di ore
perdute nell’ombra.
Canzone di stella viva
sopra un eterno giorno.
***
Federico García Lorca
Tutte le poesie e tutto il teatro
A cura di Claudio Rendina e Elena Clementelli
Edizioni integrali con testo spagnolo delle poesie a fronte
Newton Compton editori
Claude Debussy
Petite pièce pour clarinette et piano (1910)
Sergio Del Mastro, clarinet
Riccardo Caramella, piano
Paul Verlaine ritratto da Gustave Courbet

Non servono parole quando è la sensibilità ad ascoltare una canzone “muta”
Non rifugiarti nell’ombra
Non rifugiarti nell’ombra
di quel folto di verzura
come il falchetto che strapiomba
fulmineo nella caldura.
E’ ora di lasciare il canneto
stento che pare s’addorma
e di guardare le forme
della vita che si sgretola.
Ci muoviamo in un pulviscolo
madreperlaceo che vibra,
in un barbaglio che invischia
gli occhi e un poco ci sfibra.
Pure, lo senti, nel gioco d’aride onde
che impigra in quest’ora di disagio
non buttiamo già in un gorgo senza fondo
le nostre vite randage.
Come quella chiostra di rupi
che sembra sfilaccicarsi
in ragnatele di nubi;
tali i nostri animi arsi
in cui l’illusione brucia
un fuoco pieno di cenere
si perdono nel sereno
di una certezza: la luce.
Eugenio Montale