Luigi Maria Corsanico legge Giuseppe Ungaretti

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LA MADREGiuseppe Ungaretti

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G. Ungaretti, Vita d’un uomo. Tutte le poesie, a cura di L. Piccioni, Milano, Mondadori, 1970, p. 539.

Testo composto nel 1930 – due anni dopo la conversione del poeta e il suo ritorno alla fede cristiana – in strofe di endecasillabi e settenari (a fronte della metrica libera e spezzata delle prime raccolte). La poesia, inserita nella sezione Leggende del Sentimento del tempo (raccolta pubblicata inizialmente nel 1933, poi in altre edizioni, con aggiunte e correzioni, nel 1936 e nel 1942), è stesa per stessa ammissione del poeta “in occasione della morte di mia madre” […]
In merito alla propria conversione, maturata a Roma dove il poeta risiede con la famiglia dal 1921, Ungaretti dice: “Roma diventa, nella mia poesia, quella città dove la mia esperienza religiosa si ritrova con un carattere inatteso di iniziazione. Certo, e in modo naturale, la mia poesia, interamente, sino da principio, è poesia di fondo religioso. Avevo sempre meditato sui problemi dell’uomo e del suo rapporto con l’eterno, sui problemi dell’effimero e sui problemi della storia. […] Una città come Roma, negli anni durante i quali scrivevo il Sentimento, era città dove si aveva ancora il sentimento dell’eterno e nell’animo nemmeno oggi scompare davanti a certi ruderi”

“Prélude” di François Couperin (1668 — 1733)
Advent Chamber Orchestra
Stephen Balderson al violoncello

E il cuore quando d’un ultimo battito
Avrà fatto cadere il muro d’ombra,
Per condurmi, Madre, sino al Signore,
Come una volta mi darai la mano.

In ginocchio, decisa,
Sarai una statua davanti all’Eterno,
Come già ti vedeva
Quando eri ancora in vita.

Alzerai tremante le vecchie braccia,
Come quando spirasti
Dicendo: Mio Dio, eccomi.

E solo quando m’avrà perdonato,
Ti verrà desiderio di guardarmi.

Ricorderai d’avermi atteso tanto,
E avrai negli occhi un rapido sospiro

5 pensieri su “Luigi Maria Corsanico legge Giuseppe Ungaretti

  1. robysda

    L’attesa, l’intercessione per il perdono, gli occhi buoni.
    Ciò che non è più, sempre più presente.
    Solo una madre può.
    Solo attraverso la Madre.

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  2. marilena7

    È bellissima,narra di Lei e dice tutto. E’ Lei che ci conduce a Dio e aspetterà per noi fino all’ultimo in trepidante attesa. Ne completa la comprensione e il senso la meravogliosa narrazione. Grazie

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