Luigi Maria Corsanico legge Andrej Arsenij Tarkovskij

[youtube=https://youtu.be/MM_-29z-mqY]

da qui

Arsenij Aleksandrovic Tarkovskij
Morire in levità
Lettura di Luigi Maria Corsanico

Karl Friedrich Abel, WKO 207
per viola da gamba solo
Nima Ben David

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Si oscura la vista
La mia forza sono due occulti dardi adamantini,
Si confonde l’udito per il tuono lontano
della casa paterna che respira
dei duri muscoli i gambi si infiacchiscono,
come bovi canuti all’aratura
e non più quando è notte alle mie spalle splendono due ali
nella festa, candela, mi sono consumato
all’alba raccogliete la mia disciolta cera
e, lì, leggete chi piangere, di cosa andar superbi
come, donando l’ultima porzione di letizia:
morire in levità
e al riparo d’un tetto di fortuna,
accendersi postumi
come una parola.

3 pensieri su “Luigi Maria Corsanico legge Andrej Arsenij Tarkovskij

  1. ema

    Si la vita e’ una festa nella quale trovare la chiave per accendersi postumi.
    La candela si consuma ma non importa, conta la luce.
    Grazie

    Rispondi
  2. N&N

    Difficile rendere l’emozione che la trama di parole, toni e musica riescono a suscitare…contrasti di luce e ombra, come già il titolo della poesia preannuncia, accostando la morte con la levità. Ricordano i chiaroscuri del Caravaggio.

    Rispondi

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