
Siamo sospesi tra virtù e superbia perché, se la prima si trasforma in vanto, va in malora. È meglio essere impeccabili e altezzosi o scalcagnati e con i piedi in terra?
La vita è fatta di bivi come questi: aspiri al bene, ma ti tocca accertare che la cosiddetta perfezione non diventi vizio, come in Lucifero, vittima di uno splendore che lo ha portato alla rovina, in quanto causa di orgogliosa vanità.
Ciò spiega perché, dai tempi antichi, la virtù regina è l’umiltà: è l’unica a impedire di passare dalla porta posteriore del Cielo alla bocca spalancata dell’inferno.

Ricordo bene quella suora che non perdeva occasione di tornare ad affermare: “siamo tutti appesi ad un filo”
A noi trasformare quel filo in una catena,
che ci sostenga sollevati dal pericolo di precipitare nell’abisso che si apre sotto di noi; un calderone infuocato alimentato da superbia, vanità, egoismo, filautiia,e, perché no,orgoglio personale!
Riuscirò a passare attraverso quella porta stretta solo rimanendo appeso,ben saldo,quasi prigioniero di quella catena,
fatta di anelli di umiltà.
l’umiltà, si, ma che sia profondamente sincera! Quante persone conosciamo che sono solo apparentemente modesti e umili, e sono, a mio avviso, molto pericolose…