Prima di Pasqua


di Giovanna Menegus

Se entrassi nel bosco
in questo pomeriggio di fine marzo
sentiresti il rumore di tutte le foglie secche e rami

vuoti che si spezzano – in un solo rapido
crepitio di bruna polvere
riscuotersi la terra da quanto è vecchio:

insieme, bucando aride scorze
così lievi ormai, pianissimo
udresti l’erba crescere

(Mentre guidi tendi l’orecchio,
fai sottili i sensi,
le aiole a bordo strada fioriscono di corolle
e cartacce,
di gonfi sacchi il ciglio dei boschi,
fuori è fredda ancora l’aria,
il sole sul parabrezza
subito già feroce:
non lo sa l’erba nascente, non sanno
gli sventati rami rosa e bianchi)

?
*

A fiore d’acque invisibili,
specchianti lievi distese albali, rivoli
d’argento dilagano
luce primavera – (presentimenti della nuova luce
affiorano alla volta notturna
delle richiuse palpebre,
in sogno
e attesa del mattino)

marzo 2018, giorni prima di Pasqua

Immagine: Vincent van Gogh, “Verger de Provence”, Arles, inizio aprile 1888 (Amsterdam, Van Gogh Museum)

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