Fernando Pessoa
Da: IL LIBRO DELL’INQUIETUDINE
di Bernardo Soares
Frammento, 23 aprile 1930
Traduzione di Piero Ceccucci e Orietta Abbati
Titolo originale:
O Livro do Desassossego por Bernardo Soares
Lettura di Luigi Maria Corsanico
Alexander Scriabin – Fuga in mi minore (1892)
Piano, Rosemary Thomas
**************************************
Non so che vaga carezza, tanto più lieve perché non è una carezza, la brezza incerta della sera mi porta alla fronte e alla comprensione. So soltanto che il tedio che patisco mi si adatta meglio, per un momento, come una veste che non striscia più su una ferita.
Povera sensibilità che dipende da un piccolo movimento dell’aria per riuscire, seppure episodicamente, a trovare la propria tranquillità! Ma ogni sensibilità umana è così, e non credo neppure che sulla bilancia degli esseri umani pesi di più il denaro guadagnato alla svelta o il sorriso ricevuto all’improvviso, cose che per gli altri sono quello che, in questo momento, è stato per me il breve passaggio di una brezza discontinua.
Posso pensare di dormire. Posso sognare di sognare. Vedo più chiaramente l’obiettività del tutto.
Uso con maggiore conforto il sentimento esteriore della vita. E tutto questo, davvero, perché, quando arrivo quasi all’angolo della strada, un movimento della brezza nell’aria rallegra la superficie della mia pelle.
Tutto ciò che amiamo o perdiamo – cose, esseri, significati – ci sfiora la pelle e così arriva alla nostra anima e l’episodio, in Dio, non è altro che la brezza che non mi ha portato niente se non il sollievo immaginato, il momento propizio e il poter splendidamente perdere tutto.
Utilizziamo i cookie per essere sicuri che tu possa avere la migliore esperienza sul nostro sito. Se continui ad utilizzare questo sito noi assumiamo che tu ne sia felice.
Fernando Pessoa
Da: IL LIBRO DELL’INQUIETUDINE
di Bernardo Soares
Frammento, 23 aprile 1930
Traduzione di Piero Ceccucci e Orietta Abbati
Titolo originale:
O Livro do Desassossego por Bernardo Soares
Lettura di Luigi Maria Corsanico
Alexander Scriabin – Fuga in mi minore (1892)
Piano, Rosemary Thomas
**************************************
Non so che vaga carezza, tanto più lieve perché non è una carezza, la brezza incerta della sera mi porta alla fronte e alla comprensione. So soltanto che il tedio che patisco mi si adatta meglio, per un momento, come una veste che non striscia più su una ferita.
Povera sensibilità che dipende da un piccolo movimento dell’aria per riuscire, seppure episodicamente, a trovare la propria tranquillità! Ma ogni sensibilità umana è così, e non credo neppure che sulla bilancia degli esseri umani pesi di più il denaro guadagnato alla svelta o il sorriso ricevuto all’improvviso, cose che per gli altri sono quello che, in questo momento, è stato per me il breve passaggio di una brezza discontinua.
Posso pensare di dormire. Posso sognare di sognare. Vedo più chiaramente l’obiettività del tutto.
Uso con maggiore conforto il sentimento esteriore della vita. E tutto questo, davvero, perché, quando arrivo quasi all’angolo della strada, un movimento della brezza nell’aria rallegra la superficie della mia pelle.
Tutto ciò che amiamo o perdiamo – cose, esseri, significati – ci sfiora la pelle e così arriva alla nostra anima e l’episodio, in Dio, non è altro che la brezza che non mi ha portato niente se non il sollievo immaginato, il momento propizio e il poter splendidamente perdere tutto.
“Povera sensibilità” ricchezza dell’anima.
C’è una carezza per tutti, il vero miracolo e’ accorgersi.
. . . un*Anima triste … con una ricca sensibilità ….