
Dio ci parla, ma fatichiamo a sentire la Sua voce. È una questione di lunghezza d’onda, una nota che richiede attenzione, un esercizio di silenzio. Come Elia sull’Oreb, dobbiamo rinunciare al fuoco, al vento, al terremoto. Solo allora ci si mette in ascolto.

Guardami…
Fino al centro del mio cuore aperto a te, … guardami…
Con lo sguardo che mi salva ancora, guardami…
Con gli occhi dell’amore
guardami…;
Parlami, con quegli occhi parli al cuore ed io ti guardo…parlami…
Io ti guardo,… ascolto la tua voce,
… parlami…
Son parole quel tuo sguardo..
che mi scrutano,
nel profondo del mio essere,
e guariscono
la mia anima che si offre agli occhi tuoi …
Io ti guardo, ed io ti ascolto…, tu parlami….
…io ti prego,guardami,parlami… e …salvami…;
https://drive.google.com/file/d/1-4YPX2ufeHVJOAmlWGds1msiqqEsZUpe/view?usp=drivesdk
Il silenzio praticato con cognizione di causa è padre della preghiera, affrancamento dalla schiavitù, custodia del fuoco, sentinella dei pensieri.
San Giovanni Climaco
Siamo poco educati alla preghiera…impariamo o leggiamo le preghiere ma non sappiamo pregare…domandiamo (solo in certe occasioni), Lui ce lo ha detto, ma prima lodiamo e ringraziamo per tutti i doni…di cui nemmeno ci accorgiamo…poi ascoltiamo…un cuore che ascolta…un cuore che discerne…Lui è sempre disponibile…