
Matteo BIANCHI
FORTISSIMO
MINERVA (2019)
(Con nota di Giancarlo Pontiggia e Cinzia Demi)
6 GENNAIO
Spesso non misuriamo quanto ci siamo allontanati e viviamo a vista d’occhio. Forse per quella stupida possibilità di ritorno, di riabbracciarci e perdonarci insieme, per-donare. Non diamo peso alla speranza. Quando muoiono, però, è l’abbandono. Non c’è ragione che menta.
*
31 AGOSTO
Sono complicati, articolati e spesso sono dati per scontati, vengono trascurati i legami di cuore. Forse è per questo che ci s’infiamma per tutt’altro, per timore di perderli. Dentro di se ognuno lo sa dal primo giorno di sole che di occupazioni e passioni pratiche ne avremo sempre per le mani e non si muore, ma le persone alle quali ci si affida sono un tenero salto nel buio, ciò che scade e ha la durata più incerta.
*
Dal fondo di un sottopassaggio,
l’umore in periferia,
rappresa nel ghiaccio la luce
spietata si erge sui rami atterriti
dell’acqua di una rottura
in pozze ristagna nei prati
sfiancati e i platani in riga
sono rimasti calvi.
Sommerso calpesto
illusioni appaganti,
le ha uccise la sete.
Ma è piovuto, i campi sono salvi.
*
“Non smetterò di rivolgermi al passato”,
mi provoco eccitato nella doccia,
sussulti – lo spavento – tremi
-penserai a tutte quelle impronte
in me che si sono fatte Forma-
scosti l’orecchio per orgoglio,
e ribatti: “perché ti ostini?”
“Non cederò la mia storia”, la risposta
liberatoria di chi gareggia a trattenere il fiato,
nella fantasia di una vasca.
“Non posso fare altrimenti”.
Se ogni foto avesse la sua verità nascosta,
passatempi fasulli per bambini,
la barchetta di carta che dondola
sarebbe solo un foglio di cronaca
piegato male.
*
Ho acceso il mio fuoco del tuo,
dando una speranza in pasto al buio,
nella distanza che ci salva
e ci separa l’uno dalla fiamma dell’altro.
Se il tuo era per lui,
il fianco condiviso,
il pieno che si è fatto vuoto sconosciuto,
il mio è stato per quello che rimane
in vita, il frammento che porta dentro
l’intero.
Nel fumo dei nostri incendi, vedrai,
ci toccheremo.
*
Una scrittura raffinata sostiene questi versi; intelligente e sensibile equilibrio di suono, immagine e ritmo. Un mondo ri-scritto, e, dunque, sempre originale, sorprendente, che resiste e rilancia nuovi sensi, nuove sfaccettature ad ogni rilettura. E qui, persino su un tema ritrito come i legami di cuore il poeta affronta l’ardua sfida, vincendola, intrecciando riflessioni e prospettive inedite con elegante acutezza: Se il tuo era per lui, / il fianco condiviso, / il pieno che si è fatto vuoto sconosciuto, / il mio è stato per quello che rimane / in vita, il frammento che porta dentro / l’intero. Oppure: […] le persone alle quali ci si affida sono un tenero salto nel buio, ciò che scade e ha la durata più incerta (gn).
