8 marzo

L’8 marzo fa pensare alle donne. Personalmente, credo che la donna sia indivisibile dall’uomo. Sono fatti per costruire insieme. È un cammino di purificazione, che richiede una morte. Se muoio al desiderio di autoaffermazione, all’istinto di impormi, si apre lo scenario della relazione autentica. L’altro non è più un concorrente, ma il partner di una danza che riflette l’armonia di un universo visto con altri occhi. La prospettiva è quella di una assoluta parità, perché si fa a gara a dare all’altro più importanza che a sé. L’8 marzo diventa, così, una data condivisa.

4 pensieri su “8 marzo

  1. Iole Chessa Olivares

    Si, solo vivendo la relazione come reciproco dono di sè si può realizzare il vero amore, ma… quanto è difficile!! GRAZIE per questa riflessione chiara, molto eloquente.

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  2. S&R

    “Poi il Signore Dio disse: Non è bene che l’uomo sia solo: gli voglio fare un aiuto che gli sia simile.”
    Simile, non identico, perché il confronto con l’alterità spinga ad uscire da sé, per amore.
    Splendida riflessione, grazie di cuore!

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  3. PAPI PIO

    il partner serve proprio per farti crescere..si evidenziano i “vizi” ad entrambi..e intraprendi il cammino per cambiarli in virtù, sempre se l’umiltà ti accompagna..altrimenti..la famiglia si allarga e ogni divisione è dispersione, anzi…il nemico gode…

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