
Bibliofilia
Il vecchio libro letto e riletto tante volte!
A pezzi, straziato e straziante, coperto di lebbra
per l’uso, rieccolo nitido e giovane volto,
e fine contatto, che gli occhi e le dita rallegra.
Quel libro creduto morto, cosa d’ombra e ribrezzo,
“non meraviglia il saggio” la sua risurrezione.
Artista insieme e mago, chi sa, o Rilegatore,
di quanto la tua opera valga più del suo prezzo.
Si riprende quel libro nella sua verde età
come una vecchia amante dal tocco d’una fata
restituita intatta nella sua verginità;
Lo si rilegge come l’antica voce d’oro
della musa ascoltando, dagli anni arrochita:
ridiventata limpida, di nuovo ci ristora.
Paul Verlaine, La pioggia nel cuore, Milano, Corriere della Sera, 2012, p. 191.

Quel libro creduto morto, cosa d’ombra e ribrezzo,
“non meraviglia il saggio” la sua risurrezione.
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Ogni lettore, quando legge, legge se stesso. L’opera dello scrittore è soltanto una specie di strumento ottico che egli offre al lettore per permettergli di discernere quello che, senza libro, non avrebbe forse visto in sé stesso.
(Marcel Proust)