
A Claudia F r o n d i
– avanti la giostra a colori
del dramma nelle serpi
l’esaurito grano pende
dalle labbra al perdono –
– coppa assente di vino e
pane colmo rapito di
una volta al mare con
le tiranne esistenze
promesse alla rosa
delle nozze d’uovo –
– [poi] l’arca bue zitella
premuta malavita con
la zazzera da tuono
In calore alla pioggia –
– sotto la pietra
deserto-regina
parata di chiome –
– l’alba ha il sole di
una notte –
– dalla grata di legno
al tallèro di corallo
il basso all’altro
canto del medesimo verso –
– la pattumiera dalla voce
infranta nella porta-valore
estinta in patria dogana –
[- l’occhio che la madre
fischia al vagone letto
é membro-eterno
fagotto nella f a g i n a -] –
– [Narcisa] un cuore se né
fa un altro al picco della
fronte per […] sparo pulédra
sul ginocchio estinto
nella trincea di stop
poco dopo l’arpa del sud –
– [Ginevra] ha la cattedrale
aperta dopo dentro
la butterata cerchiata
acne che specchia
la vetrina del
bulbo b a m b y bello –
[………………………]
– l’oppio di stagione
non ha pannocchia
per radica di forma –
– davanti al carnevale della vacca breve
portata avanti nella mandria sul proprio fiuto
il recinto colma la mappa – la mappa sterile –
– ritorna alla vicina [triste essenza]
col vaso di creta
a l [l ’] a n a n t i k a fiore in loco
sulla vaccina febbre barocca muta –
– assoluto ritorno del medesimo poligono
chierica la possidente
nel presente che presiede l’arco di c o c ò
supervisione antica
della breccia di mare per trincea di f i f o –
– cosa era la cosa diceva
la spinta regina
del regno al mutilato cieco? –
– l’asse dève la solitudine
estrema tra il faro e il colpo
di stato provvido alla polpa –
– il funerale [ f ù] breve la marcia
d’ascolto:
‘e com’é?’
“ é che a dirsi a parole
l’alfabeto é muto
e poi registra “ –
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NOTA:
Notte profonda della FINEMESE
scritta in una volta, sola. Ore 00.50.
[31 Marzo 2020]
Giorgio Stella

avanti la giostra a colori
del dramma nelle serpi
l’esaurito grano pende
dalle labbra al perdono