Medicamenta

di Giorgio Stella

                           Ovvio  a   [S e p u l v e d a]

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OGGI CAVALCA LA MORTE L’EMBRIONE MAI NATO

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Oggi cavalca la morte l’embrione mai nato

Come [se] le stelle siamesi fossero orfane

Dello stato di diritto di splendere le vie loro

E chi ha il tarocco nella mano

Possiede la carta del destino, in cui crede –

Avanti la fessura la porta è aperta

E chiusa in una sola volta, la volta sua,

poiché medesima è la 

geometrica derivante del cubo magico

del picchio petto danzante…

…in stanze floreali 

dove il muro di seta possiede

il ditale dell’ago in uso-frutto – 

La retina dell’occhio smonta 

L’elmo dall’armatura

Nella miriade di cere – 

E pure se [il] sangue è latte di vacche

La stalla è coperta dalla

Paglia del latrato: ospiti?

I  S a n t o s a c r a –

Pare che l’ora sia mossa

All’indietro

Dalla flessione

Dove dal buco del c u l o

Ti cercavano la roba.

Dolcina: ‘perché tutto questo? Io ho messo il fato nel f i o r e!’

Badante: “ vedi, dalla finestra dell’ostello il cocco di  g r a n o? 

Dà il riso all’a l f a b e t i z[ z ]a z i o n e

Delle tele di Fontana.” *

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Giorgio Stella tipo quasi mattino finito il j/b come si scrive

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Nota 1: Fontana un pittore dalla luce bianca.

Nota 2 : è assurdo per un poeta [come atto d’amore] pronunciarsi sul virus in corso tra di noi

Ma questa impossibilità di movimento estraneo a sé stesso forse convince l’anagrafe

Del vaccino alla scheda madre. Puerile affermare che la poesia già ce lo ha: come bussola eterna

Afferma la medesima –  alla V a l d u g a [Patrizia]   M e d i c a m e n t [a]. 

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